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L'iPad salverà il giornalismo: forse no - news originale

L'iPad salverà il giornalismo: forse no

Condividi:         webmaster 7 12 Gennaio 11 @ 08:00 am

Molti giornali e riviste - come Esquire, People, Men's Health, Wired e The New Yorker - che hanno un'edizione iPad delle loro pubblicazioni, hanno rivelato le vendite delle app.

Quando uscì l'Ipad, a inizio 2010, si pensava che questo avrebbe salvato l'editoria della carta stampata. Se guardiamo i numeri che queste case editrici hano rivelato forse dovremmo ricrederci.

Wired, è la rivista che ha venduto di più con un totale di 100.000 copie il mese del lancio. Purtroppo questi numeri sono calati rapidamente e negli ultimi mesi le vendite si sono assestate appena sopra le 20.000 unità. Una cifra piuttsto onorevole se si pensa che la rivista cartacea vende poco più di 130.000 copie al mese.

Ma Wired è stato un campione di vendite se paragonato ad altre riviste. Men's Health, ad esempio non ha mai toccato le 3.000 vendite, neanche il primo mese, e adesso si è assestata sulle 2.000 unità.

Ricordiamoci che stiamo parlando degli Stati Uniti, dove riviste come Men's Health, vendono molto più che in Italia e l'utilizzo di gadget come l'iPad è molto più diffuso. Date queste premesse quali possono essere i risultati italiani?

Probabilmente peggiori di quelli statunitensi.

Ma il problema, per una volta, non sarà prettamente italiano. E neanche della tecnologia. Il problema è che il giornalismo, come è stato fatto nell'ultimo secolo, interessa sempre di meno; e trasferirlo pari pari su un monitor (per quanto accattivante) con la stessa usabilità di una rivista, non ha proprio senso.

Le app sono i cugini poveri del web e sul web è possibile, guardare video, ascoltare voci, approfondire argomenti con un clic - anche quando questo clic porta al di fuori dal sito - e trovare rapidi aggiornamenti su una notizia mentre questa sta accadendo. Ma, soprattutto, il web è interazione: interazione con gli altri lettori e interazione con il giornalista che ha creato lo spazio dove si possa essere aggiornati su un particolare argomento.

Speriamo che il giornalismo lo capisca questo, o la voce della democrazia si affievolirà sempre di più fino a diventare irrilevante.



7 commenti a "L'iPad salverà il giornalismo: forse no":
terminator022 terminator022 il 12 Gennaio 11 @ 14:42 pm

Il effetti la situazione è questa. Gli editori cercano di cavalcare le mode, riproponendo comunque un modello vecchio. Le loro app non sono altro che gli stessi giornali, passati dalla carta al formato elettronico.Probabilmente il futuro è altro. Le notizie vendute come le canzoni su iTunes.Qui ho trovato una suggestiva visione di come potrebbe essere il futuro.http://www.e-minds.it/blog/115/le-app-sono-il-futuro-dell-informazione-tr adizionale.aspx

Fiorenzo Fiorenzo il 12 Gennaio 11 @ 15:41 pm

Abbonato dai primi numeri della rivista Men's Health ho dovuto interrompere l'abbonamento per perdite di qualità della rivista. Acquistare un mensile dove la maggiorparte delle pagine erano occupate dalla pubblicità lo travavo non coerente con lo spirito della rivista nata una decina di anni fa.
E' vergognoso che un coacervo di buontemponi pretendano che vengano acquistate, quindi pagate, stupidaggini ormai non più tollerabili.

Fiorenzo Fiorenzo il 12 Gennaio 11 @ 15:43 pm

vai a farti fottere. il commento lo messo e pure digitato la lettera richiesta quindoi sii serio e visualizza ciò che viene scritto

Ali Babà Ali Babà il 13 Gennaio 11 @ 00:07 am

Ma che problemi ha questo Fiorenzo?!

Pcologo Pcologo il 18 Gennaio 11 @ 10:37 am

"Il problema è che il giornalismo, come è stato fatto nell'ultimo secolo,
interessa sempre di meno; e trasferirlo pari pari su un monitor (per
quanto accattivante) con la stessa usabilità di una rivista, non ha
proprio senso." cosi dice l'articolo. Non capisco e non concordo su questo punto; il giornalismo interessa sempre di più, cambiano le forme di fruizione (sdalla carta al web, per esempio) e la tecnologia contribuisce con Internet alla sua diffusione e alla creazione di una coscienza sociale più diffusa. Quanto al mezzo fisico, per me non ci sono dubbi : la carta è destinata a morire e come per noi la televisione è qualcosa di normale, tra qualche anno sarà normale leggere libri e giornali sugli ebook reader e sui tablet, o su qualsiasi diavoleria futura portatile.

webmaster webmaster il 18 Gennaio 11 @ 10:48 am

@pcologo: per quello che vedo il formato della notizia che esce una volta al giorno, che nasce dal giornalista senza possibilità di interazione o di dibattito, che viene decisa da una redazione e che ha paura di parlare di verità troppo scottanti è troppo statico. adesso le persone scelgono loro di cosa vogliono essere informati, partecipano attivamente alla notizia (proprio come hai fatto tu, ma ti immagini fare la stessa cosa sul corriere?) e le leggono con ore, se non giorni, di anticipo risipetto a quello che esce sulla carta stampata.

io sono convinto che il giornalismo come professione è essenziale a una democrazia, ma se la stampa non comincia ad adottare un approccio più al passo con la tecnologia saranno i blogger e wikileaks a fare il giornalismo.

gunter gunter il 19 Gennaio 11 @ 00:14 am

Pur concordando con voi sul fatto che la carta stampata tende al declino, considero molti blog/siti che cercano di fare più o meno informazione, ancora molto inferiori per qualità degli articoli, sia per forma che per idee espresse spesso troppo banali. La facilità nel pubblicare articoli data da internet ha portato alla luce anche molta ignoranza...

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