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UE si unisce a Take Action contro ITU - news originale

UE si unisce a Take Action contro ITU

Condividi:         webmaster 24 Novembre 12 @ 00:00 am

UE si unisce a Take Action contro ITU

Dopo l'intervento di Google tramite l'iniziativa di Take Action, anche il Parlamento Europeo sta facendo sentire la sua voce contro l'ITU. Qualche giorno fa Googe ha cominciato a segnalare che i rappresentanti dei governi di tutto il mondo si riuniranno a Dicembre per accordarsi su un nuovo trattato sull'informazione e sulle telecomunicazioni. I colossi delle telecomunicazioni stanno cercando di riprendersi il controllo di quel business che è sfuggito loro di mano a causa di Internet, del VoIP, di Skype e di Whatsapp.

"C'è un crescente giro di vite nei confronti della libertà di Internet. Quarantadue Paesi filtrano e censurano i contenuti. Solo negli ultimi due anni sono state promulgate da alcuni governi 19 nuove leggi che minacciano la libertà di espressione online," dichiara Google. "Alcune proposte potrebbero permettere ai governi di censurare la legittima libertà di espressione, o persino consentire loro di interrompere l'accesso a Internet. Altre proposte potrebbero imporre a servizi come YouTube, Facebook e Skype il pagamento di nuovi tributi per poter raggiungere utenti di altri Paesi. Questo potrebbe limitare l'accesso alle informazioni, in particolare nei mercati emergenti."

Ma il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che condanna il tentativo dell'International Telecommunications Union (ITU) di assumere il controllo di Internet e chiede ai 27 stati membri dell'Unione Europea di fare il possibile affinché non vengano minati i principi di libertà di Internet.

Sono due le proposte che più sembrano minare la libertà della rete. Da una parte nazioni come Russia, Cina e India, vorrebbero avere più controllo sui server DNS che sono gli effettivi pilastri che supportano Internet. Mentre al momento dipendono dalla Camera di Commercio degli Stati Uniti, questi sono effettivamente gestiti da un'organizzazione no profit che è ben separata dal governo statunitense.

Dall'altra parte torna lo spauracchio del traffico a pagamento, dove i siti che vogliono raggiungere i propri utenti velocemente devono pagare una quota alle compagnie di telecomunicazioni. Nonostante Google abbia sempre sostenuto che avrebbe i soldi per questa spesa, è convinta che molti siti più piccoli non l'avrebbero e questo limiterebbe molto l'innovazione di Internet. Insomma, la fine della Net Neutrality che anche l'UE sta cercando di preservare.


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