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amministratore di una società

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amministratore di una società

Postdi alesport » 03/01/07 21:29

domanda rivolta a chi ci è già passato, soprattutto a quelli del settore:

un amministratore di una società in cui il suo UNICO ruolo è quello di firmare assegni (e quindi di assumersi alcune responsabilità) ha diritto a una sua quota?

a quanto ne so sarebbe sottinteso, ma siccome si tratta di una società creata in famiglia, mi dicono che l'amministratore (per quello che fa cioè poco e niente) non ha diritto a NIENTE.... a meno che non sia assuto ANCHE come dipendente....

secondo voi è giusto?
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Postdi piercing » 03/01/07 22:16

se parliamo di diritto... non ha diritto a niente...

se i soci vogliono dargli un compenso è affar loro...

sta di fatto che per avere un compenso esiste una forma contrattuale di collaborazione appositamente utilizzabile... non è vero che debba essere dipendente, anzi...

detta come la dici tu, comunque, non farei l'amministratore di quella società neanche per un solo minuto, visto che sembra che il ruolo dell'amministratore sia solo quello di "capro espiatorio"...
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Postdi Omega1 » 05/01/07 16:49

Cosa si intende per "diritto ad una sua quota"?

...prestare TANTISSIMA attenzione agli ijncarichi che si accettano...

Per quanto riguarda l'unico ruolo di "firmare assegni" è una sciocchezza...se uno è amministratore ed ha accettato l'incarico, è amministratore a tutti gli effetti, senza limiti di responsabilità nell'ambito dell'amministrazione sociale.
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Postdi piercing » 05/01/07 17:14

Omega1 ha scritto:se uno è amministratore ed ha accettato l'incarico, è amministratore a tutti gli effetti, senza limiti di responsabilità nell'ambito dell'amministrazione sociale.


Dipende sempre da cosa dice lo statuto... in alcuni casi, ad esempio, anche l'ordinaria amministrazione può essere devoluta unicamente al consiglio di amministrazione (ovviamente se questo esiste).

Per la firma degli assegni non c'è bisogno che questi siano firmati "esclusivamente" dall'amministratore, ma chiunque (anche una segretaria) può firmarli per conto della società avendone il potere stabilito dai soci e la firma depositata in banca.
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Postdi alesport » 05/01/07 22:48

Ho detto "firmare assegni" per dire cose così senza troppi impegni....del tipo di ritirare e consegnare carte dal commercialista, andare in banca, insomma tutto ciò che dovrebbe fare un amministratore....e cioè essere "il cuore" della società (perchè se non c'è un amministratore la società fallisce o non esiste proprio..)..
credo che una persona di tale importanza dovrebbe essere retribuito prima ancora di un dipendente assunto....o davvero non ha diritto proprio a niente??
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Postdi piercing » 06/01/07 15:54

l'amministratore di una società per la legge è solo il responsabile legale di questa...

tutto il resto cui fai riferimento sono compiti di amministrazione.. che nulla hanno a che vedere con il ruolo di amministratore... non confondere le terminologie...

se un amministratore presta la sua opera (in qualsiasi campo) all'interno dell'azienda è un discorso secondario (se lavora viene pagato, ma non è assolutamente obbligato a fare nulla data la sua posizione).

non è infrequente il caso di amministratori completamente esterni alla società e che una volta l'anno firmano gli atti di chiusura di bilancio e basta. a quel punto può essere o meno stabilito una "compensazione economica" per il disturbo subito (cioè del tempo perso... in altre parole).

sono stato abbastanza chiaro?

PS: se come sempre invece di parlare in generale, ci potessi spiegare il caso specifico sarebbe sicuramente più facile rispondere con esattezza.
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Postdi danieleg » 06/01/07 16:36

alesport ha scritto:Ho detto "firmare assegni" per dire cose così senza troppi impegni....del tipo di ritirare e consegnare carte dal commercialista, andare in banca, insomma tutto ciò che dovrebbe fare un amministratore....e cioè essere "il cuore" della società (perchè se non c'è un amministratore la società fallisce o non esiste proprio..)..
credo che una persona di tale importanza dovrebbe essere retribuito prima ancora di un dipendente assunto....o davvero non ha diritto proprio a niente??


Guarda che "firmare assegni" NON E' una "cosa senza troppi impegni". Per esempio, se l'assegno è scoperto è chi l'ha firmato che passa l'animaccia dei guai suoi...
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Postdi Omega1 » 08/01/07 09:29

alesport ha scritto:Ho detto "firmare assegni" per dire cose così senza troppi impegni....del tipo di ritirare e consegnare carte dal commercialista, andare in banca, insomma tutto ciò che dovrebbe fare un amministratore....e cioè essere "il cuore" della società (perchè se non c'è un amministratore la società fallisce o non esiste proprio..)..
credo che una persona di tale importanza dovrebbe essere retribuito prima ancora di un dipendente assunto....o davvero non ha diritto proprio a niente??


Precisiamo: se l'Assemblea dei soci ti ha eletto amministratore, e tu ne hai accettato l'incarico con deposito di firma presso il Registro Imprese della tua città, allora sei Amministratore, senza limitazioni alcune (Piercing, indipendentemente da ciò che dice lo Statuto sociale, l'amministratore E' il legale rappresentante della società; se l'amministrazione è affidata ad un amministratore unico è lo stesso amministratore unico il legale rappresentante, se l'amministrazione è affidata ad un consiglio di amministrazione la rappresentanza legale è affidata al Presidente del Consiglio di amministrazione eletto o dai soci o dai membri del Consiglio stesso).
Se tu hai questo incarico, e mi è sembrato di leggere che è una società in ambito familiare, magari starei un pochino attento. Non vedo perchè un socio (che ha versato del denaro nella società) non possa essere anche amministratore, e tale incarico lo affidino ad un terzo. Ho come l'impressione che, sempre che effettivamente tu sia un amministratore, ti facciano figurare legale rappresentante, e le operazioni le svolga qualcun altro....se poi la società fallisce (e non perchè manca un ammnistratore....) è l'amministratore che ne sarà responsabile....e sarà lui (eventualemente) a risponderne di fronte ad un giudice. E di certo di fronte ad un giudice non potrai dire: "ma firmavo solo ciò che mi dicevano di firmare....."
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Postdi piercing » 08/01/07 14:21

piercing ha scritto:l'amministratore di una società per la legge è solo il responsabile legale di questa...

Omega1 ha scritto:Piercing, indipendentemente da ciò che dice lo Statuto sociale, l'amministratore E' il legale rappresentante della società

ho detto forse qualcosa di diverso? 8)

l'amministratore è la persona fisica responsabile di una persona giuridica (=società) agli effetti della legge... quelli che poi sono i suoi compiti all'interno della società è tutt'altro discorso.

ovviamente, visto che l'amministratore è responsabile di fronte alla legge, è bene che sappia cosa firma/viene firmato, visto che per qualunque atto controlegge della società ne sarà lui il "colpevole".

per quanto riguarda l'eventuale trattamento economico questo può scaturire da due aspetti:

1) ruolo di responsabilità: "visto che sono amministratore, e quindi responsabile, mi faccio pagare questo ruolo/disturbo" (posso anche mettere solo una firma l'anno e per il resto stare alle bahamas).

2) ruolo di attività: "visto che all'interno della società svolgo attivamente un ruolo di ..............(a piacere)............. mi faccio pagare" (all'incirca come se fossi un dipendente/collaboratore).

un eventuale corresponsione in denaro può quindi scaturire da uno, due o da entrambe le voci che ho indicato, fermo restando che è la proprietà (cioè la maggioranza dei soci) che decide se è giusto o non è giusto corrispondere, e - se sì - quanto (ovviamente sollecitata dalle richieste dell'amministratore).

@alesport
da come metti le cose sembra quasi che ti abbiano obbligato ad essere amministratore.
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Postdi Omega1 » 08/01/07 14:37

Mi riferivo alla citazione "...dipende da cosa dice lo Statuo..."

Al di là delle sfumature, che possono anche essere approfondite, ma nulla tolgono alla sostanza della conversazione e a supporto di Alesport, concordo con quanto precisato da Piercing qui sopra.
Non sei obbligato ad avere la rappresentanza della società. E passa in secondo piano la remunerazione. Anzi, remunerazioni considerevoli a fronte di pochissima fatica (firmare assegni e stop, ad esempio) nascondono brutte sorprese....e ci sono dei precedenti....
Comunque, sia si tratti di società di capitali che società di persone (ammesso che per queste ultime sia previsto un amministratore non-socio), presterei tanta attenzione a ciò che si accetta.
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Postdi tanuki » 11/01/07 15:31

Se l'Amministratore è socio, ha diritto ad una quota, naturalmente, dei profitti aziendali. Ma se l'Amministratore è un soggetto estraneo, così come potrebbe essere un amministratore di Condominio, allora dovrebbe percepire un compenso legato al valore delle proprie prestazioni.
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Postdi piercing » 11/01/07 15:37

tanuki ha scritto:Se l'Amministratore è socio, ha diritto ad una quota, naturalmente, dei profitti aziendali.


solo se l'assemblea decide di destinare eventuali utili alla redistribuzione tra i soci, ma questo avviene in quanto sei socio, non in quanto sei amministratore.

tanuki ha scritto:Ma se l'Amministratore è un soggetto estraneo, così come potrebbe essere un amministratore di Condominio, allora dovrebbe percepire un compenso legato al valore delle proprie prestazioni


il condizionale è d'obbligo... ma in questo caso la remunerazione dovrebbe essere legata alla prestazione...


In entrambi i contesti, quindi, non si ha diritto a nulla solo in quanto Amministratore di una società.
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Postdi tanuki » 11/01/07 22:15

In definitiva, dovrebbe essere lo Statuto della Società ad esplicare i dettagli del rapporto societario.
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Postdi Omega1 » 12/01/07 08:55

tanuki ha scritto:Se l'Amministratore è socio, ha diritto ad una quota, naturalmente, dei profitti aziendali. Ma se l'Amministratore è un soggetto estraneo, così come potrebbe essere un amministratore di Condominio, allora dovrebbe percepire un compenso legato al valore delle proprie prestazioni.


Il "diritto ad una quota" sorge se verso parte del capitale nella società. Per quota si intende "quota di capitale sociale".
E' come parlare di una casa in comproprietà. Ciascun comproprietario ha una "quota" di proprietà della casa, proporzionale all'ammontare di denaro pagato sul totale del prezzo. Una casa costa 100.000 e ho versato 30.000, sarò proprietario per una quota pari al 30%.
Il compenso pagato all'amministratore, del tutto indipendente alla quota di partecipazione, è solo espressione della volontà dei soci (i proprietari della quota di capitale) laddove lo statuto sociale non vieti compensi agli amministratori.
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Postdi piercing » 12/01/07 17:38

si vabbè.... ma alesport l'hanno già arrestato? che fine ha fatto? :lol:
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Postdi Omega1 » 12/01/07 18:41

E' solo deformazione professionale... :oops: :oops:
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