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Coca Cola: messa al bando infondata

Condividi:         ale 31 13 Marzo 05 @ 16:00 pm

"Decisione ingiusta, siamo stupiti"

Dopo la decisione dell'Università di Roma Tre di mettere al bando i prodotti del gruppo Coca Cola, la multinazionale Usa si è detta "stupita". Quanto alla motivazione, quella di violazione dei diritti umani, la società si è difesa dicendo che tale ipotesi "non è mai stata supportata da accertamenti, fatti concreti o sentenze". Così "si colpisce il lavoro onesto di oltre 3.500 lavoratori sul territorio italiano"...

...continua la news tratta da Tgcom.it



31 commenti a "Coca Cola: messa al bando infondata":
Dylan666 Dylan666 il 13 Marzo 05 @ 19:35 pm

Questo è veramente uno di quei casi in cui si vede come il modo di porre la notizia condizioni il giudizio finale sulla medesima. L'accento non va tanto sul fatto che i prodotti come la Cocacola siano stati banditi (subito parte chi grida all'anti-americanismo) quanto al fatto che gli sanck e le bibite che li rimpiazzeranno saranno prodotti del [url=http://www.commercioequo.org/[commercio equo e solidale[/url]. E mi sembra una iniziativa di per se stessa lodevole.

È la stessa identica cosa che scegliere quaderni con carta riciclata invece che quelli alla moda è più costosi. Si ha un prodotto comunque buono e si fa anche del bene.

zendune zendune il 14 Marzo 05 @ 10:09 am

Vero, importante è che siano presenti sia i quaderni con carta reciclata che non reciclata. Nel caso dell'università invece sembra abbiano deciso di ELIMINARE la carta non reciclata; una scelta moooolto infelice che non tiene conto della libertà di chi preferisce altri prodotti.
Perché non è stato scelto di mettere tutti e due i prodotti invece di eliminarne uno ? Io la definirei concorrenza sleale.

PS Io bevo raramente Coca Cola, preferisco il buon vecchio chinotto. ;)

Dylan666 Dylan666 il 14 Marzo 05 @ 13:07 pm

Allora trasformiamo le università in supermercati, con distrubutori lunghi metri per per contenere tutti i marchi di snack esistenti e non fare torti a nessuno.
:-/

Non mi pare un discorso sensato, la scelta c'è sempre ed è fra il comprare e il non comprare. Qualunque distributore o supermercato non è obbligato a distribuire TUTTI i marchi o alcuni insieme ad altri. Come nei cinema non costretti a vendere gelati Sansonite insieme alla bomboniere Algida.

E non mi sembra che qualcuno abbia mai protestato perché nella maggiornanza dei distributori c'è sempre la Coca-cola e mai il chinotto (secondo il tuo ragionemaneto sarebbe lecito farlo).

Le bevande di marca famosa sono facilmente reperibili (comprali e portateli all'università se li vuoi) e hanno ampi spazi di visibilità in negozi e pubblicità. I prodotti eco-solidali sono meno diffusi e meno conosciuti, più difficilmente reperibili e non hanno tutti quei costi aggiuntivi che caratterizzano famosi brand (gli spot, il design della confezione e la notorietà del marchio li paghiamo).

Quindi il comercio equo oltre che ETICO e pure CONVENIENTE, fa risparmare. E invece vorresti raddoppiare i distributori per la scelta? O_o

pjfry pjfry il 15 Marzo 05 @ 10:20 am

mi pare che abbiano ritrattato, rendendosi conto dell'enorme cazzata che avevano fatto...
il rettore aveva detto che era un modo per educare gli studenti ad acquisti responsabili!!
"educare"?!?!!?!?
per educare imponi una scelta?
ora se non sbaglio hanno detto che affiancheranno altri prodotti alla cocacola, scelta molto + sensata e civile, direi

Dylan666 Dylan666 il 15 Marzo 05 @ 13:37 pm

Veramente non vi capisco: ogni volta che entrare in un edificio che ha un distributore siete di foronte a una scelta limitata eppure nessuno si è mai lamentato.

Ogni rivenditore poi ha diritto a rivendere ciò che vuole fino a prova contraria (documentata per favore)

secondo me una fobia di anti-americanismo ha affondato una iniziativa che poteva essere lodevole.

pjfry pjfry il 15 Marzo 05 @ 14:27 pm

secondo me è + lodevole affiancare quei prodotti senza boicottare nulla...

Dylan666 Dylan666 il 15 Marzo 05 @ 15:05 pm

Già dire *boicottare* significa aver giudicato il comportamento in maniera più o meno politicizzata o ideologiazzata. Non credo che il rimpiazzo di marchi famosi con prodotti del commercio etico avesse intenti affini ai "no-global".

Se domani in facoltà accanto alla fotocopiatrice trovassi che tutte le risme di marca X famosa fossero state rimpiazzate con fogli di carta riciclata sarei solo più contento, e non mi passerebbe minimamente per la testa di mette in piedi un polemica inutile per portare avanto un "diritto" (inesistente) ad avere le mie fotocopie anche su carta Fabriano (dico un nome per dire, non me ne vogliano quelli del marchio).

Come ho già detto, se cominciamo a _inventarci_ il diritto ad avere più scelta domani voglio un gruppo di dimostranti diabetici per ottenere merendine senza zucchero al fianco di quelli che gridano "più chinotto per tutti".

pjfry pjfry il 15 Marzo 05 @ 15:18 pm

le hai lette le motivazioni della richiesta?

ale ale il 15 Marzo 05 @ 16:12 pm

bene bene bella discussione
magari non toccate il lato politico che è meglio :)

Dylan666 Dylan666 il 15 Marzo 05 @ 17:25 pm

Che il commercio equo e solidale sia più a favore delle popolazioni del terzo mondo di quanto lo siano i grandi marchi non è che ci voglia un giurista per saperlo.
Le insinuazioni più pesanti sul comportamento della multinazioneale vanno avanti da almeno 6 anni sulla rete con una certa insistenza(se si cerca bene e anche altrove si può ancora salire indietro nel tempo). Quindi non è che la richiesta sia piovuta dal cielo da uno spovveduto.

Comunque Fabiani ha appoggiato l'integrazione dei nuovi distributori coi vecchi:
http://www.greenplanet.net/Articolo8186.html

Mi auguro che una campagna di informazione imparziale e oggettiva dia luogo a una tale anti-economicità nella manutenzione dei distributori di marchi famosi da giustificarne un ritiro.

pjfry pjfry il 15 Marzo 05 @ 22:43 pm

bene... quando le mense non offriranno + carne di maiale perchè i musulmani non la mangiano, oppure niente carne in assoluto perchè il vegetariano conviene io cambio pianeta... grazie

zendune zendune il 16 Marzo 05 @ 11:27 am

Mi associo a pjfry: non si contesta l'introduzione dell'equo e solidale. Ben venga. Ma sostituirlo in toto alle vecchie bibite perché qualcuno (una minoranza sembra) vuole cambiare prodotto è tutto tranne democratico: è un'imposizione.
Se proprio si voleva inserire i nuovi prodotti senza fare "scalpore" e senza dargli una valenza "politica", bastava aggiungere un nuovo distributore o chiedere all'attuale ditta distributrice di fornire lo spazio anche ai nuovi prodotti (es. Coca Cola paga il distributore + annessi e mantiene il controllo dei 2/3 della macchinetta; 1/3 dello spazio lo dedica ai prodotti equo e solidali). A nessuno dei sostenitori è venuto in mente una proposta del genere (le proporzioni possono anche cambiare) ? Perché ?

Dylan666 Dylan666 il 16 Marzo 05 @ 16:30 pm

Lo ripeto un'altra volta ancora: tenere 2 distributori è ancora più dispendioso. Inoltre la bibita sarebbe rimasta comunque disponibile nei bar dell'istituto, e la sostituzione nei macchinari sarebbe stata graduale. Quindi non vedo dove la scelta si IMPOSTA.

Comunque, se se le sentono di mantenere il costo di 2 macchinette invece di una meglio così.Ma qualcosa mi dice che non ce la faranno a sostenere le spese di entrambe. E così la bibita rossa continuerà a essere acquistabile in qualunque posto del pianeta compresi i bar e i distributori di facoltà, mente per mangiare una prodotto del commercio equo e solidale ci si dovrà ancora recare in quei pochissimi rivenditori che non fanno del guadagno assoluto l'unico scopo della loro vita.

Se si fosse lasciata svolgere la sostituzione graduale (fino a fine contratto con la Coca-cola come era previsto) scommetto che tanta gente non evrebbe fatto una piega e avrebbe scoperto una forma di commercio che nemmeno sapeva esistere.

Invece si è partiti con questa mega difesa dei consumatori che andando a vedere in profondità non è poi molto vantaggiosa per nessuno.

ares412000 ares412000 il 21 Marzo 05 @ 13:23 pm

Tutti noi, ogni giorno, gridiamo che vogliamo un mondo migliore, dove non ci siano guerre, pace, giustizia etcc.... Poi quando qualcuno fa qualcosa c'è sempre chi non è d'accordo e non si schiera, e nessuno capisce bene il perchè???
Nel mondo esiste una ricchezza che dovrebbe essere redistribuita, ed invece è in mano a poche persone, mentre qualche altro miliardo muore di fame. Si inquina il mondo, ma nessuno tira fuori dal cilindro delle auto ad energia alternativa. Fra pochi anni non ci sarà più acqua potabile, ma nessun governo fa leggi per la tutela di questo importante prodotto della natura, che sgorga dalla terra, gratis ed invece dobbiamo pagarla. Di questi esempi ne potrei fare a centinaia, ma mi fermo qui.
I politici hanno dimostrato che non sono in grado di fare nulla, perchè comandati e gestiti dalle multinazionali. , E' ARRIVATO IL TEMPO che le singole persone facciano loro, che si assumano la responabilità di ciò che succede, perchè se io so che la Nike sfrutta i bambini in india e nonostante ciò compro un maglione della Nike, io sono co-responsabile dello sfruttamento dei bambini. Quando ogni essere umano prenderà coscienza di questo, forse potremo migliorare questo nostro mondo. Ben vengano le iniziative come quella di Roma e mi auguro che questo sia solo l'inizio di una nuova era...

zendune zendune il 21 Marzo 05 @ 23:55 pm

Nessuno contesta la bontà delle tue affermazioni ma il problema è un'altro: la libertà di scelta. E scusate se è poco! Se puoi scegliere il maglione verde e non quello rosso, è perché nel negozio trovi il maglione rosso, verde, bianco, nero, blu, arancio,..... spetta a te la scelta (morale, politica, ecc.). Differente è se nel negozio trovi solo il maglione verde...... perché quello rosso te lo hanno tolto con qualsiasi motivazione.
Altro esempio: al supermercato dove acquisto ci sono vari prodotti tra cui quelli del mercato equo e solidale. Spetta a me decidere cosa comprare e non al direttore del supermercato impormi solo un prodotto. Sarà poi la legge del mercato a modificare gli atteggiamenti delle multinazionali.

Dylan666 Dylan666 il 22 Marzo 05 @ 13:30 pm

Altro esempio: al supermercato dove acquisto ci sono vari prodotti tra cui quelli del mercato equo e solidale.

Ecco, nel mio supermercato non ci sono i prodotti del commercio equo: mi vieni a fare una bella protesta impugnando questo fantomatico diritto del commerciante di non poter vendere quello che gli pare per il bene della scelta? :-/

zendune zendune il 22 Marzo 05 @ 19:00 pm

Non penso che il tuo commerciante venda tutti i prodotti di una sola marca... è questo il senso della possibiltà di scelta.
Se invece vende i prodotti di una sola marca, chiamami ! ;-)

Dylan666 Dylan666 il 22 Marzo 05 @ 22:45 pm

Ma che c'entra? Se volesse potrebbe farlo! Come esistono i punti vendita esclusivamente Benetton, Ferrari, Prada, Swatch ecc. che vendono prodotti di un solo brand. Ognuno vende quello che vuole, le libertà del commericante è nel proporre, e a te di non andarci. Conosco molti punti vendita del commercio equo e solidale che vendono SOLO prodotti di quel tipo.
Mi puoi venire a parlare della "corretteza" del'imporre una scelta in questo modo, e io posso venirti a dire che la scelta non è tanto imposta (sai quanti bar ci sarebbero stati che la Coca-Cola l'avrebbero distribuita contando solo all'interno dell'ateneo?) e posso dirti che per merce di un certo tipo è giusto che si creino oasi con concorrenza meno oppressiva, ma qui siamo nell'opinabile.
Ma finché mi parli di questo fantomatico DOVERE del commerciante a DARE una gamma di prodotti più o meno vasta mi devi proprio far vedere dove sta scritto.

Dylan666 Dylan666 il 22 Marzo 05 @ 22:54 pm

Che poi veramente andiamo tanto in là col ragionamento quando il paradosso è sotto il naso: i distributori Coca-Cola non hanno al loro interno sono prodotti della stessa compagnia?

COCA-COLA, FANTA, SPRITE, NESTEA, BONAQUA, KINLEY, BEVERLY, MINUTE MAID, POWERADE, ICE LEMON

E allora non era pure questa una imposizione o limitazione nella scelta secondo il tuo ragionamento?
Non mi venire a dire che la democrazia e pluralità è nella diversità di gusti e di bevande distribuite perché ovviamente anche il commercio equo e solidale offre vari prodotti...

zendune zendune il 23 Marzo 05 @ 12:45 pm

Ma hai letto quello che ho scritto in precedenza sul distributore ?
La mia domanda era perché non è stato chiesto a Coca -Cola di accollarsi le spese del distributore permettendo un terzo dello spazio a prodotti equo e solidali. Invece in un luogo pubblico si sono imposti solo prodotti di un certo tipo (mi domando se sono state fatte gare, chi paga la macchinetta, ecc...)

Dylan666 Dylan666 il 23 Marzo 05 @ 22:24 pm

Business is business! Figuarti se la Coca-Cola concederebbe degli spazi nei loro distributori ESCLUSIVI a prodotti concorrenti di qualunque tipo!

zendune zendune il 24 Marzo 05 @ 07:01 am

Però pensi che qualcuno abbia provato almeno a fare la proposta ? A partarla avanti ?
La risposta è NO ed il motivo penso sia proprio indicato nell'indicazione di ale del 15.03 alle ore 16.12.

Dylan666 Dylan666 il 24 Marzo 05 @ 19:45 pm

Ma non è un motivo politico... è una richiesta talmente tanto assurda che non è nemmeno pensabile.

Ma ti pare che la Cocacola lo permetta, l'addetto al distributore si mette a cambiare i prodotti all'interno e vengono modificate le etichette sul menù per la scelta...? Pure al livello contrattuale andrebbe contro quanto stipulato all'inizio, dovrebbero rifare ad hoc il modulo del contratto... Come se a quelli gliene fregasse qualcosa poi! Non perché è la compagnia Coca-Cola, ma qualunque azienda ti direbbe: vuoi più prodotti? Cavoli tuoi, mettine un'altro distributore oltre al mio. E se gli dici "guarda che il tuo allora lo tolgo" non credo che il danno economico per la multinazionale sia lontanamente un problema...

luna11 luna11 il 25 Marzo 05 @ 01:40 am

Ma come si fa a dire che non è una scelta politica?
La motivazione ( Violazione dei diritti umani) è politica.
La scelta dei prodotti sostitutivi ( Prodotti del commercio equo e solidale)è politica.
Il comunicato del senato accademico utilizza un linguaggio politico di parte.
L'atto in se stesso è politico in quanto mirato a recare un danno d'immagine ,essendo il danno finanziario irrisorio per un'azienda di quel calibro.
Considerando che spesso i distributori automatici installati in queste comunità sono di proprietà di piccole aziende che nulla hanno a che vedere con la multinazionale presa di mira si capisce che tutta la vicenda è nata per sollevare un gran polverone intorno ad un nome che , volente o nolente , identifica una nazione.
Ma è anche ridicolo , sopratutto per un senato accademico,il tentativo di punire chi viola i diritti umani violando la nostra libertà di scelta.
Ridicolo o preoccupante , giudicate voi.

Dylan666 Dylan666 il 25 Marzo 05 @ 03:49 am

Che usare carta ricilata sia di destra o di sinistra così come usufruire del commercio equo e solidale lo lascio dire a altri. Per me è solo buon senso e sensibilità ecologica e filantropica.

Il danno d'immagine è venuto fuori dal polverone mediatico sollevatosi successivamente.

L'uguaglianza Coca-Cola = America l'ho già detto che non appartiene seconde me è strumentale per chi la notizia l'ha voluta costruire.

Che fare 10 passi per andare la bar dell'ateneo per prendere la bibita X invece di trovarsela pure sul pianerottolo sia un attentato alla democrazia e alla libertà di scelta lo trovo una esagerazione epocale, anzi un vittimismo ingiustificato.

Che poi il vendere solo Y invece di pure X sia una violazione di democrazia ancora non me lo avete dimostrato con alcuna citazione costituzionale o legislativa.

Se così fosse, chissa quanti edifici in cui si vendono solo bibite del marchio Coca-Cola lo stanno violando, eppure nessuno se ne preoccupa.

pjfry pjfry il 25 Marzo 05 @ 09:44 am

nei distributori automatici costa meno che al bar :D
per capire se è o no politica basta andare a vedere che lista studentesca ha presentato la richiesta, io non cerco perchè mi pare tempo sprecato

zendune zendune il 25 Marzo 05 @ 15:08 pm

luna11 è stata diretta centrando in pieno le motivazioni politiche (prima) e strumentali (dopo). Ergo, la scelta è una mera imposizione perché questo non è il modo di far riflettere le persone o di cambiare la loro sensibilità al problema (serio).

Dylan666 Dylan666 il 25 Marzo 05 @ 20:56 pm

Allora quando vedi sul piano della tua facoltà distributori SOLO della CocaCola ricordato che pure quella è una mera imposizione.
Ma nessuno si lamenta (purtroppo).

luna11 luna11 il 26 Marzo 05 @ 02:34 am

Alla fine ha prevalso il buon senso.
Ma che questa vicenda non avesse fini politici è difficile crederlo.
è politica la motivazione (violazione dei diritti umani)
è politico (e di parte)il linguaggio utilizzato
è politica (e di parte)persino la scelta dei prodotti sostitutivi(prodotti del commercio equo e solidale)
è politico l'atto in se perche mirato a denigrare un marchio che, volente o nolente , identifica una nazione e questo anche alla luce del fatto che la quasi totalità dei distributori automatici installati nelle comunità sono di proprietà di piccole aziende che con la multinazionale in questione non hanno niente da spartire.
Sarebbe stato ridicolo inoltre il tentativo di punire chi viola dei diritti umani violando la libertà di scelta degli studenti dell'università.
Ridicolo o preoccupante , fate voi.

luna11 luna11 il 26 Marzo 05 @ 02:38 am

Ho replicato ancora perchè non vedevo il mio intervento del 24.
Chiedo scusa.

luna11 luna11 il 28 Marzo 05 @ 17:51 pm

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