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Trattato ITU approvato dopo l'abbandono degli Stati Uniti

Condividi:         webmaster 15 Dicembre 12 @ 00:00 am

Trattato ITU approvato dopo l'abbandono degli Stati Uniti

Le Nazioni Unite hanno approvato Venerdì un trattato controverso per la regolamentazione delle telecomunicazioni, nonostante l'opposizione degli Stati Uniti, Canada, Regno Unito e vari altri paesi tra cui manca però l'Italia.

Gli Stati Uniti e altri paesi hanno scelto di non firmare l'accordo per paura che questo possa essere usato per censurare Internet. Nel trattato, un aggiornamento ad accordi di oltre 20 anni fa, sono finiti articoli contro lo spam e per la promozione dell'accesso a Internet in tutto il mondo.

Gli Stati Uniti hanno dichiarato che il cyber-spazio è al di fuori dello scopo del trattato e si sono rifiutati di includere qualunque provvedimento che anche solo lo menzioni. I paesi che non hanno firmato l'accordo - Stati Uniti, regno Unito, Costa Rica, Danimarca, Egitto, Svezia, Paesi bassi, Kenya, Repubblica Ceca, Canada, Nuova Zelanda e Polonia - continueranno a seguire gli accordi del 1988 che non fanno riferimento alla parola "Internet."

L'International Telecommunications Union (ITU), l'agenzia delle Nazioni Unite che ha organizzato l'incontro, ha dichiarato di ritenersi soddisfatta dell'esito nonostante l'abbandono della conferenza da parte degli Stati Uniti e di altre delegazioni.

"Dopo due intense settimane di negoziazioni, i delegati di tutto il mondo si sono trovati d'accordo su un nuovo trattato che ci aiuterà a creare un mondo ancora più iper-connesso portando il potere dell'informazione e della comunicazione alle persone di tutto il mondo," ha scritto l'ITU a termine conferenza.

"Non possiamo candidamente sostenere un trattato ITU che non segue un modello multi-stakeholder per la guida di Internet," ha dichiarato l'ambasciatore statunitense alle negoziazioni Giovedì sera. "Come ha dichiarato anche l'ITU, la conferenza non ha mai avuto lo scopo di focalizzarsi su Internet. Nonostante ciò abbiamo ancora nel testo dell'accordo risoluzioni che coprono lo spam e provvedimenti per la gestione di Internet."

Uno dei punti chiave dell'accordo è proprio l'articolo 5B sullo spam che permette ai paesi firmatari di intervenire per "prevenire la propagazione di comunicazioni elettroniche di massa non desiderate." Mentre all'apparenza si tratta di un provvedimento utile, la mancata precisazione di cosa possa essere definito lo spam, lascia ai governi meno aperti la possibilità di giustificare la censura di canali di comunicazione di massa come Facebook, Twitter, YouTube, Google e Skype.

"Ciò che è emerso chiaramente dalla conferenza ITU a Dubai, è che molti governi vogliono aumentare la regolamentazione e la censura di Internet," ha dichiarato Google, che sta sostenendo una campagna per Internet libero e aperto. "Noi stiamo dalla parte delle nazioni che hanno rifiutato di firmare l'accordo."



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