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News: tutti i segreti di Internet

EFF annuncia la sua battaglia contro i 10 peggiori brevetti

Condividi:         ale 09 Luglio 04 @ 11:00 am

Tramite petizioni online, EFF (Electronic Frontier Foundation) ha stilato un elenco dei peggiori 10 brevetti su cui inizierà una battaglia per la loro revoca.

Questi brevetti sono basati su semplici tecnologie e soprattutto su operazioni, che il pubblico prima di tutto e le aziende poi, compiono tutti i giorni. Si può quindi immaginare l'effetto negativo sullo sviluppo e la libera concorrenza, se per esempio ogni azienda che vende online dovesse pagare i diritti per il brevetto Numero 6.289.319 pagare con carta di credito online, oppure ancora se uno dovesse pagare delle royalty per includere nel suo sito personale, non commerciale, del video streaming.

Il problema è sia la prospettiva di dover pagare o di essere trascinato in cause legali, che soprattutto quella di un freno alla libera concorrenza e alla libera espressione su internet da parte anche di chi usa il web non per scopi commerciali. Facendo un altro esempio, ad un sito amatoriale in cui si apre una finestra pop-up, potrebbe essere richiesto il pagamento della licenza d'uso del brevetto numero 6.389.458 pop-up windows.

Questi brevetti sono:

One-click online shopping (U.S. Patent No. 5,960,411)
Online shopping carts (U.S. Patent No. 5,715,314)
The hyperlink (U.S. Patent No. 4,873,662)
Video streaming (U.S. Patent No. 5,132,992)
Internationalizing domain names (U.S. Patent No. 6,182,148)
Pop-up windows (U.S. Patent No. 6,389,458)
Targeted banner ads (U.S. Patent No. 6,026,368)
Paying with a credit card online (U.S. Patent No. 6,289,319)
Framed browsing (U.S. Patent Nos. 5,933,841 & 6,442,574)
Affiliate linking (U.S. Patent No. 6,029,141)

I brevetti spesso sono banali, per cui è facile per un'azienda violarne qualcuno incosapevolmente. Per questo EFF scende in campo proponendo 3 passi per revocare questi dannosi brevetti, il primo passo consiste nel trovare i peggiori brevetti, alcuni dei quali abbiamo sopra indicato, il secondo passo è identificare una cosiddetta "prior art": in pratica un precedente opera d'arte o d'ingegno che dimostri che quella società sta reclamando un brevetto su un qualcosa che esisteva già e che era stata gia fatta da qualcun altro. In ultimo bisogna documentare la dannosità che questi brevetti hanno sulla libera concorrenza e sullo sviluppo.

EFF, che consiglia anche di collaborare o dar supporto ad organizzazioni come Pubpat, comunicherà poi con l'U.S. Patent and Trademark Office per convincerlo a riesaminare questi brevetti.

Per maggiori informazioni visitare questo link.


News tratta da Programmazione.it


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