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RapidShare, nomen atque omen

Condividi:         webmaster 18 Luglio 12 @ 12:00 pm

RapidShare serve a condividere, non a conservare copie private: se non si mostra abbastanza solerte nell'agire al servizio dei detentori dei diritti può configurarsi una responsabilità. Ma le misure anti-violazione sono ancora da studiare.
Se RapidShare fosse votato esclusivamente allo stoccaggio di file per uso personale si chiamerebbe RapidStore: questa l'opinione di un giudice tedesco. E se RapidShare serve a scambiare file, c'è la possibilità che i suoi utenti commettano delle violazioni rispetto a cui il servizio condivida qualche responsabilità. È così che la Bundesgerichtshof, la corte di giustizia federale tedesca, ribalta una sentenza favorevole a RapidShare e contraria ad Atari, che chiedeva alla piattaforma di rimuovere le copie del proprio videogioco e scongiurarne la circolazione.

Il caso sembrava essersi esaurito nel 2011: RapidShare aveva ricevuto una richiesta di rimozionne da parte di Atari, aveva cancellato i file del videogame Alone In The Dark senza battere ciglio, aveva catalogato le repliche del contenuto per bloccarne la condivisione sul nascere...



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