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		<title>pc-facile.com Hardware</title>
		<link>http://www.pc-facile.com/</link>
		<description>Tutte le novità in fatto di hardware.</description>
		<language>it-IT</language>
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			<title>pc-facile Tutti i segreti di Internet!</title>
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			<description>Tutti i segreti di Internet!</description>
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			<title>Trust UPS 1000VA - PW4100T</title>
			<link>http://www.pc-facile.com/hardware/ups/trust_ups_1000va_pw4100t/162.htm</link>
			<description>Pc-Facile ha provato per voi l'UPS della Trust da 1000VA PW4100T (codice 15600).Il prodotto serve per garantire l'alimentazione a dispositivi elettrici ed elettronici anche in caso di mancanza temporanea di corrente elettrica in casa. Personalmente ritengo che oggigiorno le mancanze di tensione sono tipicamente brevi e normalmente dovute a cattiva gestione dei mitici 3,3 KVA disponibili. Mai successo di attaccare lavatrice e ferro da stiro? Beh in quel caso senza UPS...A parte il classico utilizzo a protezione dei PC, lo trovo ottimo anche per garantire continuità di alimentazione ai router VOIP forniti da quasi tutte le società telefoniche che, senza corrente, fanno mancare anche il telefono di casa... e non tutti ci fanno caso fino a quando non succede, abituati al vecchio telefono che ha un'alimentazione a 60V indipendente e fornita dalla centrale Telecom.Il PW4100T ha l'aspetto tipico degli UPS: un parallelepipedo solido, massiccio e pesante con dimensioni 147 x 105 x 338 mm che non dà particolari problemi di posizionamento. Sul fronte è collocato il pulsante di accensione/ spegnimento ed il led di stato blu. Sul retro la connessione per l'alimentazione esterna (power in) con fusibile, due uscite filtrate e protette da batteria, una ulteriore uscita solo filtrata (surge only, quella marcata di rosso), un ingresso (tel in) ed una uscita (tel out) protette per cavo telefonico (RJ-11).Il filtraggio dei disturbi elettrici  sulla linea domestica avviene sia per le variazioni di tensione che per gli impulsi che per le interferenze in frequenza (modalità Automated Voltage Regulator, Surge e Radio Frequency Interference).Per i più tecnici, l'alimentazione può andare da 170V a 280V ed il tempo di intervento è dichiarato in 6 millisecondi. E' protetto da impulsi fino a 150 Joule.I due cavi di alimentazione in dotazione hanno in uscita la tipica spina tripolare dell'alimentatore di un PC. Se non fate nulla, con due prese alimentate solamente un PC ed il suo monitor. Personalmente ho preferito rimpiazzare la spina tripolare  da alimentatore con una bipasso femmina a cui poi collego la classica ciabatta. Due avvertenze se volete farlo: la prima è che il lavoro deve essere ben eseguito mentre la seconda è che la modifica potrebbe (non ho controllato bene...) invalidare la garanzia da 20.000 € che la Trust accorda in caso di danni fatti dall'UPS ad apparecchiature collegate allo stesso. Pertanto, valutate bene le scelte.In caso di mancanza di alimentazione, l'UPS emette un avviso acustico e lampeggia il led blu frontale. Il suono cambia quando la batteria sta per esaurirsi.La durata della batteria viene data dai 34 ai 60 minuti. A me i 10 minuti li ha retti anche con 2 PC ed un monitor collegati e ciò mi basta.La Trust, propone diversi tagli di potenza per i suoi UPS, da 550 a 1000 VA, ma tutti hanno caratteristiche simili.Oltre vi è un 1300 VA che però si differenzia ed ha più caratteristiche per Small Office.La confezione contiene, l'UPS, due cavi da 240V, le istruzioni in italiano e le certificazioni di rito. Attenzione: manca il cavo elettrico da UPS alla spina di casa dato che dovreste usare quello del PC.Sicuramente una buona linea di prodotti, da raccomandare per la sua economicità.Un'ultima nota: mi è capitato in passato di avere un problema con un prodotto Trust ed il rivenditore, un negozio molto economico e famoso, aveva cambiato ragione sociale e non voleva riconoscermi la garanzia dovuta con la vecchia ragione sociale.Ho contattato l'assistenza Trust in Italia la quale, dopo aver capito l'anomalo problema, ha provveduto, al di fuori delle procedure ordinarie, a sostituirmi il prodotto difettoso.</description>
			<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 21:12:49 -0600</pubDate>
			<category>UPS</category>
			<author></author>
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			<title>Verbatim HDD portatile InSight da 500 GB</title>
			<link>http://www.pc-facile.com/hardware/accessori/verbatim_hdd_portatile_insight_da_500_gb/161.htm</link>
			<description>Pc-Facile ha provato per voi l'hard disk portatile InSight da 500 GB, di casa Verbatim.La prima cosa che colpisce è l'estetica del dispositivo non convenzionale, ma a forma di 'P' posta orizzontalmente. Di colore nero lucido, frontalmente è possibile vedere il display LCD da 21 x 128 pixel, indicante il nome del dispositivo e la quantità di memoria disponibile; questo è possibile grazie ai cristalli liquidi colesterici (ChLCD) che, senza bisogno di alimentazione esterna, possono fornire informazioni utili.Poco sotto è presente un led di colore blu che lampeggia in caso di utilizzo dell'unità.Sul lato sinistro, è invece presente l'unica porta USB per connettere il dispositivo al computer. Internamente, dalle analisi effettuate con apposito software professionale, è stato rilevato un disco SATA della Samsung modello HM500JI con memoria cache da 8 MB. La geometria CHS è 16383 x 16 x 63, per una capacità totale di 465.76 GB.Il dispositivo fornito è formattato FAT 32, con precaricati circa 130 MB di dati comprendenti manuali e software a corredo (Nero BACKITUP 4 Essentials).Tra le proprietà rilevate ricordiamo il supporto SMART e Power Management, Look-Ahead Buffer, Write-Back Cache, Host Protect Area.Non da ultima la NCQ ovvero la possibilità della circuiteria di riordinare le richieste di lettura dal drive in modo da ridurre i tempi di spostamento delle testine.E' possibile inoltre rilevare la temperatura del dispositivo attestata intorno ai 26 °C durante le prove.Il tempo medio di accesso è di circa 12 ms, mentre il tempo medio di latenza è di 5.6 ms. La velocità di rotazione si è attestata intorno ai 5400 rpm.L'unità misura 87 (al vertice più alto) x 15 x 153 mm per un peso di soli 170 gr.Abbiamo provato il dispositivo Verbatim connettendolo alla porta USB v2.0 del computer fornendo un trasferimento massimo di 480 Mbit/sec. Lo stesso è stato immediatamente rilevato dal sistema operativo Windows XP con SP3 senza problemi di sorta.Abbiamo esaminato il contenuto del disco rilevando anche il software in dotazione che è stato regolarmente installato per le prove di trasferimento.Al termine delle operazioni, dopo la disconnessione del disco, è stato aggiornato il display con la dimensione dello spazio libero a disposizione.Abbiamo testato l'HDD portatile InSight anche con la distribuzione Linux OpenSUSE 11.2 la quale ha rilevato correttamente il dispositivo.Anche qui abbiamo effettuato delle prove di trasmissione andate a buon fine.Non ci siamo in questo caso preoccupati del software per ambiente Windows, trovando più che sufficiente Amanda quale programma di backup.Il nostro sistema di test possiede 8 porte USB, ad una di questa è connessa una tastiera che sdoppia ulteriormente le porte USB. Per prova, abbiamo collegato il prodotto a tutte le porte non rilevando errori. Solo collegando l'hard disk alle porte della tastiera abbiamo notato che il dispositivo faceva uno strano rumore, alternando sullo schermo le scritte 'scanning...' e 'unsupported format'.E' bastato disconnettere il dispositivo (ove sullo schermo è rimasta incisa una delle precedenti frasi) e connetterlo alle altre porte per aggiornare il display LCD e farlo tornare perfettamente funzionante.Certamente il problema rilevato è dovuto allo sdoppiamento della porta USB della tastiera che ha ridotto l'alimentazione in uscita; nulla di preoccupante, facilmente risolvibile e non imputabile ad un difetto di fabbricazione.Il Verbatim HDD portatile InSight da 500 GB si è rivelato un ottimo prodotto, capiente, dal gradevole design ricercato e facile da tenere sempre con sé.Il fodero in velluto in dotazione, dà un ulteriore tocco di classe all'hard disk esterno.La confezione contiene: il disco rigido, un fodero in velluto nero, il cavo USB, un manuale rapido.</description>
			<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 03:27:01 -0600</pubDate>
			<category>Accessori</category>
			<author></author>
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			<title>Enermax Cluster P-086 UCCL12</title>
			<link>http://www.pc-facile.com/hardware/sistemi_di_raffreddamento/enermax_cluster_p-086_uccl12/158.htm</link>
			<description>Pc-Facile ha provato per voi la ventola Cluster, nome in codice P-086, di casa Enermax.Le pale e l'intelaiatura esterna si presentano di un colore bianco lucido uniforme, mentre l'intelaiatura interna in alluminio satinato con inciso il logo della società. Il dispositivo ha dimensioni di 120 x 120 mm, mentre lo spessore è di 25 mm. Sulla parte posteriore, dal motore esce il cavo di quasi 50 cm extra telaio protetto da una guaina a trama di colore bianco, che termina in una spina a quattro vie che può essere connessa a molex a 3 pin grazie all'adattatore fornito a corredo.La ventola Cluster è dotata di un microswitch in grado di attivare o spegnere 4 led a luce bianca incastonati nel telaio e posti sopra i quattro bracci che reggono il motore.La prima cosa che si evidenzia è la conformazione geometrica delle pale denominata 'Batwing'; infatti ogni pala è composta da due parti convesse che ricordano le ali di un pipistrello. Questo effetto permette alla P-086 di aumentare fino al 30% in più l'aria rimossa rispetto ad una ventola classica. Le ulteriori scanalature poste circolarmente intorno alla ventola, permettono di espellere ulteriormente aria dal dispositivo.Le pale possono essere rimosse dall'albero per una migliore pulizia dalla polvere. Dal loro spostamento, si evidenzia la costituzione del corpo motore. Infatti la ventola Cluster utilizza il sistema collaudato 'Twister Bearing' ovvero, grazie all'utilizzo di quattro magneti flessibili, viene generato un campo magnetico che separa le pale dal motore. Indubbi sono i vantaggi di questa tecnologia: riduzione delle parti usuranti che permettono di allungare la vita del dispositivo  e contestuale riduzione del rumore. Questa tipologia di ventola produce un rumore dichiarato da 8 a 14 db(A), alla velocità rispettivamente di circa 500 e 1200 rpm, spostando fino a 0,075 metri cubi di aria al secondo.Abbiamo installato la ventola sul dissipatore GeminII per CPU utilizzando i quattro ammortizzatori di gomma in dotazione. Abbiamo accoppiato il prodotto direttamente alla presa a quattro vie della scheda madre ASUS M2N-SLI DELUXE dedicato alla CPU, impostando come politica di raffreddamento dall'esterno verso il dissipatore passivo.Al primo avvio ci siamo subito accorti di un problema: le pale della Cluster non giravano. Abbiamo quindi acceso i led della ventola constatando una assenza di corrente. Resettando la motherboard con l'apposito tasto, la P-086 in prova ha iniziato a funzionare.Supponendo un possibile difetto nell'inserimento della spina, abbiamo ri-verificato le connessioni e riprovato l'avvio a freddo. Il problema si è nuovamente riproposto.Per togliere ogni dubbio, si è installato sulla ASUS M2N-SLI DELUXE modelli diversi di ventole (sia Enermax che di altre marche) senza rilevare nessun problema.Abbiamo quindi provato la Cluster su un motherboard diversa non evidenziando il problema sopra indicato.Si è quindi testato la ventola che si è dimostrata estremamente silenziosa anche al massimo dei regimi raggiungibili, fornendo un ottima ventilazione al dissipatore passivo della CPU.Nota dolente da segnalare è l'alloggiamento del microswitch: l'interruttore è tenuto fermo da due piccole pinze in plastica che tendono ad allargarsi alla pressione per lo spegnimento o accensione dei led. In alcuni casi, spostandosi indietro l'interruttore non bloccato dalle pinze, è stato impossibile schiacciare il pulsante ma si è dovuto ricorrere ad un cacciavite di piccole dimensioni.Il prodotto in test si è rivelato estremamente efficiente nel dissipare il calore della CPU mantenendo un livello sonoro decisamente contenuto; peccato per il microswitch 'ballerino' che non ha permesso una gestione dei led secondo i gusti del tester.La confezione è composta dalla ventola; un sacchetto contenente le 4 viti di ancoraggio, 4 ammortizzatori in gomma, l'adattatore a 3 vie per l'alimentazione; manuale per l'utente.</description>
			<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 08:21:50 -0600</pubDate>
			<category>Sistemi-di-raffreddamento</category>
			<author></author>
		</item>
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			<title>Hamlet 2.5 usb station</title>
			<link>http://www.pc-facile.com/hardware/accessori/hamlet_25_usb_20_station/157.htm</link>
			<description>Pc-Facile ha provato per voi la slitta esterna per dischi da 2,5 della Hamlet, nome in codice HXD2CCUU.Il prodotto, ben rifinito, si presenta nella sua confezione gialla e bianca che contiene la slitta in alluminio anche con funzione di dissipatore statico. Tipica di questi prodotti è la forma molto ridotta (79 x 17 x 142 mm) con chiusure sui due lati corti in plastica bloccate da due viti per lato. Su uno dei due lati corti si trovano: il connettore mini USB 2.0, l'interruttore di accensione (on-off) e il jack di alimentazione (5V,1A, positivo al centro). L'altro lato ha una trasparenza utilizzata per indicare il funzionamento tramite due LED posti sulla piastra. Non è dotato di ventola ma nelle nostre prove non ne abbiamo sentito la mancanza.La particolarità del prodotto è il supporto di dischi sia SATA che IDE da 2,5 pollici di altezza massima di 9mm tramite due connettori, uno su un lato e uno sull'altro della piastra. Questa alternativa può tornare molto utile per riutilizzare un vecchio disco e poi domani installarne uno più performante e capace senza fare un doppio acquisto di slitta. Il disco una volta fatto inserito nel connettore (IDE o SATA) viene ottimamente bloccato da 4 viti.Viene dichiarato il supporto per Windows (da 98 a Vista), MacOS e Linux (Kernel 2.4.18 e sup.) e personalmente l'abbiamo provato senza problemi su Windows XP e Ubuntu 9.04.Nel montaggio per la prova che abbiamo effettuato, in vena di perfezionismo, abbiamo preferito bloccare ogni possibile piccolo movimento della scheda, inserimento a slitta, tramite due strisce soffici autoadesive installate sotto la scheda e a battuta sul lato con inserto trasparente (vedi foto). In prova la Hamlet USB 2.0 Station si è comportata ottimamente sia come prestazioni percepite in lettura e scrittura, con disco Samsung IDE HM160HC, sia come praticità data dall'interruttore ON/OFF e dalle dimensioni essenziali senza fronzoli estetici.Sicuramente un buon prodotto, da raccomandare per la sua flessibilità, supportando due tipologie di dischi, e per la sua buona fattura. Il costo è di circa 20 €.La confezione contiene, la slitta, il connettore USB doppio, un cacciavitino e le istruzioni in italiano.</description>
			<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 22:07:53 -0500</pubDate>
			<category>Accessori</category>
			<author></author>
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			<title>Enermax Eco80+ 620W</title>
			<link>http://www.pc-facile.com/hardware/accessori/enermax_eco80_620w/156.htm</link>
			<description>Pc-Facile ha provato per voi l'alimentatore Eco80+ da 620 watt di casa Enermax.Il dispositivo si presenta come un parallelepipedo di dimensioni 140 x 150 x 86 mm  per un peso complessivo cavi inclusi di 2165 gr.Sul lato posteriore è presente l'interruttore di accensione, la presa di rete e la generosa griglia di ventilazione a nido d'ape. Si notano, di diversa conformazione, i quattro punti di ancoraggio dell'alimentatore al case.Sul lato inferiore è visibile la ventola Enermax Magma da 12 cm, protetta da una ghiera circolare di colore oro, agganciata al telaio dell''Eco80+ in quattro punti.Sul lato anteriore abbiamo la cavetteria per l'erogazione della corrente elettrica. In particolare troviamo:un connettore a 24 pin per motherboard (lungo 55 cm), un connettore a 4+4 pin da 12V per CPU (55 cm), un connettore 6+2 pin per schede PCI-Express v.2 (45 cm), un connettore da 6 pin per PCI-Express v.1 (45 cm), 6 connettori SATA (variabili tra 45 e 85 cm), 5 molex a 4 pin (variabili tra 45 e 85 cm), un connettore per FDD (75 cm).Internamente è possibile osservare la componentistica dell'Eco80+ curata anche nella sua disposizione parallelamente ai due dissipatori passivi. In evidenza i condensatori elettrolitici in alluminio della nipponica Chemi-con, parte fondamentale di un alimentatore.Passiamo ora alle note tecniche dell'alimentatore certificato 80PLUS.Il prodotto ha sei linee con tensioni da 3,3 V fino a 25 A; 5 V fino a 24 A, 12 V1 e 12 V2 fino a 30 A; 5 VSB fino a 3 A; ottenendo una efficienza di oltre 80 %.Certificato standard ATX 12V 2.3, l'ECO 80 si contraddistingue per i suoi sistemi di protezione: da sovracorrente (OCP), da sovratensione in uscita (OVP), da sottotensione in ingresso ed uscita (UVP), da sovraccarico (OPP), da surriscaldamento (OTP), da impulsi di corrente (SCP e SIP). Interessante inoltre la soluzione di un PFC attivo (fattore di correzione della potenza) che ha lo scopo di ottenere assorbimenti inferiori di corrente, con minore risaldamento del dispositivo e minore rumorosità.Non possiamo dimenticarci che il prodotto è raffreddato anche attivamente da una ventola Enermax Magma da 12 cm; vi invitiamo a leggere la recensione che troverete al presente link, scoprendo le ottime qualità della ventola che ha ottenuto il marchio pc-facile.com - Top Rated. In questo caso, le pale possono essere smontate svitando le quattro viti di protezione, senza dover aprire l'alimentatore (rovinando il sigillo di garanzia) ed annullare la garanzia di 24 mesi.La prova dell'ECO80+ non è stata effettuata utilizzando strumentazione professionale ma impiegando il prodotto per oltre un mese in uno dei nostri computer, naturalmente overclockato ed attivo quasi 24h su 24h.Dal primo momento che abbiamo riacceso la nostra macchina di test, ci ha favorevolmente stupito l'abbattimento del rumore rispetto al modello di alimentatore precedentemente installato di fascia medio-bassa. Ci aspettavamo un miglioramento grazie alla presenza della ventola Magma, ma non così netto.Abbiamo provato fin da subito a spingere la motherboard al 110%, attivando 2 hard disk SATA e due lettori DVD, impegnando la scheda video al 115%, alimentando la scheda audio dedicata ed utilizzando sei dispositivi su altrettante porte USB 2.0.L'ECO80+ ha retto il carico di sistema per parecchie ore senza dare segni di cedimento o inducendo instabilità nel sistema (utilizzati quali sistemi operativi di riferimento Windows XP con SP3 e OpenSUSE 11.1).Unico nota da segnalare, apparsa peraltro dopo alcuni giorni d'uso, un lieve rumore proveniente della ventola Magma. Abbiamo solo spinto leggermente la ventola verso la sua base ed il rumore è sparito senza più ripresentarsi.Il prodotto in test si è rivelato all'altezza delle aspettative: silenzioso, efficiente ed economico. Indirizzato certamente a chi ha bisogno di tanta potenza stabile, non è da disprezzare anche il risparmio energetico e l'aiuto all'ambiente.La confezione contiene: l'alimentatore; due fascette per ordinare i cavi; materiale di consumo (viti); un cavo di alimentazione con spina schuko.</description>
			<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 00:43:27 -0500</pubDate>
			<category>Accessori</category>
			<author></author>
		</item>
		<item>
			<title>Netgear Print Server Wireless WGPS606</title>
			<link>http://www.pc-facile.com/hardware/print_server/netgear_print_server_wireless_wgps606_/155.htm</link>
			<description>Pc-Facile ha provato per voi il print server (&amp; switch) wireless Netgear WGPS606.Si tratta di un interessante prodotto che consente di condividere all’interno di una rete senza fili fino a 2 stampanti USB senza che esse siano fisicamente collegate a nessun computer. Contemporaneamente mette a disposizione 4 prese LAN per PC, i quali possono in questo modo connettersi alla suddetta rete wireless senza bisogno di ulteriori schede di rete wi-fi (PCI o adattatori / chiavette USB che siano).In sostanza, vista anche la cronica carenza di spazio e il continuo crogiolo di cavi che costantemente assillano gli uffici e/o gli spazi domestici riservati ai prodotti tecnologici, quel che il print server offre è la possibilità di collegare ad esso, con un cavo USB, le stampanti (fino a 2 per apparecchio) che si vogliano condividere in una rete wireless, piazzare il tutto in una zona che faccia a noi comodo e poi utilizzarle dalle workstation della stessa LAN.Tutto ciò, naturalmente, in teoria; a volte la pratica si rivela differente. Non vogliamo assolutamente asserire che il prodotto non funzioni, tutt’altro: si tratta di un’apparecchiatura di piacevole aspetto e di buona fattura, tecnicamente valido e posizionabile sia in orizzontale che in verticale tramite un apposito sostegno fornito in dotazione. Alcuni dettagli però devono essere ben chiari prima dell’acquisto del prodotto:1) La stampante deve essere necessariamente USB e deve essere stata precedentemente installata (e verificata) su TUTTI i PC dai quali la si vorrà, successivamente, utilizzare in condivisione; quindi, se non l’avete già fatto, preparatevi a un giro, con CD di installazione dei drivers e stampante (su carrellino) per fare questo passo “propedeutico”.2) E’ fortemente consigliato che il dispositivo che intendete condividere sia tra quelli ufficialmente supportati, come da elenco che potete trovare in internet qui.Ne abbiamo provato anche uno fra quelli segnalati come “Reported to work, but not tested” (Samsung ML-2010) e abbiamo ottenuto risultati non del tutto soddisfacenti. Se la vostra stampante non è all’interno della lista (composta invero soprattutto di prodotti non proprio recentissimi) – quindi - non potete essere certi del corretto funzionamento del vostro WGPS606.3) Accertatevi di possedere una qualche nozione di networking, dato che le procedure di installazione guidate non ci sono sembrate così intuitive, oltre che assai “allergiche” ai vari firewall / antivirus eventualmente installati sui PC della rete.Perché il tutto funzioni, infatti, al print server deve essere assegnato sempre lo stesso IP, e quindi dovrete impostarlo manualmente e/o eventualmente istruire il DHCP perché “distribuisca” gli altri indirizzi in modo che non interferiscano tra di essi.Visto che stiamo parlando di installazioni manuali, tenete presenti le seguenti procedure (come aggiungere manualmente una porta TCP/IP per il print server disponibile in PDF anche in lingua italiana) in cui viene spiegato molto dettagliatamente come reindirizzare una (preinstallata) stampante locale su una porta TCP/IP, in modo che il nostro print server interpreti correttamente i dati, e in questo modo potrete fare a meno delle non infallibili installazioni guidate. (Ricordate che inizialmente il prodotto in esame è settato sull’IP 192.168.0.102).4) La configurazione dell’apparecchio, infatti, oltre che tramite il CD in dotazione, può essere facilmente effettuata tramite browser, semplicemente digitando il suo IP nella barra dell’indirizzo, accedendo così alle consuete - semplici ma complete - schermate di configurazione.Fra le altre cose è possibile settare l’IP assegnato alla risorsa, impostare la modalità di funzionamento (protocolli con velocità wi-fi fino a 54 Mbps), selezionare la protezione WEP o WPA-PSK, caricare un nuovo firmware e  salvare in un file esterno la configurazione corrente. Naturalmente si può anche monitorare lo status delle varie connessioni.5) (Dettaglio importante) Tutte le varie possibilità  aggiuntive offerte dalle multifunzioni recenti (come scanner o fax) sono precluse quando il collegamento avviene attraverso il WGPS606.Davvero immediato è l’utilizzo del prodotto come “wireless ethernet bridge”: se il print server è correttamente connesso ad un AP/router, basta collegare un PC ad una delle sue prese RJ45 e si è immediatamente in rete senza bisogno di adattatori wifi dedicati.Fra le varie possibilità di soluzione agli eventuali problemi, abbiamo trovato utile (anche se non sempre risolutiva) la seguente procedura di riavvio della rete, suggerita ufficialmente da Netgear:a. Spegnere e disconnettere il modem ADSL poi il router (se separate), spegnere il print server, spegnere la stampante ed infine spegnere i PC.b. Connettere e accendere il modem ADSL. Attendere circa 2 minuti.c. Accendere il router. Attendere circa 1 minuto. d. Accendere print server e stampante.e. Avviare i PC. (Verificare che tutti I cavi siano correttamente collegati).Da rimarcare con un pizzico di sorpresa, infine, che i drivers per Windows Vista siano ancora in versione beta; il problema è aggirabile con le suddette operazione manuali, che evitano di fatto l'utilizzo di drivers).</description>
			<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 20:38:56 -0500</pubDate>
			<category>Print-Server</category>
			<author></author>
		</item>
		<item>
			<title>Enermax Aurora Micro Wireless</title>
			<link>http://www.pc-facile.com/hardware/tastiere_e_mouse/enermax_aurora_micro_wireless/154.htm</link>
			<description>Pc-Facile ha provato per voi la nuova tastiera di casa Enermax, la Aurora Micro Wireless.Evoluzione della Aurora Micro già recensita, acquisisce molte peculiarità della sua precedente versione. Dalle dimensioni di 320 x 193 x 31 mm, la tastiera è costruita in alluminio e pesa poco più di 910 gr. pile escluse.Nella parte superiore, oltre alla presenza dei tasti con esclusione del tastierino numerico, possiamo trovare a sinistra i due pulsanti del mouse seguiti dalla rotellina. Vi sono poi sette tasti rapidi: home page, posta, cerca, aumenta volume, diminuisci volume, zittisci, avvia / pausa. Abbiamo quindi un led rosso per indicare lo stato di esaurimento della batteria con a fianco una sfera, la trackball, ovvero il mouse.Nella parte inferiore troviamo il vano per le due batterie tipo AA (incluse nella confezione), il tasto di reset per sincronizzare la tastiera con il ricevitore, il tasto per accendere o spegnere il dispositivo. Da notare che la struttura presenta delle scanalature che permettono una facile impugnatura della tastiera, in modo da poterla utilizzare facilmente tenendola in mano.Naturalmente, essendo una tastiera wireless, abbiamo il suo ricevitore, dalle dimensioni di 16 x 8 x 40 mm, inseribile in una qualsiasi porta USB. Lo stesso è dotato di pulsante di reset per la sincronizzazione con la Enermax Aurora.La Aurora Micro Wireless è un concentrato di tecnologia. Partiamo dal suo mouse integrato. Infatti è possibile con il pollice destro gestire la trackball laser che può essere tarata con una sensibilità diversa ovvero 400, 800 e 1200 dpi, utilizzando i tasti di funzione F9-F10-F11.Con il pollice sinistro si possono controllare la rotella di scroll nonché i due tasti concavi presenti normalmente sui mouse.La keyboard offre un buon appoggio per i polsi ed è composta da tasti ampi, incisi con laser per una più lunga durata all'abrasione, quasi piatti e supportati dalla tecnologia 'scissor'. Quest'ultima, brevettata da Enermax, consiste nell'introduzione sotto il tasto di due molle indipendenti che permettono al tasto di essere stabile, facilmente reattivo alla pressione, di mantenere le sue caratteristiche nel tempo, anche dopo molte battiture.Oltre agli hotkey presenti nella parte superiore della tastiera, vi sono altri tasti, richiamabili da 'Fn' e di colore azzurro. Questi permettono la gestione di Media Center con l'accesso alla TV, ai video, alla musica, alle immagini, ai DVD, solo per citarne alcuni.Nella confezione non troverete nessun CD per i driver: come dalle prove effettuate, la tastiera viene riconosciuta automaticamente. Essendo però assenti i led per il maiuscolo, scroll, blocco numerico, Enermax mette a disposizione una applicazione scaricabile a questo indirizzo (un file compresso rar di circa 600 KB). Gli indicatori verranno poi mostrati nella toolbar in basso a sinistra del monitor.Sebbene sia chiaro che il prodotto sia progettato per la multimedialità ed i media center, abbiamo collaudato la Aurora Micro Wireless in ambiente server, sia con sistema operativo Windows che Linux, con un Fujitsu Siemens Primergy TX300 S4. Una breve premessa: un server in produzione solitamente non ha una tastiera ed un mouse connessi; quando però è indispensabile la manutenzione e per motivi di sicurezza non è gestibile da remoto, bisogna munirsi di tutto il necessario. Nel nostro caso il necessario è stata questa tastiera di Enermax.Abbiamo inserito il ricevitore ed entrambe i sistemi operativi hanno rilevato la tastiera.Sotto Windows, il dispositivo è stato riconosciuto come Human Interface Device e messo immediatamente a disposizione dell'utente. Tutto in uno. Abbiamo potuto gestire la macchina comodamente, anche tenendo in mano la tastiera e senza sedersi; è stato come tenera in mano una tavoletta magica che ha attirato l'attenzione di tutti i presenti.Sotto Linux, purtroppo, il dispositivo non si è comportato secondo le aspettative. Lo 'shift' è risultato inattivo non permettendoci di utilizzare lettere maiuscole ed i caratteri superiori nei singoli key; il tasto 'Alt Gr' è risultato anch'esso non funzionante come 'ctrl'. Gli hotkeys non hanno funzionato tutti; mentre la trackball, la rotellina di scroll ed i pulsanti del mouse hanno agito correttamente.Interessante è il pulsante sul retro della tastiera che permette di spegnerla. Questo piccolo accorgimento è un toccasana per le batterie che potranno durare molto di più.Il prodotto è decisamente curato ed elegante. Sebbene un po' pesante, la Aurora Micro Wireless può stare comodamente nelle nostre mani, senza il supporto di un tavolo, per gestire il nostro media center (o server) e trovare la sua collocazione anche in salotto.La confezione contiene: la tastiera, il ricevitore, due batterie AA, la guida rapida in italiano ed inglese.</description>
			<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 00:21:37 -0500</pubDate>
			<category>Tastiere-e-mouse</category>
			<author></author>
		</item>
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			<title>Verbatim Mediastation 500</title>
			<link>http://www.pc-facile.com/hardware/media_player/verbatim_mediastation_500/153.htm</link>
			<description>Pc-Facile ha provato per voi Mediastation 500 di casa Verbatim.Si tratta di un hard disk esterno da 500 GB, rinchiuso in uno chassis plastico di buona fattura, piacevole al tatto, lontano comunque dalla qualità e robustezza tipica di altri prodotti.Ovviamente il disco nasce per la riproduzione di contenuti multimediali su un TV / monitor / videoproiettore / home theatre.Frontalmente, lo chassis presenta, dall’alto verso il basso, un generoso tasto di accensione, che si illumina di un elegante blu quando l’unità è in funzione (opzione disattivabile dal menu di configurazione), al di sotto del quale troviamo i micropulsanti dedicati alla riproduzione dei contenuti: play/pause, FFW, REW, stop. Sempre sul frontale, in fondo, vi sono tre led che indicano: accensione, connessione alla LAN e semplice utilizzo del disco in lettura o scrittura; quest’ultimo esattamente come il led HDD di tutti i nostri PC.Sul retro dell'unità, oltre ai connettori A/V RCA e alla presa dedicata per l’alimentatore, troviamo le uscite s-video e component, quelle audio digitali ottiche e coassiali (quindi è possibile il collegamento a dispositivi Home Theater Dolby Digital o DTS), la mini-usb e la presa RJ45 (tipico connettore “LAN”) per la connessione in rete dell’apparecchio.Abbiamo provato il dispositivo su computer con CPU Pentium IV 3 Ghz, 2 GB di ram, con Windows XP Professional con SP3. Il primo collegamento del dispositivo al PC, effettuato via USB 2.0 (retrocompatibile 1.1), non procura alcun grattacapo: la nuova risorsa viene riconosciuta e resa disponibile in pochi secondi. Il disco viene fornito pre-formattato in FAT 32, abbiamo quindi provveduto prontamente a riformattarlo in NTFS, il che dovrebbe teoricamente fornire prestazioni migliori. Il trasferimento dei files verso l’unità è semplice e veloce, comportamento tipico di un disco USB esterno.Il primo collegamento al televisore di casa, effettuato in video composito, tramite la tradizionale presa scart, ci permette l'accesso all’interfaccia utente del Mediastation, molto semplice ed immediata: utilizzando il telecomando, in verità non proprio precisissimo, si sceglie che tipo di risorsa cercare per la riproduzione (audio, video o immagini), si scorrono le varie cartelle, fino al raggiungimento del file ricercato, e poi si sceglie “play”. Questo è tutto.Nel caso delle immagini e dell’audio, poi, quando il file in riproduzione termina si passa, eventualmente, in modo automatico a quelli successivi presenti all’interno della stessa cartella. Naturalmente c’è bisogno di collegare l’apparecchio ad un qualche monitor video per operare ed interagire con il menù. Per la musica, l’interfaccia suggerisce di creare una cartella “music” per sentire riprodotti automaticamente i brani.E’ anche possibile creare playlist personalizzate, volendo anche con contenuti misti.Vengono accettati formati di file MPEG 1, 2, 4  DivX, XviD; le estensioni riconosciute sono MPG, MPEG, AVI, M2V, DAT, VOB, IFO per i file video, MP3, OGG, WAV, WMA per gli audio e JPG per le immagini.Nelle varie prove effettuate, il software di bordo ha sempre correttamente riconosciuto sia i formati DVD, cioè le strutture disco, con lingue, sottotitoli ed eventualmente extra, che i vari DivX / XviD, ma - occasionalmente – si è riscontrata una fastidiosa anomalia: filmati che su PC funzionavano benissimo, sull’unità presentavano una non perfetta sincronia audio/video. A volte il problema si risolve fermando il filmato (magari anche più d'una) e poi facendolo ripartire; altre volte, invece, l’unica soluzione è quella di “rimettere a posto il tutto” con un semplice programma di video editing (come il celeberrimo VirtualDub), imponendo un ritardo - o un anticipo - di qualche millisecondo dell’audio rispetto al video. L’operazione è semplice e tutto sommato veloce, dato che non si tratta di rifare nessun encoding, ma solo di copiare i 2 stream “sfasandoli” un po’, ma di certo non è proprio alla portata di tutti, senza contare che il file così ottenuto è un’altra copia, inutilizzabile sul PC, dove la copia perfettamente funzionante (ossia sincronizzata) è invece quella originale.Utile la possibilità di ridimensionare la schermata e di poterla riposizionare. Naturalmente si può avanzare o tornare indietro velocemente oppure, riproducendo un DivX, “puntare” un determinato istante del filmato, magari dopo averne visualizzato la durata complessiva (operazione possibile anche in sovrimpressione durante la riproduzione).Come detto, le immagini sono mostrate, oltre che singolarmente, con o senza anteprima, anche in slideshow, ma in questo caso non si é trovata un’opzione valida per la modifica dell’intervallo di tempo tra di esse.Non sono state invece effettuato prove approfondite di fedeltà audio (in particolare mediante collegamento digitale), ma di certo posso affermare che l’unità è davvero assai silenziosa durante il suo utilizzo.Sempre navigando con il menù si può arrivare alla schermata delle impostazioni che sicuramente lascerà un po’ delusi gli “smanettoni”, in quanto sono assai poche le modifiche apportabili: sostanzialmente riguardano i formati audio / video in uscita, la regolazione della posizione della schermata, le impostazioni LAN e un’utile funzione di eventuale protezione di alcune cartelle (parental control), più un altro paio di opzioni davvero non degne di nota.Per quanto attiene la connessione LAN, come accennato, è possibile connettere l’unità in rete, assegnandole un IP fisso o facendole utilizzare un DHCP. Il funzionamento immediato è un po’ sorprendente: in questo caso, infatti, non è l’unità ad essere vista dai PC nelle risorse di rete, ma il contrario; è la Mediastation che è in grado di accedere a cartelle condivise e pubbliche presenti sui PC della stessa LAN e di riprodurre files audio / video memorizzati all’interno di queste cartelle. In questo modo, però, non è possibile alcun trasferimento di materiale da o verso il disco esterno.L’unità non è infatti un vero e proprio “NAS”, ma un Network Direct Attached Storage (NDAS), che è un brevetto della Ximeta Inc. Dunque, a differenza di quel che accade per la prima tecnologia citata, per accedere da un computer (in lettura / scrittura, attraverso la rete) ai dati presenti sul dispositivo è necessaria l'installazione di un apposito software. E’ inoltre necessario conoscere il MAC address della risorsa, i cui dettagli, nel caso della  Medistation in prova, sono riportati su una minuscola (ma veramente minuscola) etichetta posizionata proprio di fianco alla presa RJ45 sul retro del disco.In effetti, poiché nessuna informazione viene fornita all’acquirente su dove reperire questo MAC address, dopo aver guardato sotto e sopra l’unità, al fondo del manuale, sulla scatola, dopo aver cercato l'esistenza di un eventuale “foglietto” aggiuntivo senza aver trovato nulla, ci siamo avventurati - previa una rapida ricerca effettuata in internet – alla caccia di questo valore, mediante l’utilizzo di un apposito tool (ndasscan, di cui bisogna reperire una certa e ben precisa versione dei driver NDAS, dopo aver ovviamente disinstallato quelli più recenti) sviluppato da un generoso quanto sconosciuto programmatore. Quando siamo riusciti a recuperare con successo questi dati, spostando per l’ennesima volta il disco mentre ne studiavamo la conformazione, abbiamo scoperto l’esistenza dell’adesivo incriminato. Fate ben attenzione: l’etichetta c’è! E’ minuscola, ma c’è!Recuperati dunque gli opportuni dati, dopo l’installazione del software, la periferica può essere vista come disco locale anche quando collegata in rete. Sinceramente disturba un po’ vedere l’icona del NDAS client, nella tray bar di windows, pure quando l’unità non è collegata alla LAN; anche se la quantità di ram occupata, tuttavia, è davvero trascurabile. Ovviamente, si può utilizzare msconfig e disabilitare l’avvio automatico del servizio e/o l’esecuzione del driver. Da notare che, pur ad un prezzo superiore, esiste la versione “PRO” del medesimo prodotto, dotato di connessione wireless, uscita HDMI, e doppio USB host, oltre che di una migliore compatibilità sul fronte dei formati audio / video.La confezione è buona e curata, per quanto “minimale”: vengono forniti solo tutti i cavi di “ordinanza”, ossia video composito e audio stereo (3 spinotti RCA); l’alimentatore esterno, che lasciato collegato alla rete elettrica scalda un po’; un cavo USB e ad uno speciale supporto che consente di mantenere l’apparecchio in posizione verticale.La manualistica in formato cartaceo consiste unicamente in una guida rapida dell’utilizzatore, mentre il manuale completo (in italiano) è, come ormai da prassi, in formato PDF su di un apposito CD.Il telecomando è fornito di batterie.</description>
			<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 18:53:14 -0500</pubDate>
			<category>Media-Player</category>
			<author></author>
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			<title>Enermax ventola MAGMA P-073</title>
			<link>http://www.pc-facile.com/hardware/sistemi_di_raffreddamento/enermax_ventola_magma_p-073/150.htm</link>
			<description>Pc-Facile ha provato per voi la ventola MAGMA, nome in codice P-073, la nuova nata di casa Enermax.Il dispositivo si presenta di colore rosso uniforme con intelaiatura di colore nero. Quest'ultima ha dimensioni di 120 x 120 mm, mentre lo spessore è di 26,5 mm, quasi due millimetri sopra la norma giustificati, sicuramente, dalla nuova rivoluzionaria geometria delle pale. Sulla parte posteriore, dal motore esce il cavo di quasi 50 cm extra telaio, che termina con una spina a tre vie che può essere connessa a molex a 4 pin grazie all'adattatore fornito a corredo.La prima cosa che colpisce della ventola è la conformazione geometrica delle pale denominata 'Batwing'; infatti ogni pala è composta da due parti convesse che ricordano le ali di un pipistrello. Questo effetto permette alla P-073 di aumentare fino al 30% in più l'aria rimossa  rispetto ad una ventola classica. Inoltre, grazie ai suoi materiali, il prodotto può resistere a temperature fino a 85° C.Le pale possono essere rimosse dall'albero per una migliore pulizia dalla polvere. Dal loro spostamento, si evidenzia la costituzione del corpo motore. Infatti la ventola MAGMA utilizza il sistema 'Twister Bearing' ovvero, grazie all'utilizzo di quattro magneti flessibili, viene generato un campo magnetico che separa le pale dal motore. Indubbi sono i vantaggi di questa tecnologia: riduzione delle parti usuranti che permettono di allungare la vita del dispositivo fino a 100.000 ore e contestuale riduzione del rumore. Questa tipologia di ventola produce un rumore dichiarato di 18 db(A), spostando 0,033 metri cubi di aria al secondo.Abbiamo installato la ventola sul dissipatore GeminII per CPU utilizzando i quattro ammortizzatori di gomma in dotazione. Abbiamo accoppiato il prodotto direttamente alla presa a tre vie della scheda madre dedicato al cabinet (FAN1 – alimentato a 12 V), impostando come politica di raffreddamento dall'esterno verso il dissipatore passivo.Abbiamo quindi rilevato la velocità di rotazione della ventola attestatasi intorno ai 1544 rpm.La Enermax MAGMA P-073 ci ha decisamente colpito rivelandosi un dispositivo estremamente interessate tanto da ottenere, per la prima volta nella storia di pc-facile.com, il logo 'Top-Rated'.Infatti la nuova geometria delle pale, unitamente alla tecnologia di riduzione delle parti in attrito, passando dagli ammortizzatori per ridurre le vibrazioni e dalla capacità di resistere ad alte temperature, ha generato un ottimo prodotto, con un ottimo rapporto ventilazione / rumore.Da non dimenticare il prezzo decisamente contenuto.La confezione è composta dalla ventola; un sacchetto contenente le 4 viti di ancoraggio, 4 ammortizzatori in gomma, l'adattatore da 3 a 4 vie per l'alimentazione; manuale per l'utente.</description>
			<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 09:50:50 -0500</pubDate>
			<category>Sistemi-di-raffreddamento</category>
			<author></author>
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			<title>MacBook Aluminium</title>
			<link>http://www.pc-facile.com/hardware/notebook/macbook_aluminium/152.htm</link>
			<description>Pc-facile ha provato per voi, il nuovo MacBook Aluminium di casa Apple, in particolare il modello con processore a 2,4Ghz.Apple ha abituato la sua clientela a design molto curati ed accattivanti e, infatti, anche questo notebook non tradisce le aspettative. Rispetto ai suoi predecessori vanta un colore alluminio con tastiera e rifiniture dello schermo nere e dimensioni ulteriormente ridotte. In controtendenza  con le altre marche, il MacBook non dispone di molti indicatori luminosi, infatti, è presente solo un led, nella parte frontale, per la connessione wireless.Le caratteristiche tecniche principali sono ovviamente di tutto rispetto: un processore dual core Penryn P8600  (2,4Ghz) con 3MB di cache di secondo livello, scheda grafica NVidia 9400M, 2 GB di SDRAM DDR3, masterizzatore dvd double-layer slot-in, disco rigido da 250 GB a 5400rpm, scheda ethernet Gigabit, airport extreme wireless (draft n), bluetooth 2.1 + Edr (per poter connettere un maggior numero di periferiche), lettore schede di memoria.Tra le maggiori particolarità, si possono apprezzare l'ampia tastiera retroilluminata a led che rende confortevole l'utilizzo del computer, e l'innovativo ampio trackpad multi-touch che permette di usare più dita contemporaneamente e semplici gesti per ottenere zoom, scrolling e sfogliare documenti. Per questo modello Apple ha fatto una sostanziale modifica. Infatti non si trova più il classico chipset Intel integrato, tipico dei Mac-Intel, ma una più performante gpu NVidia. La 9400M non permette sicuramente prestazioni da urlo, anche perché condivide la memoria con il sistema, ma risulta efficace sia per quanto riguarda l'accelerazione grafica, sia per la salvaguardia della batteria.Per il MacBook e per i notebook di fascia medio-alta, non ci si può limitare solo alle specifiche tecniche, ma è necessario valutare anche la fattura dello chassis. Anche in questo caso non si può che rimanere soddisfatti; la struttura è solida, non si notano gli “scricchiolii” tipici dei predecessori, e ogni giuntura è curata nel dettaglio in modo da ridurre al minimo il possibile deposito di polvere.Per quanto riguarda il sistema operativo si trova preinstallato Os X Leopard, che si potrebbe definire il sistema più avanzato attualmente disponibile. La provenienza da altri OS non è certo un problema, l'utilizzo è banale, qualsiasi cosa funziona out of the box e resta solo da ambientarsi con le nuove opzioni, e la disposizione differente di applicativi e cartelle. Finito il primo avvio, dove si devono impostare gli ultimi dettagli dell'installazione, si ha già a disposizione i programmi di base con la suite iLife, mentre occorre scaricare a parte le altre applicazioni come OpenOffice. Se si vuole proprio trovare alcune caratteristiche negative a livello software, allora è il caso di nominare iTunes, il peggior lettore/gestore di contenuti mondiali di sempre, sostituibile facilmente con Songbird / Videolan player (vlc), e la sensazione di essere un po' prigioniero del sistema che, qualsiasi cosa vogliate fare, si propone di eseguirla “lui” stesso, in modo non sempre impeccabile.In conclusione fra i due nuovi modelli di MacBook in alluminio, questo è sicuramente il più vantaggioso per qualità prezzo; infatti, gli altri (anche quello bianco) sono dotati di un processore Intel P7350 con capacità e potenza inferiori alla precedente serie.Su qualsiasi forum potrete trovare decine di discussioni sul confronto tra Mac e pc, quindi non voglio entrare troppo nel merito ma, con le ultime due serie di portatili (fanno eccezione i modelli “pro”), Apple sta inserendo, in una fascia di prezzo relativamente bassa 900-1100 euro, dei prodotti che rispetto ai concorrenti possono vantare fattura e design migliore. Questo vantaggio va scemando con l'aumento del prezzo, in quanto si trovano laptop come i Thinkpad o Dell o Asus, dotati di hardware più potente e assemblaggio di ottima qualità.</description>
			<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 13:53:21 -0500</pubDate>
			<category>Notebook</category>
			<author></author>
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