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Libero e il P2P

Condividi:         dade 15 Luglio 06 @ 08:00 am

Libero e il P2P

A mio avviso, internet è la culla della sapienza, la fonte di ogni informazione, ma in ugual modo anche la patria del P2P. I programmi P2P, fanno parte di quel software generalmente gratuito, nato per permettere il trasferimento di una mole di dati in continua espansione. La loro realizzazione fu ideata per la condivisione con amici e conoscenti dai propri dati personali. Anche la dinamite venne inventata per scopi puramente umanitari, ma tuttora ne conosciamo gli sviluppi, allo stesso modo si cominciò ad utilizzare la rete P2P in maniera illegale. Si cominciò con un innocente mp3, si passo alla condivisione del video relativo all'mp3, e alla fine si giunse alla condivisione dell’intero album, film e serie televisive zampillano da ogni parte.

Con la diffusione delle linee ADSL, quasi ogni utente connesso, mandava in esecuzione nei propri sistemi programmi simili a eMule, Azureus, Bearshare, Winmx.
Tutti questi dati, controlli degli accessi e autorizzazioni, sovraccaricavano e sovraccaricano la banda concessa a ciascun utente, obbligando di fatto le compagnie telefoniche a prendere provvedimenti. All’inizio si cominciò ad acquistare router sempre più veloci e versatili, poi vedendo che ciò non riusciva a tenere il passo, si ebbe la geniale idea di inserire tra l’utente e il controllo centrale un filtro in grado di limitare la banda dei software P2P a poche decine di kb. Logicamente ciò non viene contemplato dal contratto stipulato con l’ ISP, ma mediante un raggiro verbale e paroloni indicanti la momentanea saturazione della banda concessa, il gestore di linea se ne lavava le mani impedendo qualsiasi tipo di reclamo.

In Italia, nessun decreto legge vieta l'utilizzo del software P2P(come in Spagna), viene però giustamente punita la condivisione di materiale coperto da diritti d'autore.
Con questi sistemi di filtraggio, vengono inibite determinati tipi di comunicazioni, impedendo di fatto una velocità superiore dei 20kb ~ 40 kb. Recentemente si è scoperto che il traffico viene riconosciuto da filtri principalmente osservando la porta di comunicazione utilizzata dal software, quindi impostando la medesima utilizzata da window media player per lo streaming audio e video, le comunicazioni riprendono a "galoppare" attorno a valori accettabili.
1755 in tcp e udp, è il valore da impostare nel p2p, firewall e router per "eludere" le sorveglianze e poter utilizzare i nostri amati programmi.
Fateci sapere le vostre impressioni e se il sistema ha ripreso il funzionamento in maniera ottimale.



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