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SMAU 2004, che delusione by WM - news originale

SMAU 2004, che delusione by WM

Condividi:         ale 25 Ottobre 04 @ 17:00 pm

Ecco la prima (spero di una lunga serie) recensione della visita allo Smau 2004 del ns. WM

Mentre Stanca spreca elogi per la ripresa dell'economia italiana, sottolineando il successo dello SMAU e l'importanza dell'innovazione tecnologica, l'appuntamento che dovrebbe rappresentare tutto questo stanca a decollare e si rimpicciolisce ancora di più rispetto all'anno scorso – un anno considerato nero per l'economia del nostro paese rappresentato da uno SMAU già ridotto rispetto all'anno precedente. Mentre l'economia risente della mancanza di una seria politica d'investimenti e di incentivi fiscali, la manifestazione che dovrebbe fare da traino nel campo della tecnologia si vede costretta a rivolgersi al mercato consumer per non affondare. Mentre una volta si andava allo SMAU per sapere quali erano le novità della stagione e per vedere le anteprime oggi si va a fare una partita in LAN oppure con la famiglia, la domenica pomeriggio, al posto del solito gelato.

Entrando, si ha un'ottima impressione con il padiglione dell'IBM. Magari ridotto rispetto agli anni precedenti, ma sobrio ed essenziale nel presentarsi. C'è spazio, c'è calma e c'è tranquillità come chi deve fare affari e non ha bisogno di rumore per coprire i buchi nelle proprie linee di prodotto. Certo, qui non ci sono i gadget, musica e videogiochi, ma si respira aria di uno SMAU che non c'è più.

Si esce da questo padiglione poco frequentato (e come mai, data la mia descrizione?) per entrare nei padiglioni principali dove anche i nomi più seri non ci presentano i prodotti della nuova generazione, quelli che dovrebbero convincerci a desistere da un acquisto importante perché tra poco sarà sul mercato un articolo nettamente superiore, ma ci mostrano il loro catalogo indicandoci una lista dei distributori a noi più vicini.

Passiamo oltre e entriamo in un vero e proprio bazar – quello che qui chiamano l'area "Consumer", in Inglese, perché fa molto più business. Qui un paio di grossi nomi (li facciamo? Sì, va: Mondadori e Saturn), e una miriade di altri nomi con cui pochi hanno familiarità, occupano prepotentemente i padiglioni che anni fa appartenevano alla Intel, a Tiscali e a Oracle.
Accanto, nello stesso padiglione, si sta svolgendo uno delle più grosse lan party che io abbia mai visto: a occhio e croce almeno un migliaio di PC connessi in rete.

Così un mio amico, un non-informatico per eccellenza – un utonto, come lo definirebbero alcuni – è riuscito a comprare un CD di John Lennon, vari DVD ed è rimasto estasiato dal livello della grafica dei videogiochi. Già perché fuori dal LAN salone c'erano tre maxi schermi su cui venivano proiettati alcune fasi delle partite. "Sembra Matrix," ha detto lui mentre salivamo con le scale mobili e avevamo una visuale dall'alto.

E poi c'erano N-Gage, XBox e tutto ciò che possa interessare a un vero gamer e che all'operatore di settore conferma solo che vendere videogiochi è un bel business – sempre in Inglese!

Usciamo di qui, superiamo piazza Italia, una volta il centro della fiera e... oops la fiera è finita! Ma!? Una volta non si continuava ancora per molto? E la Microsoft? Fino all'anno scorso la Microsoft occupava un centralissimo padiglione a forma di diamante. "Adesso è in un padiglione ai margini della fiera," mi informa un altro mio amico MVP della Microsoft. "Beh," gli rispondo io, "considerando le dimensioni dello SMAU, sono tutti in periferia!"

Diamo una rapida occhiata al padiglione Microsoft, ma anche l'area MVP – in cui entriamo abusivamente grazie all'insider – è grande quanto il mio bagno (e io non ho un gran bagno!). Delusi usciamo constando che almeno qui si respira aria di chi è venuto per lavorare davvero.

Quest'anno gli investimenti delle aziende per questa fiera si sono abbassati molto: per alcuni un chiaro indicatore è stato il numero di padiglioni occupati, per altri è il livello delle standiste... perché, beh, si sarebbe potuto investire molto di più e molto meglio in questo settore!

L'ente Fiere di Milano ha dovuto adattarsi alla situazione e concedere spazi dove una volta non ne avrebbe concessi. È una legge di mercato e la colpa non è certo di chi organizza lo SMAU, ma di chi non crea le condizioni giuste affinché lo SMAU possa fare il suo lavoro.

Chi mi dice che lo SMAU è stato un successo e che l'Italia sta mostrando segni di ripresa probabilmente è amico del mio amico: l'utonto!


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