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News: tutti i segreti di Internet

Truffe in Rete, pessimo bilancio di fine anno

Condividi:         Nikk 06 Gennaio 05 @ 16:00 pm

aggiunto il discutibile traguardo del centomillesimo virus, mentre gli spammer fanno soldi a palate e il phishing raddoppia.

La guerra contro i truffatori online va male. Il riepilogo del 2004 del produttore di antivirus F-Secure non consente consolazioni. L'anno appena concluso ha visto l'arrivo del centomillesimo virus per PC e la vera nascita dei virus per cellulari, principalmente a danno dei modelli che usano il sistema operativo Symbian (con i virus Cabir, Mosquito, Skulls), anche se non sono mancati dei virus "dimostrativi" per i modelli Pocket PC.

Gran parte di questi virus è gestita non più da giovincelli con istinti vandalici, ma dal crimine organizzato. Lo scopo non è più fare danni, ma "zombificare" i computer infetti e usarli come una sorta di "rete nella Rete" (una botnet): un esercito di macchine dalle quali disseminare lo spam, che ormai costituisce il 70% di tutti i messaggi, e dalle quali attaccare i siti più importanti della Rete, compreso l'indispensabile Google (messo in ginocchio per qualche ora da Mydoom.M).

Da questo esercito di zombi elettronici gli spammer hanno tratto profitti spettacolari. E' emblematico il caso di Jeremy Jaynes, del Nord Carolina, che a furia di mandare 20 milioni di messaggi-spam al giorno ha racimolato fino a 750.000 dollari in un mese, ammassando una fortuna pari a 24 milioni di dollari, con auto di lusso e numerose ville nelle quali installava connessioni T1 a banda larghissima per gestire il proprio losco impero.

Questa montagna di soldi è stata ammassata perché nonostante tutto c'è sempre qualche imbecille che abbocca alle offerte degli spammer: non sono tanti (si stima che il tasso di successo di Jaynes fosse intorno allo 0,00005%), ma sono comunque sufficienti a generare utili enormi per questa feccia.

Non va meglio sul fronte del phishing (l'invio di e-mail che sembrano provenire da una banca online o da un altro sito commerciale affidabile e chiedono di immettere i propri codici segreti "per un controllo", ma sono in realtà disseminati da truffatori per sottrarre alla vittima questi codici). Stando al rapporto dell'Anti-Phishing Working Group, soltanto fra agosto e novembre 2004 è raddoppiato il numero di siti-trappola...

...continua la news di paolo Attivissimo tratta da Zeusnews.it



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