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È il momento dei supercomputer - news originale

È il momento dei supercomputer

Condividi:         klizya 05 Luglio 06 @ 21:00 pm

È il momento dei supercomputer

Quella dei supercomputer sembra una moda o una corsa alla realizzazione del computer più grande e più potente. In un'epoca in cui tutto sembra destinato a rimpicciolirsi eccoci di nuovo di fronte a macchine dalle dimensioni incredibili.
Tutto cominciò nel 1943 quando gli inglesi costruirono il Colosso per forzare le macchine cifranti dei tedeschi ma è del 1945 quello che viene considerato il primo supercomputer della storia: ENIAC che in fondo occupava solo una stanza.

Da qual momento la tecnologia informatica si è evoluta abituandoci ad esemplari di macchine sempre più complesse e di dimensioni ridotte fino al 2000, anno in cui IBM ha cominciato a costruire, in collaborazione con l’United States Department of Energy quello che tutti conosciamo come Blue Gene, un supercomputer dalle dimensioni di un campo di golf ma in grado di effettuare operazioni in teraflops e petaflops (rispettivamente un bilione di operazioni in virgola mobile al secondo e 1.000 trilioni di operazioni in virgola mobile al secondo).

Blue Gene era destinato soprattutto a scopi militari ma è servito anche a testare gli effetti che potevano avere sulla pelle alcune creme ed oggi viene usato anche per scopi scientifici.

Il modello Blue Gene/L nato nel 2005, in funzione presso il Lawrence Livermore National Laboratori, è considerato il supercomputer più potente del mondo, come attestato dal "TOP500 Supercomputer Sites" che pubblica un elenco, aggiornato ogni sei mesi, dei computer più potenti. Tale elenco viene compilato da Jack Dongarra dell'Università del Tennessee, Erich Strohmaier e Horst Simon del NERSC/Lawrence Berkeley National Laboratory e Hans Meuer dell’Università di Mannheim (Germania).

Dietro questa scia anche l'Europa si fa sentire.

In Germania da marzo è operativo quello che viene considerato il più potente computer in Europa. Appartiene alla famiglia Blue Gene, infatti si chiama JUBL (Julicher Blue Gene/L) e si trova nel centro di ricerche di Julich. Lo scopo della sua costruzione è lo studio delle proteine e del comportamento di liquidi e gas e degli effetti che hanno sul'ambiente.

Sempre a marzo, il Centro per il supercomputing della Galizia in collaborazione con Hewlett-Packard e Intel ha annunciato che entro il 2007, il progetto denominato "Finis Terrae" sarà operativo e porterà al supercomputer con la maggiore memoria condivisa del continente europeo. Questo supercomputer sarà destinato a progetti di ricerca.

Nel 2007 ancora, l'Inghilterra ha annunciato la realizzazione di Hector (High-end computing terascale resource) un supercomputer che dovrebbe avere il doppio della potenza del tedesco JUBL ed essere destinato allo studio del clima.

E non è finita qui.

È di questi giorni infatti la notizia che Google starebbe costruendo in gran segreto un supercomputer che occuperà l'area di due campi da calcio.
La caratteristica peculiare di questa mostruosità, in termini di grandezza, starebbe nel fatto che questo computer dovrebbe contenere ogni genere di informazione e rivoluzionare completamente il concetto di navigazione. Infatti i pc starebbero per essere sostituiti da un apparato collegabile al cellulare o al televisore dal quale ci si collegherebbe al supercomputer.

In conclusione non posso non menzionare Giovanbattista Vico secondo il quale l'effetto delle azioni umane realizzano soltanto la ripetizione di quanto già prodotto in passato.



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