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False e-mail? Rischi il carcere - news originale

False e-mail? Rischi il carcere

Condividi:         ale 2 17 Dicembre 07 @ 06:00 am

Condannato un 37enne di Firenze con l'accusa di aver creato un falso indirizzo e-mail con il nome di un'amica.

La Suprema Corte non ha dubbi: chi con un indirizzo e-mail fasullo si spaccia per altra persona è condannabile con un anno di reclusione.
Lo afferma in una sentenza, la numero 46674, nella quale un giovane fiorentino viene condannato proprio per aver fatto quanto sopra detto. Secondo la Suprema Corte viene violato l'articolo 494 del Codice Penale, precisando che "oggetto della tutela è l’interesse riguardante la pubblica fede, in quanto questa può essere sorpresa da inganni relativi alla vera essenza di una persona o alla sua identità o ai suoi attributi sociali. E siccome si tratta di inganni che possono superare la ristretta cerchia di un determinato destinatario, così il legislatore ha ravvisato in essi una costante insidia alla fede pubblica e non soltanto alla fede privata e alla tutela civilistica del diritto al nome."

Tutto punta sul fatto che il giovane avrebbe scambiato rapporti con altri utenti fingendosi il proprietario dell'account, ovvero una donna, "truffando" così la buona fede degli interlocutori. Non solo: scopo della vicenda sarebbe stato quello di mettere in cattiva luce "l'amica."



2 commenti a "False e-mail? Rischi il carcere":
dany dany il 17 Dicembre 07 @ 12:32 pm

Cassazione, è reato creare un indirizzo di posta elettronica usando il nome altrui e fingendosi tale persona. On line la sentenza.

Aprire e utilizzare account intestati ad altri è una pratica piuttosto diffusa in Rete, specie quando l%u2019inganno viene perpetrato a danno di chi non gode della nostra simpatia.
E%u2019 quanto esaminato dalla Cassazione nella sentenza n. 46674 del 14 dicembre 2007, con la quale ha dichiarato la colpevolezza di un ragazzo toscano per aver creato un indirizzo di posta elettronica intestato ad una sua amica, ignara dell%u2019accaduto, e per aver fatto uso del suo nome per interagire con altri utenti.

La Suprema Corte ha così condannato il ricorrente per il reato di cui all%u2019art. 494 c.p., che prevede la reclusione fino a un anno per chi, con lo scopo di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare un danno, induce altri in errore, %u201Csostituendo illegittimamente la propria all%u2019altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici%u201D.


...continua la lettura di questa notizia.
Intertraders.eu autorizza pc-facile.com a riportare la presente news.

webmaster webmaster il 26 Dicembre 07 @ 20:32 pm

beh, mi sembra coretto: eiste un reato anche nella vita reale se ci si spaccia per qualcun'altro

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