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Paragonare Facebook, ma a cosa? - news originale

Paragonare Facebook, ma a cosa?

Condividi:         Mikizo 09 Gennaio 11 @ 17:00 pm

La forte espansione di Facebook è uno degli argomenti preferiti delle analisi di inizio anno, un rito dei grandi quotidiani americani. In questi giorni sia il New York Times che il Wall Street Journal hanno dedicato ampio spazio al sito di Mark Zuckerberg, il primo comparandone l'ascesa a quella di Microsoft, il secondo azzardando un parallelo con il Google del 2004. È naturale che quando di parla di qualcosa di nuovo si sia portati a paragonarlo con qualcosa di vecchio, ma molti osservatori ed anche il sottoscritto non sono convinti che Facebook sia davvero confrontabile a Microsoft, Google e neppure ad altri social network come Myspace o AOL.
Facebook sembra aver imposto un proprio modello che non è in concorrenza con nessuno e segue i propri schemi ed una evoluzione mai vista prima.
Ovviamente molti investitori si domandano però quale sarà il futuro di Facebook e quanto potrà valere sul mercato nel prossimo futuro. Oggi la valutazione indicativa più diffusa è di 50 miliardi di dollari, una cifra mostruosa se si pensa che non molto tempo fa Yahoo aveva offerto 1 miliardo di dollari per comprare il social network, ricevendo un deciso rifiuto da Zuckerberg (che pare dunque averci visto giusto).
La CNN ipotizza che Facebook sia giunto al suo picco, ma non è detto che neppure questo sia vero. Quest'anno il sito ha raddoppiato i suoi introiti dalla pubblicità, e nessuno ci avrebbe scommesso un anno fa. D'altronde, è pacifico che i commentatori non siano sempre i più indicati per fare profezie, anche perchè i loro gusti e abitudini non sempre coincidono con quelli del grande pubblico che fa guadagnare un sito. Io per esempio non ho mai cliccato su una pubblicità di Facebook, e voi? ...ma qualcuno evidentemente lo fa, visti gli incassi.
Tra un anno potremo valutare se la previsione di un imminente calo si sarà avverata oppure se come spesso capita sarà dimostrata la scarsa lungimiranza dei giornalisti americani in tema di internet.



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