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Anonymous attacca i server della Polizia - news originale

Anonymous attacca i server della Polizia

Condividi:         webmaster 23 Ottobre 12 @ 23:00 pm

Anonymous attacca i server della Polizia

"La nostra attenzione si rivolge a Voi, servi dello Stato. Continuate a rendervi complici delle violenze più atroci burattinati dal potere. In realtà, i fili che vi manovrano sono gli stessi fili che vi stritolano. Vi erigete come i tutori dell'ordine pubblico ma fomentate un clima di terrore e paura ovunque si avverta il minimo sentore di richiamo alla Libertà. Vi scagliate con ferocia contro il Popolo che chiede il rispetto dei propri diritti e la salvaguardia della propria dignità."

Così comincia l'ultimo comunicato di Anonymous, il gruppo di hacktivisti che dopo aver attaccato Governo.it e il clero, questa volta ha preso di mira la Polizia.

"Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i Notav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail, alcune delle quali dimostrano la vostra disonestà (ad esempio una comunicazione in cui vi viene spiegato come appropriarvi dell'arma sequestrata ad un uomo straniero senza incorrere nel reato di ricettazione). Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente," si può leggere sul blog italiano del gruppo.

Dopo che un portavoce del Viminale aveva dichiarato che i tecnici della polizia stavano verificando la documentazione pubblicata, il Dipartimento della Polizia di Stato ha dichiarato che "al momento non risulta alcuna violazione del server della Polizia. Sono stati invece registrati indebiti accessi a diverse email personali di operatori delle forze di Polizia."

Abbiamo scaricato il campione, un file da 50MB contenente le informazioni più interessanti tra i 1GB di 3.500 email, secondo Anonymous. All'interno vi abbiamo trovato documenti sull'allarme antrace di Luglio di quest'anno, un rapporto sulla morte di Luca Abbà, documenti sulle attività sotto copertura, un articolo del 2006 su come vengono rubate le carte di credito online, firme di alcuni dirigenti, schedature e monitoraggio di gruppi estremisti di destra e di sinistra e aderenti al movimento No TAV e tanto altro materiale.

Il colpo è sicuramente clamoroso e apre un grosso interrogativo sulla reale sicurezza informatica della Polizia di Stato. Il materiale non rivela nulla di realmente clamoroso al cittadino medio, ma rivela cosa sta facendo la Polizia, come lo sta facendo e cosa sà. Sicuramente questo non è d'aiuto alle forze dell'ordine.

Sembra un periodo piuttosto intenso per Anonymous: prima si distacca da WikiLeaks, poi accusa l'aguzzino di Amanda Todd e adesso pubblica queste email.



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