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News: tutti i segreti di Internet

Giuliano all'attacco! Questa volta non si scherza

Condividi:         ale 1 23 Aprile 04 @ 16:00 pm

Il suo nome è stato sulla bocca di tutti a lungo, e a lungo ha tenuto col fiato sospeso la Rete. Inutile davvero dire di chi e di cosa stiamo parlando, lo conoscete molto bene...

Inutile dire che stiamo parlando del nostro amatissimo Onorevole GIULIANO URBANI, re della lotta al peer-to-peer, amato dalla SIAE e dalla RIAA, odiato dal 300% degli utenti e dai vari ISP, protagonista indiscusso di forum, tag-board, newsletter e bbs, degno di essere annoverato tra le parole chiave utilizzate più frequentemente nei motori durante l'ultimo periodo.
Tutto cominciò a gennaio: il Governo, per stroncare il fenomeno della pirateria, durante la campagna pubblicitaria degli ISP (i contributi...), prometteva una legge che abolisse il crescente fenomeno del P2P.
22 Marzo: la Camera approva un decreto-legge contro il fenomeno, ma subito sono polemiche.
20 Aprile: all'Ordine del Giorno della Camera c'è la conversione in legge del decreto-legge n. 72 del 22 marzo, ma il dibattito dura troppo a lungo per una sola sessione, e viene dunque slittato tutto a ieri 21 Aprile 2004.

La Camera, da come apprendiamo da un comunicato radio, ha ieri "approvato il decreto": queste le parole dello speaker. Dunque sta per arrivare la legge che metterà apparentemente fine al P2P. Urbani si ritiene sicuramente soddisfatto dal lavoro della Camera e aspetta solo che Ciampi possa firmare la legge dopo l'approvazione da parte del Senato.
Alle pagine http://www.camera.it/_dat ... /sed453/s180.htm#Titolo27 e http://www.camera.it/_dat ... ed454/s060.htm#Presidente trovate i testi completi delle due discussioni della Camera.

Ne ha parlato anche Pjfry in questa news


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Un commento a "Giuliano all'attacco! Questa volta non si scherza":
pjfry pjfry il 23 Aprile 04 @ 16:05 pm

Il decreto Urbani passato ieri alla camera continua a creare scalpore.
Tra i punti meno chiari, la sostituzione della frase 'al fine di lucro' con 'al fine di trarne profitto'.
La differenza, invisibile al comune cittadino ma piuttosto chiara per i giuristi, è che si trae profitto anche risparmiando sul costo dell'acquisto, e quindi quello che ci sembrava un download per uso personale potrebbe essere considerato un reato più grave, punibile con la reclusione!

La legge ora deve proseguire il suo iter verso il senato, dove si spera che sarà analizzata a fondo e possibilmente resa meno ambigua.

Vi consiglio di leggere le due pagine dell'articolo su Punto Informatico, soprattutto l'attenta analisi di Andrea Rossato.

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