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Antibufala: l'INPS scippa le liquidazioni!

Condividi:         ale 06 Ottobre 04 @ 07:00 am

(C) 2004 by Paolo Attivissimo

Sta circolando con l'intensità frenetica del miglior panico un appello via e-mail, secondo il quale l'INPS starebbe per scippare le liquidazioni.

L'appello annuncia che "Nei prossimi mesi verrà applicato il famoso decreto legge sul TFR (trattamento di fine rapporto=liquidazione) con il silenzio-assenso....Significa che se non facciamo niente, il nostro TFR verrà tolto dalla gestione delle nostre aziende ed assorbito in un fondo gestito dall'INPS comune a tutte le categorie."

L'appello afferma che questo significa che "non rivedremo mai più il capitale, ma solo un vitalizio a fine carriera di cui non si sa il valore" e che "se non si esprime volontariamente il diniego a questo trasferimento entro i sei mesi dall'approvazione del decreto, il 100% del TFR verrà definitivamente perso ed incorporato nel fondo comune di cui sopra".

Come se non bastasse, secondo l'appello "Se il mio TFR viene assorbito, non potrò più riaverlo neppure per motivi di salute o per la ristrutturazione o l'acquisto della casa, come invece avviene adesso".

L'allarme sarebbe urgente, perchè "Il decreto dovrebbe essere attuato verso novembre". E nella migliore tradizione delle catene di sant'Antonio, l'appello si conclude con un classico "SPERO CHE INVIERETE A PIU' PERSONE POSSIBILE QUESTE POCHE RIGHE".

Al momento in cui scrivo queste righe, l'appello ha appena iniziato a circolare: le prime segnalazioni mi sono giunte il 30 settembre 2004. Anche l'archivio dei newsgroup di Google non riporta nulla prima di questa data. Inoltre la materia fiscal-previdenziale, soprattutto quando c'è di mezzo il caos delle leggi italiane, è un vero labirinto, per cui l'indagine si preannuncia molto impegnativa. Se qualche esperto in materia può darmi una mano, gliene sarò grato.

Per il momento, quindi, questo appello non è ancora classificabile con certezza come bufala o non bufala e resta sotto indagine.

Comunque stiano le cose, occorre molta cautela nel diffondere questo tipo di appello. Vista la natura quasi "terroristica" del messaggio (vi scippano la liquidazione!!), c'è il rischio di creare un allarme eccessivo.

Sulla base delle informazioni che ho fino a questo punto, consiglierei come al solito di informarsi presso fonti affidabili prima di dare credito all'appello e diffonderlo. Del resto, è quello che dice persino l'appello, almeno in alcune sue varianti.

__Prime informazioni__
Un lettore (claudio.vern****) mi ha inviato un comunicato attribuito alla CISL (ne sto verificando l'autenticità) che sembra smentire quanto riportato dall'appello.

Il comunicato, datato 1 ottobre 2004, non si riferisce esclusivamente al testo dell'appello citato qui sopra, ma anche ad altri appelli analoghi circolanti in Rete. Vi consiglio di leggere integralmente il comunicato originale, reperibile con i dettagli e gli aggiornamenti di quest'indagine presso il Servizio Antibufala:
http://www.attivissimo.ne ... ala/tfr/tfr_sottratto.htm
Il comunicato CISL smentisce in più punti le varie affermazioni fatte dall'appello.

C'è anche un articolo tratto da "La Stampa Web" e riportato dal sito della Filcams/CGIL, che sembra smentire l'appello. http://www.filcams.cgil.i ... 6ee10036568f?OpenDocument
Secondo un comunicato COBAS datato 21 settembre 2004 e gentilmente inviatomi da una lettrice (l.villa), la riforma previdenziale dalla quale scaturisce questa serie di novità sarebbe stato approvato "il 29 luglio scorso" [2004] dal "Parlamento (con il voto di fiducia)". Sto chiedendo conferme di autenticità anche per questo comunicato, che è effettivamente piuttosto strano, dato che contiene, fra i dati "nascosti" dal sempre fido Microsoft Word nell'originale, le parole "I VIAGGI DEL VENTAGLIO".

Se leggendo i dettagli dell'indagine vi è venuto il mal di testa da burocratese, siete in buona compagnia: per questo per ora mi fermo qui.

In conclusione, sulla base dei dati raccolti fin qui, è sì in corso un importante cambiamento nella gestione delle liquidazioni, ma non nei termini descritti dall'appello. Diffonderlo è quindi fare disinformazione.

Ciao da Paolo.
www.attivissimo.net



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