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Il Ministero degli Esteri tedesco torna a Windows - news originale

Il Ministero degli Esteri tedesco torna a Windows

Condividi:         Mikizo 17 22 Febbraio 11 @ 12:30 pm

Il governo tedesco ha confermato che il Ministero degli Esteri tedesco sta per tornare ai sistemi Windows sui propri PC desktop.

Il Ministero degli Esteri aveva iniziato la migrazione di tutti i propri sever su Linux nel 2001 e sin dal 2005 aveva utilizzato sui propri sistemi desktop software open source com Firefox, Thunderbird ed OpenOffice.

Il governo ha spiegato che, sebbene le soluzioni open source si siano dimostrate molto valide, particolarmente sui server, i costi per l'adattamento, per le necessarie estensioni - ad esempio, per la realizzazione di appositi driver per stampanti e scanner, e per il training, si sono rivelati più elevati del previsto.

I risparmi potenziali, che erano stati ribaditi ancora nel 2007, si sono rivelati difficilmente realizzabili, e ciò ha portato infine alla decisione attuale.

È interessante osservare che a quanto sopra indicato si aggiunge il feedback negativo degli utenti (in questo caso, i dipendenti del Ministero) che hanno lamentato l'assenza di molte funzionalità, usa scarsa usabilità ed una interoperabilità troppo limitata.


17 commenti a "Il Ministero degli Esteri tedesco torna a Windows":
Andrea Andrea il 22 Febbraio 11 @ 14:03 pm

Ma come?
Spider c'è anche per Linux!!

Stefano Stefano il 22 Febbraio 11 @ 16:57 pm

Ci credo!! Parliamo di 2001, 2005 e 2007!! Provate ora una versione di linux Ubuntu o Kubuntu!!
Riconosce automaticamente tutto!! Altro che Windows...

ivo ivo il 22 Febbraio 11 @ 16:57 pm

eh sì questa dei costi per l'adattamento è una cosa che ho notato anche io qui in Italia.
Basta che in un ufficio pubblico ci sia qualcosa collegato a macro, database Access o stampe unioni, che la migrazione da Windows a Linux risulta quasi impossibile e molto costosa.

ErnstFree ErnstFree il 22 Febbraio 11 @ 20:56 pm

La migrazione a Linux non è solo una scelta economica, è una scelta di libertà!Se poi le ditte che seguono gli uffici pubblici sono incapaci e i dipendenti pigri ... tutto diventa molto più complesso!

gianni gianni il 23 Febbraio 11 @ 00:39 am

è innegabile che per usare linux bisogna essere un po'.....piu'
molti faticano a districarsi con win figuriamoci con linux
altro problema almeno attuale la diffusione, un amico che ti aiuta con win lo trovi facile,
poi magari fa pasticci, ma lo trovi e pensi di essere a posto, linux è piu' riservato a giovani
con maggior apertura mentale, ma i computer ormai lo utilizzano tutte le fascie di età.
poi, se entriamo nel settore molte macchine, che magari hanno un cuore linux, all'utente
parlano solo windows, un esempio se non tutti quasi, i registratori di videocontrollo
cuore linux, ma se ti vuoi collegare in remoto solo con ie, stessa cosa per la quasi totalità
dei programmi per centrali d'allarme.
speriamo che nel tempo le cose cambino, fx ha sorpassaro ie, vediamo.
comunque non dimentichiamo che un po' di sana concorrenza male non fa, costringe a
progredire.

andreabis andreabis il 23 Febbraio 11 @ 08:15 am

In effetti ivo ha perfettamente ragione, macro e database (parlo per sentito dire, ma da molte fonti) sono i talloni d'achille di linux.

ivo ivo il 23 Febbraio 11 @ 08:34 am

@ [url=../../forum/memberlist.php?mode=viewprofile&u=11124]andreabis[/url]
un'alternativa sarebbe quella di avere piccolo server con Windows, metterci tutti i software che non si riescono a far girare su Linux e poi i client Linux si collegheranno con il desktop remoto.
Per tutto il resto possono sempre utilizzare Linux !

HackThis HackThis il 28 Febbraio 11 @ 18:08 pm

In effetti Windows nasce come sistema operativo "chiavi in mano" per chi non vuole o non ha tempo da perdere, vedi il caso di un ufficio dove il tempo serve per lavorare non per districarsi con Linux, o semplicemente l'utente qualunque che vuole subito poter usare il suo amato PC con tutti i programmi a disposizione.
Mi dispiace per Linux e i suoi fans intelligentissimi e smanettoni, ma rimane un S.O. bello ma di nicchia.

ivo ivo il 28 Febbraio 11 @ 18:25 pm

@HackThis

hai mai visto la distrò Ubuntu? È da un bel po' di tempo che dimostra di essere "chiavi in mano", come dici tu. Tra l'altro non si impianta, perché, sotto banco, c'è un kernel Linux molto stabile (rispetto a Windows e le sue schermate blu). Ha già tutto dentro, non serve installare altro (per un utente medio).
C'è un browser (firefox),
per la posta c'è Evolution ma se vuoi puoi installare Thunderbird
una suite per office automation (adesso c'è OpenOffice, ma nella prossima metteranno LibreOffice: cambia poco)
per masterizzare c'è brasero
per ascoltare musica e guardare video c'è totem
tutto già dentro ...

Il fatto è che tanta gente crede ancora che tutte le distrò di Linux siano per GEEK
Ubuntu sta proprio sdoganando questa convinzione (provare per credere).

MaxM MaxM il 28 Febbraio 11 @ 18:48 pm

Quando si fanno migrazioni così pesanti è molto importante coinvolgere l'utente magari anche con l'ausilio di corsi base. Non dimentichiamoci che il mondo lavorativo non è fatto solo di ragazzini ma, soprattutto in Italia, di tanti omini con i capelli bianchi!

HackThis HackThis il 28 Febbraio 11 @ 19:37 pm

@ivo: Ubuntu l'ho provato molte volte, molte volte l'ho scaricato e testato e ho dovuto sbattere per trovare i giusti drivers, scheda video e sopratutto scheda TV e la DVB USB Pen. non trovo i drivers per la tavoletta grafica, mi mancano i programmi come google sketchup, Lotus organizer e tanti altri.
Linux è bello ma finisce con i programmi scaricabili dal repository. In ufficio non gli frega niente a nessuno di imparare o spendere soldi per addestrare il personale che invece già è pratico di windows.
Se poi per il solo piacere di avere Linux si deve essere costretti a vivere in modalita ridotta allora è meglio il famigerato Windows.

ivo ivo il 01 Marzo 11 @ 08:32 am

@HackThis
che io sappia, non ho mai visto nessuno pratico di Windows nell'amministrazione pubblica ...
tutti si arrabattano ad usare il pc come peggio possono.
Ho visto persino persone che salvano i documenti nel cestino, con 300mila icone sul desktop e la maggior parte erano installazioni di programmi vecchi: se questo secondo te è essere pratici di Windows, allora posso ritenermi il DIO dell'informatica.
Comunque nessuno nell'amministrazione pubblica userà un a tavoletta grafica o altro hardware così specifico (anche se basterebbe, prima di comprare un prodotto, vedere se è compatibile con Linux, e non comprare a caso).
P.D.
Ci sono miliardi di programmi che possono sostituire Lotus Organizer
anche il semplice Evolution se lo sai utilizzare a pieno....

Dylan666 Dylan666 il 01 Marzo 11 @ 09:47 am

In Linux non è possibile creare un Dominio, tutto qui.
Se devo distribuire una stampante a 300 utenti in Windows lo faccio con un click.
Se gli devo distribuire un software idem.
Se gli devo cambiare la firma in Outlook pure.
Se devo gestire i permessi di acesso a una cartella su un fileserver con NTFS anche.

Linux vive con il concetto di workstation separate, senza un amministratore di dominio.
Pure gestire una rubrica LDAP è un casino.

Mi dite cosa caspita ci fa un utente ministeriale con Brasero? O che gli può fregare di Totem?
Smettetala di pensare che una rete di un ufficio medio/grande, di un ministero o di una multinazionale possa essere gestibile come i 2 pc di casa vostra, andando stazione per stazione a tirare giù dai repositori quello che vi serve con l'admin locale...

gunter gunter il 01 Marzo 11 @ 10:29 am

@Dylan
E' possibile creare un dominio e anche gestire molte macchine e molte installazioni, solo lo si fa in maniera diversa. Un cambiamento così radicale è ovvio che ne comporti uno anche nel modo di "fare" le cose, puoi dire che la migrazione non sia indolore, che abbia dei costi nascosti ( formazione personale ecc... ) e su questo mi trovi d'accordo, per il resto bisogna solo adattarsi a nuovi strumenti...

ivo ivo il 01 Marzo 11 @ 11:59 am

Tra l'altro i "costi nascosti" sono, IMHO, un modo di spostare i costi ....
nel senso che, se pago alla Microsoft, i soldi vanno direttamente ad una multinazionale con sede a Dublino ...
Se pago quei "costi nascosti": formazione personale, ecc... pagherò a persone che lavorano, vivono e pagano le tasse in Italia. Questa è una questione più che altro filosofica, ma in pratica contribuisco al PIL Italiano.

Marco Marco il 05 Marzo 11 @ 14:51 pm

Il problema fondamentale per qualsiasi governo è accondiscendere alle esigenze di quanti l'hanno sostenuto fino all'arrivo al potere. Di qui la necessità di oliare meccanismi di spesa che accontentino la cricca. In genere si fanno appalti, oppure si stanziano nuovo formati di monetine 'indispensabili' per la collettività (es: le micromonete da 50 e 100 lire di tanti anni fa, operazione a tavolino per poterci mangiare sopra) oppure tante altre cose, il solo limite è la fantasia. Da noi hanno pensato di privatizzare la gestione dell'acqua, in modo da creare un carrozzone parassita che dia lavoro a figli, mogli, amanti, i famigliari della rosca politica al governo. Dovessero servire quattrini per le tasse possono sempre mettere balzelli sulle key ram usb o sul gigabyte scaricato dal modem ADSL.

zendune zendune il 20 Marzo 11 @ 01:13 am

Non entriamo in luoghi comuni...
Nella pubblica amministrazione ci sono molti esempi e ne cito proprio due:

http://www.pc-facile.com/ ... _locale_brescia/66067.htm

http://www.pc-facile.com/ ... one_open_source/68553.htm

tanto per citarne due abbastanza recenti.
Prima di tutto deve esserci la VOLONTA', che va premiata, incentivata e supportata (e non intendo solo economicamente).
Il resto viene da sé.

Quello che disorienta purtroppo sono le molte distribuzioni che rendono la vita difficile anche agli amministratori.
Io consiglio sempre, per realtà importanti, di affidarsi a distribuzioni commercialmente supportate ed eventualmente loro derivate: es. Red Hat (poi Fedora e CentOS), Ubuntu, Suse (poi OpenSUSE) ed aggiungerei Mandriva.

Rispondo a braccio ad alcuni interventi:

@Access : vorrei sapere quale società serie aggrega i propri dati utilizzando Access, sarebbero dei suicidi da girone dantesco. Forse qualche piccolo ufficietto, ma per realtà che coinvolgono più di 10/20 utenti è opportuno passare a soluzioni importanti quali MySQL.

@dominio: non diciamo cose scorrette sostenendo che Linux non è in grado di essere eletto a PDC (Primary Domain Controller). Lo può fare benissimo ricorrendo a SAMBA.
Io gestisco una rete Linux e dall'anno scorso, a costo ZERO, con un po' di pazienza (per studiare lo scenario), ho introdotto la virtualizzazione (un host con 3 guest) ed tra i server virtualizzati c'è quello di autenticazione: openLDAP, configurato partendo da una delle innumerevoli guide presenti in internet per settare CentOS (la distro che ho scelto sia come base di virtualizzazione sia come server virtualizzati).

@formazione: ecco, questo è un problema da affrontare che, concordemente a quanto sostenuto da ivo, è una questione filosofica.
I costi che risparmio nelle licenze devono essere investiti in formazione, soprattutto all'inizio, per abituare l'utente ai nuovi applicativi o interfacce grafiche (Gnome piuttosto che KDE, ad esempio). Già dall'anno successivo inizio a guadagnare. Personalmente preferisco spendere per aumentare la professionalità dei miei dipendenti, piuttosto che sperperare nelle licenze (sì, sperperare: se ho un prodotto che mi fa la stessa cosa e costa meno, ma scelgo quello che costa di più solo perché marchiato Macrosoft....)
Strategia da adottare non solo per gli utenti ma anche per gli amministratori di rete.

@driver: vorrei vedere quale stampante CUPS non riesce a gestire anche con i driver generici. Finora avrò visto passare una 30 di stampanti di marche diverse e solo una mi dava problemi: i colori non erano perfettamente in linea con quelli visualizzati a monitor (mai riuscito a calibrare correttamente quella stampante laser a colori......). Per gli scanner, basta verificare la compatibilità prima dell'uso.

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