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News: tutti i segreti di Internet

Linux contro Microsoft, la sfida dell'est

Condividi:         ale 24 Novembre 04 @ 16:00 pm

Non è solo un problema di costi ma anche di timore nell'utilizzo di prodotti americani dietro i quali si potrebbero nascondere gli occhi indiscreti della Cia.

Linux insidia Microsoft e il campo dello scontro e' il continente asiatico. India e Cina giocheranno nei prossimi anni un ruolo decisivo nella contesa planetaria tra i due colossi. I governi si stanno organizzando per trovare serie alternative a Windows, mirando per lo più a trasferire in tempi medio-brevi l'infrastruttura interna su Linux. Operazioni queste che riguardano in particolare paesi quali Giappone, Singapore, Taiwan, Sud Corea e Cina.

La riscossa dell'open source non si riduce solo a una battaglia di principio ma vincola la sua esistenza anche al diffuso timore dell'est di lavorare con prodotti americani potenzialmente 'infettati' da fantomatiche ingerenze dell'intelligence statunitense. In sostanza scegliere un sotware piuttosto di un altro non e' cosa da poco conto. Si tratta di secegliere tra sistemi operativi, ovvero tra strumenti che dovranno gestire il cuore di aziende, di pubbliche amministrazioni, di migliaia di utenti privati che non intendono vivere con l'angoscia di poter aver portato nelle proprie case un pericoloso quanto invisibile 'cavallo di Troia'.

Da tempo gli sviluppatori cinesi, ad esempio, hanno messo a punto una robusta versione di Linux chiamata Red Flag Linux, affidabile alternativa a Windows usata in svariate situazioni di e-government e enterprise. Poi la'ttenzione cade sull'altro aspetto, quello gestionale. Da parte loro, grosse società quali Fujitsu, IBM Japan e Oki Electric hanno redatto una specifica proposta perché si usi Linux per la gestione degli stipendi e di altri dati interni relativi agli 800.000 impiegati governativi.

Operazione che taglierebbe in un solo colpo le attuali spese gestionali del 50 per cento. La febbre dell'open source si diffonde rapidamente. In Canada esistono numerosi casi documentati di migrazioni di massa verso Linux. Significativi i risparmi ottenuti anche dal dipartimento per i servizi ai bambini di Toronto. L'agenzia ha preso la decisione, tutt'altro che diffusa, di usare Linux per il desktop, ovvero in 450 postazioni, al costo di circa 250 dollari per PC, rispetto ai 1200-1500 di macchine basate su Windows.

News tratta da Rai.it



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