News: tutti i segreti di Internet

Cnel: sono 13,7 milioni i «navigatori» italiani

Condividi:         12 05 Maggio 04 @ 21:00 pm

In Italia sono almeno 13,7 i milioni di «navigatori» nella rete web, il 10% in più rispetto al 2002. Lo dice il Cnel a conclusione della ricerca «Internet e tipologie di consumo» condotta in collaborazione con l'Eurisko e illustrata oggi nel corso di un seminario nella sede di Villa Lubin.
Lo studio illustra scenario, dimensione socio-culturale, modalità d'uso e tipologie d'utente, consentendo quindi una verifica periodica della diffusione che i nuovi sistemi di comuncazione hanno in Italia tra cittadini e imprese. E la ricerca dice subito che, nonostante questi numeri, l'Italia in fatto di Internet è ancora indietro rispetto ad altri Paesi europei: mentre qui la diffusione copre il 28,5% della popolazione, in Germania si arriva al 60%, in Gran Bretagna al 54%, in Francia al 43%, e oltreoceano si arriva al 68% degli Stati Uniti. Peraltro la percentuale italiana scende al 18,9% se si calcolano solo coloro che si sono collegati alla rete web negli ultimi sette giorni. Altri dati offerti dallo studio indicano una crescita delle connessioni da casa propria (20,9%), ormai maggioritarie rispetto al luogo di lavoro (9,3%), all'abitazione di amici (5,5%), alla scuola (3,2%). Quasi la metà degli italiani (46,3%) possiede un pc in casa, e di questi uno su tre è collegato a Internet. Tra le regioni la maggiore diffusione si ha in Liguria (36,7%), seguita da Lombardia (36,4), Triveneto (35,5), Emilia Romagna (33,1), Piemonte-Valle d'Aosta (29,8), Lazio (29,2), Toscana 828,8), Marche-Umbria (25,5). In coda il sud: la Puglia è al 25,2%, la Campania al 23,2, la Sardegna al 22,7, Abruzzo-Molise al 21,3, la Sicilia al 18,7 e in Basilicata-Calabria la penetrazione è ferma al 17,8%. «L'uso di Internet negli ultimi anni - ha affermato la vicepresidente del Cnel, Francesca Santoro - ha prodotto trasformazioni epocali nelle nostre economie e società, determinando nuove opportunità ma anche nuove diseguaglianze ed esclusioni. Il settore dell'Ict (innovazione tecnologica legata al mondo della telefonia e della comunicazione, ndr) sta attraversando una fase di grande incertezza in Italia, dove continuano a pesare il 'regional divide' e la scarsità degli investimenti per l'innovazione e la ricerca». La rete inoltre è poco diffusa tra le donne e gli anziani, sebbene aumenti il numero di connessioni da casa, e per la vicepresidente del Cnl «appare non rinviabile un piano di alfabetizzazione informatica». Quanto poi al profilo di chi fa uso di Internet, la ricerca dice che il navigatore tipo è maschio, giovane ed istruito: alla rete si collega il 35,2% degli uomini (contro il 22,4% delle donne), il 57,7% della fascia d'età compresa tra i 14 e i 21 anni e il 48,9%tra i 25 e i 34. È del 33% la percentuale di navigatori di età tra i 35 e i 44 anni, e dell'8,7% per quelli di età dai 45 in poi. Naviga il 74,2% dei laureati, il 56,7% di chi ha il titolo di licenza media superiore, il 26,9% di quelli con licenza media inferiore e c'è un 3,1% di navigatori con la licenza elementare. C'è anche il fattore reddito nella ricerca: naviga nel web il 46% dei percettori di reddito alto.

Fonte
www.lastampa.it



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