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Xp Service Pack 2, Microsoft lancia il salvagente

Condividi:         ale 09 Settembre 04 @ 13:00 pm

L'azienda di Redmond rilascia una chiave di registro che eleva a 240 giorni il periodo in cui è possibile bloccare il download e l'installazione automatica del nuovo upgrade. Non è un invito alla cautela ma a compiere test accurati. E pesa sulle singole realtà.

Il secondo Service Pack per Windows Xp Professional ha sin dalla nascita un paracadute: una chiave di registro (rilasciata da Microsoft e inseribile a discrezione dell'amministratore di rete) che ritarda di 120 giorni la sua installazione automatica da Windows update o Automatic update (il servizio di aggiornamento automatico appannaggio del sistema operativo di Redmond).
Da oggi, Microsoft ha corretto il tiro all'insegna della prudenza: i giorni diventano 240. Ovvero, si lascia alle singole realtà un periodi di sei mesi per eseguire test sulle proprie macchine prima di aggiornarle.

Si tratta di un ulteriore segnale che conferma la complessità e la criticità del Service Pack più ingombrante di tutta la storia di Windows, che ha visto la luce dopo una gestazione senza dubbio travagliata.
È stato infatti possibile scaricare Xp Sp 2 come aggiornamento critico da Windows update (o dagli aggiornamenti automatici) solo a due (per Windows Xp Home) o nove giorni (Xp Professional) dal lancio del Service Pack stesso, già in abbondante ritardo.
Ai professionisti It - specie quelli che amministrano centinaia di postazioni su piattaforma Xp Professional - resta il dilemma: aggiornare i sistemi e sperare che si comportino correttamente o proseguire per un semestre con un service pack che non protegge come il suo successore?

Non è un problema di facile soluzione: a difesa dei desktop aziendali ci sono sistemi di protezione sofisticati, che possono fare propendere per una ipotesi conservativa; così come i contratti di assistenza esterna (o le policy interne) possono spingere verso l'installazione di Service Pack 2.
Ai sistemisti (e quindi alle grandi realtà) rimane la sensazione di un supporto non del tutto completo, se non di una scelta a dir poco ambigua da parte di Microsoft. In eredità, infine, restano due strumenti (Systems management server e Software update services) concepiti in quel di Redmond per la distribuzione su larga scala del Service pack. Basterà?

News tratta da Mytech.it



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