L' e-commerce che viola le regole
Troppo alta la percentuale di irregolarità nei siti di e-commerce europei.
Ben il 55% dei siti d'e-commerce europei che vende prodotti elettronici è irregolare.
Questo il disastroso risultato di un'indagine della Commissione Europea per i consumatori condotta da Meglena Kuneva.
Cosa c'è che non va nei portali online dove quotidianamente centinaia e centinaia di persone comperano di tutto?
In 369 negozi europei di cui 6 italiani, tanto per comincare, non vengono riportati in pagina apposita i diritti dei consumatori o peggio ancora vengono riportati ma opportunamente modificati. E ancora costi di spese di spedizione in chiaro solo a pagamento avvenuto e dati del negozio irreperibili così il recesso diventa impossibile.
Queste sono solo alcune delle irregolarità riscontrate.
La soluzione secondo i Commissari potrebbe essere la pubblicazione online di un elenco dove vengono citati i siti irregolari come già succede nei Paesi nordici, Norvegia, Islanda e Lettonia. Nel frattempo sarà compito della Commissione contattare i singoli portali tramite le autorità di ogni Paese, segnalare laddove correggere per fornire al consumatore un servizio 'pulito'.
Ben il 55% dei siti d'e-commerce europei che vende prodotti elettronici è irregolare.
Questo il disastroso risultato di un'indagine della Commissione Europea per i consumatori condotta da Meglena Kuneva.
Cosa c'è che non va nei portali online dove quotidianamente centinaia e centinaia di persone comperano di tutto?
In 369 negozi europei di cui 6 italiani, tanto per comincare, non vengono riportati in pagina apposita i diritti dei consumatori o peggio ancora vengono riportati ma opportunamente modificati. E ancora costi di spese di spedizione in chiaro solo a pagamento avvenuto e dati del negozio irreperibili così il recesso diventa impossibile.
Queste sono solo alcune delle irregolarità riscontrate.
La soluzione secondo i Commissari potrebbe essere la pubblicazione online di un elenco dove vengono citati i siti irregolari come già succede nei Paesi nordici, Norvegia, Islanda e Lettonia. Nel frattempo sarà compito della Commissione contattare i singoli portali tramite le autorità di ogni Paese, segnalare laddove correggere per fornire al consumatore un servizio 'pulito'.
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