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News: tutti i segreti di Internet

A caccia di croste. Con un software.

Condividi:         ale 26 Novembre 04 @ 19:00 pm

Giorni contati per i falsari d'arte.
Alcuni ricercatori del Dartmouth College, nel New Hampshire (USA), hanno sviluppato un programma in grado di smascherare le opere d'arte false, in particolare dipinti, stampe e disegni.
L'algoritmo su cui si basa il software utilizza le immagini digitalizzate delle opere d'arte e analizza con precisione i colpi di pennelli e altre caratteristiche tecniche dell'opera d'arte, confrontandole con lo stile dell'artista.

La “Madonna con bambino” del Perugino è stata analizzata nella prova generale per dimostrare l'efficacia del programma. Risultato: l'opera è autentica (ma questo già lo si sapeva), ma è stata realizzata con l'aiuto di almeno quattro allievi della bottega dell'artista umbro. Il software, inoltre, ha studiato tredici opere attribuite al pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, riconoscendo che cinque di esse sono opere di imitatori.
Colpo di genio. Il programma elaborato dal Dartmouth College divide in sezioni una scansione ad altissima definizione del dipinto. Ciascuna sezione viene esaminata con nove filtri diversi per analizzare la tipologia delle pennellate e viene poi trasformato in un modello matematico. «Nelle opere d'arte è possibile trovare le caratteristiche uniche di un pittore» spiega Hany Farid, uno degli autori del programma. «È lo stesso sistema con il quale si associa uno scrittore alla scelta di particolari vocaboli o cadenze».

Il metodo, riconoscono però gli stessi inventori, non è perfetto e alcune informazioni - anche preziose - possono perdersi. Ma riesce comunque a riconoscere particolari e proprietà invisibili all'occhio umano.
Chiama la scientifica! Non è la prima volta che la tecnologia viene utilizzata per smascherare i falsi. L'analisi chimica dei colori ha permesso in passato di scoprire che alcuni pigmenti non erano disponibili quando il quadro sarebbe stato dipinto, dimostrando inequivocabilmente che si tratta di una “crosta”. Ma tale metodo non è amato da tutti perché richiede che alcuni piccoli frammenti di pittura vengano rimossi dal quadro. Inoltre non permette di riconoscere l'opera degli aiuti di bottega che collaboravano con l'artista. Per i quali ci vuole soltanto occhio, come ribadiscono alcuni esperti d'arte scettici sulla reale efficacia del nuovo software.

News tratta da Focus.it



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