Chiuso il gruppo Uccidiamo Berlusconi. Il popolo di Facebook si ribella
Il ministro degli Interni Roberto Maroni ha fatto chiudere il gruppo di Facebook intitolato Uccidiamo Berlusconi. A nulla sono valse le difese del titolare del gruppo: per Maroni si pone un "problema di cultura", ma è stata anche evocata "l'apologia di reato". Ci saranno probabilmente delle denunce, agevolate dal fatto che su facebook in tanti si mostrano con nome e cognome, e non protetti da un nickname. E il gruppo, attualmente, è scomparso.
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3 commenti a "Chiuso il gruppo Uccidiamo Berlusconi. Il popolo di Facebook si ribella":
Questa è censura bella e buona ma in un paese democratico non ci dovrebbe essere la libertà di parola, di pensiero, di stampa, di associazione, ecc; ma quel ministro non fà parte di un partito che si chiama Popolo delle Libertà? Credo che questi politici non hanno molto ben chiaro il concetto di libertà.
Libertà? Popolo delle libertà? Ma di quale libertà parlano? Della loro. Di fare quello chevogliono in barba alle leggi e avere la libertà di bloccare chiunque gli sia contro in nome del popolo italiano (delle libertà).
Caro Gabriele,
un conto è la libertà, altro conto è commettere veri e propri reati come
l'istigazione a delinquere p.e. attraverso la rete.
In 15 anni avete avuto la possibilità di uccidere politicamente Berlusconi. Non
ci siete riusciti con il voto e non ci riuscirete con "il Duomo". Sta' in pace.
