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Hacker cinesi attaccano il New York Times - news originale

Hacker cinesi attaccano il New York Times

Condividi:         webmaster 01 Febbraio 13 @ 06:00 am

Hacker cinesi attaccano il New York Times

Hacker cinesi hanno attaccato il New York Times di continuo negli ultimi quattro mesi, ha rivelato il quotidiano statunitense. Gli hacker hanno avuto accesso alle password dei reporter e hanno potuto leggere email private prima di essere respinti.

Gli attacchi sono cominciati il 25 Ottobre quando il quotidiano pubblicò un articolo in cui rivelava che il Primo Ministro cinese, Wen Jiaobao, aveva accumulato una fortuna multi-miliardaria. Il giornale ha lavorato con vari esperti in sicurezza per imparare gli schemi degli hacker e per scoprire le backdoor installate per accedere al network del New York Times. Quando sono stati raccolti sufficienti dati, il New York Times ha chiuso gli accessi e ha rivelato pubblicamente gli attacchi.

Per sviare le tracce, gli hacker hanno prima infiltrato i server di un'università statunitense e, tramite questi server, hanno acceduto al New York Times. Hanno installato 45 malware dando loro accesso a tutti i computer nel network del quotidiano. Il malware, secondo il New York Times, punta direttamente alla Cina.

"Il malware è stato identificato dagli esperti come una variante associata alle forze militari cinesi," ha dichiarato il New York Times. "Altre prove sulla fonte degli attacchi è che gli hacker hanno usato i computer della stessa università usata dai militari cinesi per attaccare aziende che lavorano con l'esercito americano."

Gli hacker hanno inoltre rubato le password di tutti i dipendenti del New York Times e hanno potuto accedere ai PC di 53 dipendenti. Hanno avuto inoltre accesso a alle informazioni riguardante l'indagine su Jiaobao, stando alle dichiarazioni dell'Editore Esecutivo Jill Abramson. "Gli esperti non hanno trovato tracce che indichino che i dati sensibili contenuti nelle email e nei file usati per l'articolo sulla famiglia Wen siano stati scaricati o copiati," ha dichiarato Abramson.

Il New York Times usava Symantec come anti-virus, che ha trovato solo una dei 45 malware, ovvero ha identificato solo il 2% delle minacce. Bisogna però riconoscere che nel caso di malware scritti ad hoc da un governo avanzato come quello della Cina, gli anti-virus standard possono fare ben poco.

Voi che ne dite, il New York Times ha fatto bene a pubblicare l'accaduto? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti.



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