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Internet tax?  AHR dice la sua... - news originale

Internet tax? AHR dice la sua...

Condividi:         ale 23 Ottobre 07 @ 07:30 am

Internet tax? AHR dice la sua...

Mentre dal Governo stesso si comincia a parlare di un “errore da correggere”, l’Associazione Hosters e Registrars si pronuncia sul disegno di legge che tanto sta facendo discutere il mondo dell’editoria.

AHR nasce nel 2004 con l’intento di favorire un corretto sviluppo del settore attraverso l’accreditamento e la certificazione delle aziende che operano sia nel mercato della registrazione e gestione dei domini Internet, sia in quello della fornitura di hosting e housing, ovvero della tecnologia e delle strutture a supporto dell’erogazione di contenuti per la Rete. Oggi AHR rappresenta, tramite i propri associati, oltre il 50% dell’intero mercato dell’Hosting e dei domini in Italia dato, questo, indicativo di una diffusa esigenza da parte degli Hosters e dei Registrars italiani di tutelare gli interessi del settore in cui essi operano.

E proprio in un contesto come quello che si è scatenato in questi giorni relativamente al disegno di legge che prevede la registrazione al ROC per qualunque sito o prodotto editoriale, Gianluca Pellegrini - Presidente dell’AHR – si associa alle “urla” di autorevoli media e opinion leaders che, contestando la proposta normativa, stanno ribadendo un principio di libertà e di giustizia disconosciuti solo in pochissime realtà mondiali.

“Mi sembra che l'Internet Italiano si trovi davanti all’ennesimo disegno di legge dannoso quanto inapplicabile – afferma Gianluca Pellegrini - che se passasse così come è stato presentato non farebbe altro che aumentare la convinzione dei cittadini di vivere in un paese dove la politica anziché cogliere le opportunità del nuovo che avanza, pensa solo ad imbrigliarlo in concetti politici palesemente anacronistici. Non solo: una tale normativa contribuisce ad aumentare penalizza il mercato del TLD nazionale "it", con la conseguenza di indirizzare i fruitori di servizi Internet (nel caso dell'Hosting) verso fornitori e piattaforme server estere”.

“Mentre ci si aspettava che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti - aggiunge Gianluca Pellegrini - che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria, la normativa proposta, attraverso una burocratizzazione della rete, non farebbe altro che portarci ulteriormente fuori dall’innovazione nella comunicazione, come dimostra la classifica dell’autorevole House of Freedom relativa alla libertà di informazione”.

“Ritengo inoltre – conclude Gianluca Pellegrini - che il Governo eviterebbe questi scivoloni semplicemente migliorando la sua conoscenza del mondo Internet Italiano, noi ci siamo messi più volte a disposizione e lo facciamo di nuovo. Nel nostro paese abbiamo bisogno di cogliere l'opportunità dell'innovazione rappresentata da Internet, non certo di ostacolarla, nemmeno per distrazione”.


Per informazioni: AHR - Associazione Hosters e Registrars



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