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Installazione Linux Red Hat Fedora

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Installazione Linux Red Hat Fedora

Postdi RunDLL » 27/04/04 12:02

Ciao a tutti e grazie perchè state leggendo le mie richieste:
innanzi tutto vorrei promuovere una critica e spero che gli amanti di Linux non me ne vogliano ma quello che si deve dire si deve dire. Sono un programmatore e quando andavo a scuola il mio professore di informatica ci ripeteva fino alla nausea che la prima regola di un buon programmatore è quella di creare programmi che ogni utente anche meno esperto sia in grado di usare. Bene se questa regola è vera chi ha programmato Linux è un vero cialtrone!
Va bhè detto questo vorrei alcuni chiarimenti se è possibile, fino ad ora non ho sentito l'esigenza di intraprendere la strada di Linux ma visto che sta prendendo piede per il mio lavoro tra un po' diventerà indispensabile e allora ho deciso di studiarmi la cosa.

1) Che differenza c'è tra il file system ext2 e ext3?

2) Ho installato Linux Red Hat Fedora 1 ad un certo punto mi ha chiesto di determinare la partizione root, dopo vari tentativi sono riuscito a capire come si faceva e nell'andare avanti mi ha "invitato" ad usare un'altra partizione per il file di swap. Bhè là sinceramente non c'ho capito nulla, ho provato tutte le soluzioni nella finestrella delle proprietà della partizione che avevo scelto, come si fà a scegliere un'altra partizione al file di swap in fase di installazione? Ed eventualmente dopo averlo installato?

3) Vorrei installare anche Window 2000 dopo, immagino che chiaramente visti i file system diversi vadano obbligariramente installati su due partizioni diverse ma quale devo installare prima e quale dopo? Come faccio a scegliere con quale sistema fare il boot poi?

Ringrazio sentitamente e vi mando tanti saluti
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Postdi Dylan666 » 27/04/04 14:27

Rispondo a quello che posso:

Ext3 possiede le stesse caratteristiche di Ext2 ma include anche il journaling.

Per info più dettagliate cerca in Google o leggi qui:
http://it.tldp.org/HOWTO/Filesystems/ext.html

Su cosa installare prima io sono del parere di mettere sempre Windows e dopo Linux, dato che quelli del pinguino ben sanno che in genere il loro OS viene installato per secondo e il boot-manager è studiato appositamente, mente win è solito "allargarsi" irrispettosamente ignorando gli os non di casa Microsoft durante la sua installazione.

Questo è il procedimento più facile, ma anche l'inverso (prima linux e poi win) dovrebbe essere possibile ma non comodo:
http://www.pc-facile.com/forum/viewtopic.php?t=18148

Per quanto riguarda le considerazioni su Linux in generale concordo con te. Preparati a leggere e scaricare molti tutorial oppure a comprare una buona guida in libreria per la tua distro.
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Postdi toth » 27/04/04 14:55

Per darti un idea:

1) Caso dell'esistenza di 1 disco (i.e. IDE):

Il nome del device e' "hda"+x ("a" per il primo disco, "b" per il secondo ecc. x e' il numero della partizione quindi: hda1 e', per esempio, la prima partizione del primo disco)

I filesystem utilizzabili sono innumerevoli. Per dare una veloce indicazione a quelli che Tu hai citato:

ext2 - filesystem "storico" di Linux
ext3 - filesystem basato su ext2 ma "journalized" cioe' con un sistema di lettura e scrittura differito e con il supporto a basso livello di un log dove il sistema operativo scrive tutto quello che ha fatto come I/O sul disco. E' molto robusto e in caso di spegnimento della macchina con Linux il recovery del/dei filesystem e' molto rapido.

2) Nel caso di Windows l'area di swap e' un file nascosto di dimensioni non determinabili (a meno di non accedere ai settaggi via resedit). Con Linux l'area di swap e' una partizione speciale le cui dimensioni in genere sono il doppio esatto della RAM disponibile.

Le partizioni che ti suggerisco sono:

hda1 -> normalmente di tipo vfat(fat32) o NTFS se windows e' gia' installato
hda2 -> di tipo swap e di dimensioni doppie alla RAM
hda3 -> di tipo ext3 e con punto di mount "/" (root)

3) Ti consiglio *caldamente* di installare prima win2000 e poi Linux poiche' i setup Micro*oft cancellano volutamente tutto cio' che e' scritto sull MBR; installando Linux *dopo* verra' scritto un democratico bootloader in MBR che ti permettera' di fare boot da win o da linux. I bootloader di linux soo comunemente il LILO o GRUB. Mi sembra che Fedora utilizzi GRUB.

NB Capisco il tuo sconcerto per l'estensione enorme di Linux rispetto ai Win* e comprendo che essere Programmatori non significa essere anche dei sistemisti ;)

Probabilmente presto ti renderai conto che i programmi ministeriali per l'informatica alle scuole superiori sono incompleti e fuorvianti :cry:

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Postdi zello » 28/04/04 21:39

("a" per il primo disco, "b" per il secondo ecc. x e' il numero della partizione quindi: hda1 e', per esempio, la prima partizione del primo disco)

in effetti, a è il master del primo canale ide, b è lo slave, c è il master del secondo canale, d è il suo slave.
Per le partizioni: le primarie sono numerate da 1 a 4, le estese da 5 in su. La prima partizione estesa sul disco collegato come slave al primo canale ide è hdb5, tanto per fare un esempio.
ext3 - filesystem basato su ext2 ma "journalized" cioe' con un sistema di lettura e scrittura differito e con il supporto a basso livello di un log dove il sistema operativo scrive tutto quello che ha fatto come I/O sul disco. E' molto robusto e in caso di spegnimento della macchina con Linux il recovery del/dei filesystem e' molto rapido.

se ti serve un filesystem journaled ti consiglio reiserfs, è più veloce (fa il journal dei soli metadati, e non dei dati veri e propri), anche se un filo meno sicuro in caso di crash.

Per il concetto di usabilità:
- gnu/linux è stato costruito (dal nulla) da volontari programmatori, che volevano un sistema orientato ai server (cioé ad uso di tecnici). Risente necessariamente di questa impostazione, e risente anche dal fatto di essere in fondo uno unix riscritto da capo - unix ha più di trentanni, e il concetto di usabilità trentanni fa era diverso. Gli sforzi per renderlo semplice sono molto più recenti, quando il fenomeno è diventato di massa. E tieni conto che stai parlando di una RedHat (che è sempre stata considerata una distro semplice), nel 2004. Dovresti provare ad installare una slackware del 96, se vuoi vedere qualcosa di veramente difficile...
- il concetto di semplice/usabile dipende assai dalle abitudini. Una volta che ho fatto l'abitudine con la linea di comando, e con i comandi classici della bash e di unix in generale, windows mi risulta fastidiosamente rigido. Cose come la completion della linea di comando, le man pages, la possibilità di fare ricerche avanzate con grep, ordinamenti con sort, eliminare le duplicazioni con uniq,copie di settori di disco con dd, portscanning di livello con nmap o dns queries con dig mi mancano da morire.
dipende cosa intendi per usabilità.
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Postdi Dylan666 » 28/04/04 21:47

zello ha scritto:dipende cosa intendi per usabilità.


Usability

L'Usability (usabilita') e' una misura della qualita' dell'interazione tra un utente e un prodotto (sia che si tratti di un sito web o di un software o di un qualsiasi oggetto tecnologico). Si suddivide in alcuni fattori principali:
Facilita' di apprendimento (quanto velocemente un utente, che non e' mai entrato in contatto con il prodotto, puo' apprendere le funzioni base?)
Efficienza d'uso(Una volta che l'utente ha acquisito una certa esperienza, quanto facilmente riesce a svolgere un compito?)
Facilita' di memorizzazzione (Se un utente usa il prodotto e poi se ne allontana, quanto gli ci vuole per ri-usarlo con efficacia?)
Frequenza e pericolosita' degli errori (Quanto spesso un utente fa errori? e quanto questi errori sono seri? Quanto ci vuole per correggere l'errore?)
Soddisfazione Personale(Quanto piace all'utente utilizzare il prodotto
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Postdi zello » 28/04/04 22:48

Neanche una riga sulla potenza e sulla flessibilità dello strumento?
Esempio concreto: le regex. Sono obiettivamente difficili da imparare e difficili da ricordare, ma sono un formalismo che permette di ottenere risultati che sono assolutamente scomodi da ottenere in altra maniera.
Esempio? Come si fa a cercare un IP in un file di testo? Beh, questa funziona...
([0-2]?\d{1,2}\.)\{3}\1
(e non è perfetta, ma dà buoni risultati - copiata incollata e corretta da abuse)
Trovatemi un modo di sintetizzare la cosa in un altro modo.
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Postdi Dylan666 » 28/04/04 22:55

L'usability quella è, nulla di più e nulla di meno.
L'originale è preso da qui:

http://www.usability.gov/basics/index.html#definition

La flessibilità e l'efficacia (=potenza) riguarda la funzionalità ( l'essere funzionale; capacità di assolvere a determinate funzioni) ma è tutta un'altra cosa.
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