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News: tutti i segreti di Internet

ADSL, ma quale banda larga?

Condividi:         Nikk 04 Marzo 05 @ 21:00 pm

Viaggio nei meandri della banda minima garantita e sull'effettiva disponibilità di risorse per il singolo utente. Qualche ISP ha iniziato ad aggiornarsi ma c'è molto da lavorare anche sulla trasparenza.

È cominciata la corsa per rendere le ADSL più trasparenti: un'avanguardia di provider italiani si sta sforzando di dire di più agli utenti sulle capacità effettive delle connessioni in listino, sulla banda reale che vi è allocata. Si cerca insomma di risolvere uno dei problemi delle ADSL nostrane: l'utente non può sapere, a tutti gli effetti, quello che sta acquistando.

Un'ADSL in Italia è come una bottiglia nera dove c'è scritto: fino a 2 litri. Bisogna aprirla, dopo l'acquisto, per capire quanto liquido c'è davvero. Il che non è bello per un mercato ormai quasi maturo (o che vorrebbe esserlo). "Il pubblico sta diventando più attento alla banda garantita, vuole andare oltre le apparenze", sostiene Cesare Veneziani, amministratore delegato di MC-link. "Per questo motivo da febbraio abbiamo cambiato il senso dei nostri valori di banda garantita. Ora danno in modo più preciso l'idea di quanta banda è assegnata a ciascuna ADSL". Una strada già imboccata da NGI, come pioniere. In futuro, potrebbe toccare a Wind, che sta meditando in questi giorni su nuovi valori da dichiarare, per rompere la nebulosità delle offerte ADSL.

Sia chiaro, si è fatto un passo avanti verso la trasparenza, ma il guado è appena cominciato: i principali provider italiani ancora tengono le proprie ADSL nella nebbia dove i valori di banda di picco sono pallidi fari, in mancanza di altri punti di riferimento.

La stessa svolta inaugurata da NGI e MC-link potrebbe creare confusione, in questa fase di passaggio, poiché adesso il valore di banda minima garantita è un concetto non univoco: significa cose diverse a seconda del provider. Manca insomma uno standard.

La maggior parte dei provider (eccetto quindi NGI e MC-link) indica ancora l'MCR (Minimum cell rate) come banda minima garantita dell'ADSL. È un valore che acquistano all'ingrosso da Telecom Italia, per ogni linea, insieme con la banda di picco. "È un concetto superato: significa soltanto quanta banda spetterà a ciascun utente nel caso in cui ci sia saturazione del VP (Virtual Path, Ndr). Ma un buon provider farà in modo che mai si giunga a questi livelli", afferma Luca Spada, amministratore delegato di NGI.

...continua la news tratta da Punto-Informatico.it



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