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Le sanzioni di Google: la penalizzazione "-950"

Condividi:         steve65 24 Giugno 07 @ 11:00 am

Le sanzioni di Google: la penalizzazione "-950"

Nulla di ufficiale esiste in relazione alla penalità -950 della quale si è iniziato a parlare per la prima volta nel mese di gennaio 2007 allorché molti webmasters “colpiti” da questa situazione penalizzante hanno cominciato a discuterne scambiandosi testimonianze ed informazioni sul forum di WebMasterWorld.

Tutti i webmasters lamentavano la medesima situazione: molte pagine dei loro siti web, tradizionalmente in testa ai motori di ricerca, erano praticamente scomparse dal ranking per essere “parcheggiate” nell'ultima pagina dei risultati con 950 decrementi nel posizionamento.

Differentemente dalla penalità Google -30 nel caso della penalità -950 non viene colpito l'intero sito (che continua quindi ad essere presente ed immutato nel ranking per gran parte delle pagine web) ma solo determinate pagine.

Dalle discussioni e dai dibattiti emergono quattro possibili spiegazioni di questo fenomeno:

1. la penalità sarebbe inflitta per punire la sovraottimizzazione della pagina (particolarmente quando vengono utilizzati in essa troppi testi di ancoraggio molto simili nei links);
2. si tratterebbe dell'evidenza che Google non riesce a distinguere tra i siti che producono contenuti originali e i siti che li copiano e li inseriscono nelle sue pagine. Si palesa in questo caso addirittura l'ipotesi per cui quando Google trova uno stesso contenuto testuale in uno o più siti, non sapendo quale sito punire, effettua il ban a tutte le pagine collocandole nelle ultime posizioni dei risultati di ricerca;
3. si tratterebbe di una situazione collegata con la lotta di Google contro il Google Bombing. Google deve scovare i casi di Google Bombing e penalizzarli collocando le pagine Bombs al di fuori dei risultati visibili di Google, quindi in fondo al ranking;
4. si tratterebbe dell'implementazione, nell'algoritmo di Google, di una nuova tecnica realizzata e brevettata da Anna Lynn Patterson. La pubblicazione del brevetto è disponibile anche online. Il brevetto è denominato “Individuare lo spam nei d ... i ricerca di informazioni”.

Riguardo ai punti 1 e 3 possiamo dire che queste (soprattutto la prima) sembrano ipotesi possibili e plausibili. Differentemente dalla ipotesi 2 che finirebbe per colpire anche siti innocenti che producono contenuti originali finendo con non fare distinzione nel gettare l'acqua sporca con il bambino. L'ipotesi poi sembra anche difficile da sostenere se si pensa anche al campo delle article directories, dell'article marketing, di tutti gli scritti che vengono utilizzati onestamente dietro regolare concessione, per non parlare dei feed rss che altro non fanno che importare nelle pagine di un sito testi che appartengono ad un'altra fonte.

L'ipotesi 4 infine merita un approfondimento. Il brevetto della Patterson è in sostanza un sistema di rilevazione di spam intendendo con questo termine i links acquistati al fine di alterare il parametro del page rank, le pagine che copiano i contenuti (siti copia), le tecniche contrarie alle linee guida di Google ed altri tentativi di manipolazione del posizionamento.

Il sistema brevettato dalla Patterson agisce in modo da esaminare la rilevanza di una determinata pagina in relazione ad un complesso di items basati sul phrase-matching (corrispondenza tra testo nelle frasi). Il brevetto comporta la previsione di una quantità media di frasi con contenuto marginale e correlato rispetto al tema della pagina. L'algoritmo di Google, grazie anche a questo nuovo brevetto, diventa così sempre più orientato a colpire tutti i tentativi di creare artificiosamente rilevanza per correlazioni semantiche in un determinato argomento presente nella pagina web. Così una pagina web potrebbe anche non volendo oltrepassare la soglia di un numero (ritenuto da Google “naturale”) di frasi correlate e competitive (cioè con fitto numero di pagine web concorrenti nel posizionamento) che non sono supportati da segnali off-page rassicuranti (inbound links, altri riferimenti rilevanti nelle pagine interne del sito con testo di ancoraggio di links rilevante con il contenuto ecc.), oppure potrebbe verificarsi il caso in cui una pagina web possa utilizzare un numero eccessivo di termini tematicamente non correlati, ma semanticamente simili.

In questi suddetti casi avverrebbe così l'inflizione (automatica – poiché generata dall'algoritmo) della penalità -950 per l'esatta parola chiave per cui è stata ottimizzata la pagina con i suoi contenuti.

Stefano Mc Vey: Email marketing e Posizionamento Web



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