Italia vs The Pirate Bay: Follow Up
In questi giorni la notizia è stata ampiamente discussa dai news media italiani ed esteri, ed ha dato vita a polemiche ed approfondimenti, in particolare legati alle problematiche di "censura" e di "privacy degli utenti". Mentre la FIMI, federazione dell'industria musicale italiana, ha accolto con favore la decisione del GIP di Bergamo che ha imposto ai service provider italiani il blocco dell'accesso a ThePirateBay (in rete è disponibile un comunicato stampa della guardia di finanza di Bergamo), Peter Sunde, aka "Brokep", amministratore di TPB, ha pubblicato sul suo blog vari interventi dedicati alla censura di TPB da parte delle autorità italiane, accusate di agire nell'ambito di un regime "fascista".
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2 commenti a "Italia vs The Pirate Bay: Follow Up":
ormai non mi stupisco più di nulla,
[ot]
dicono che ci perdono le case in questa pirateria folle però il portale Italia
che ha fatto ridere il mondo quanto è costato? non è un furto a chi paga le
tasse? le PA non sono un furto in tal senso? ma per favore ...
la censura cinese dei blog è qc che pensavo tanto lontana dal succederci, ma
sarà veramente così? politici che hanno ottenuto l'esclusione di siti
indicizzati sui motori di ricerca perchè parlavano di loro, siti con materiale
illegale o lecito ma scomodo..
[/ot]
saluti :)
http://zeta.torrent.googlepages.com/
Piano piano la censura fa sparire pezzi di realtà che sono "criminali" per "lo
Stato" levando al pubblico il giudizio di decidere cosa è bene e cosa è male. È
un mezzo di pilotare l'informazione


