Valutazione 4.87/ 5 (100.00%) 5838 voti
News: tutti i segreti di Internet
Google+, le identitÓ fittizie e la privacy - news originale

Google+, le identitÓ fittizie e la privacy

Condividi:         Mikizo 2 14 Luglio 11 @ 16:00 pm

Sto leggendo in giro un po' di articoli che si lamentano della politica di Google+ in merito agli pseudonimi ed alle identitÓ di fantasia. Google ha giÓ chiarito che non intende favorire questo uso del suo nuovo social network, e che dovrÓ essere tutto "IRL" (in real life).

Queste lamentele sono in genere correlate a preoccupazioni relative alla privacy. ╚ normale che la questione della sicurezza dei dati e delle identitÓ personali sia discussa e messa sotto osservazione, ma Ŕ anche vero che Google+ non Ŕ certo l'unico social network che guarda con un occhio poco favorevole all'utilizzo di identitÓ fittizie.

Facebook, il principale concorrente del nuovo arrivato, ha sempre avuto una "cultura del nome reale", come l'ha definita Simon Axten, il Manager di Facebook per le Public Policy Communications. Facebook a suo tempo ha bannato in modo perentorio tutti gli utenti che avevano la parola "Anon" nel nome, e tutti quelli il cui nome non sembrava associabile a quello di una persona reale. Il sottoscritto lo sa bene, visto che ha dovuto scrivere a Facebook e aspettare settimane perchŔ gli fosse concesso (!) di iscriversi con il proprio nome e cognome, che sembravano forse "fake" al checker del sito.

Per quanto riguarda la privacy, forse Ŕ sensato osservato che Google+ in senso stretto non Ŕ una nuova piattaforma, ma semplicemente una nuova interfaccia che mette insieme un sacco di cose che esistevano giÓ: Google Profiles, Google Foto, Google Buzz. Questo significa che qualsiasi problema di sicurezza si possa contestare, risale a problemi che esistevano giÓ e di cui probabilmente si era giÓ parlato in passato.

Pochi mesi fa Google ha avvisato che avrebbe rimosso tutti i profili Google privati, invogliando i propri utenti a renderli pubblici o ad abbandonarli. Questo ha messo le basi per quello che poi Ŕ diventato Google+. Si pu˛ discutere sul fatto che la compagnia abbia prima permesso di avere profili privati e poi li abbia rimossi, ma come al solito si pu˛ ribadire che su tutto ci˛ che Ŕ gratuito non si pu˛ protestare pi¨ di tanto.

Da parte mia sono abbastanza allineato con la scelta di Google: mi pare poco sensato favorire il proliferare di identitÓ fasulle, proprio per garantire la sicurezza degli utenti che mettono in piazza le proprie identitÓ reali. Sapere che quelle con cui parlo sono persone vere, o che comunque il gestore del servizio cerca di verificare che lo siano, mi mette al riparo da brutte sorprese.



2 commenti a "Google+, le identitÓ fittizie e la privacy":
Bucaniere Bucaniere il 15 Luglio 11 @ 06:47 am

Io sono riuscito a entrare in G+ grazie a un invito.
Non avevo dubbi che google lavorasse sempre bene, e anche questa volta non si smentisce. ╚ molto meglio di fb, interfaccia pulita e piacevole senza mille minkiate, privacy gestibile in maniera veramente chiara e inequivocabile, possibilitÓ di organizzare i contatti in maniera finalmente intelligente, si pu˛ facilmente utilizzare lo stesso account per lavoro e per amicizia.
Quando google si muove non sbaglia, non c'Ŕ che dire...

Speppa Speppa il 16 Luglio 11 @ 10:49 am

Qualcuno ha degli inviti?

Lascia un commento

Insulti, volgaritÓ e commenti ritenuti privi di valore verranno modificati e/o cancellati.
Nome:

Commento:
Conferma visiva: (ricarica)

Inserisci la targa della cittÓ indicata nell'immagine.

Login | Iscriviti

Username:

Password: