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News: tutti i segreti di Internet

L'outsourcing aiuta l'economia statunitense

Condividi:         ale 11 Aprile 04 @ 13:00 pm

L’Information Technology Association of America (ITAA) ha recentemente diffuso i risultati di uno studio ("The Impact of Offshore IT Software and Services Outsourcing on the US Economy and the IT Industry" / "L'impatto dell'outsourcing del software e dei servizi IT sull'economia statunitense e nel settore dell'outsourcing"), realizzato dal gruppo di ricerca di Global Insight.

Lo studio ha rivelato con una certa sorpresa che sia la fornitura globale di programmi e servizi in ambito hi-tech, sia l’outsourcing dei lavori dell’IT sono pratiche vantaggiose per l'economia americana: aumentano l’occupazione ed incrementano la produttività. I vantaggi, tra cui si annoverano la crescita degli stipendi, delle esportazioni e del PIL ed il calo dell'inflazione, derivano dal miglioramento delle attività economiche, grazie anche e soprattutto al libero commercio, all'apertura dei mercati e ad una sana concorrenza.

Risulta evidente che i vantaggi derivanti dal libero commercio spingono l'economia statunitense - hanno dichiarato i ricercatori di Global Insight. - L'impiego di risorse offshore permette di ridurre i costi, di arginare l'inflazione, di abbassare i tassi di interesse, di aumentare la spesa e creare nuovi posti di lavoro. La sfida è assistere coloro che hanno perso il posto di lavoro ad inserirsi in altri settori produttivi.

Secondo lo studio, le spese per l'outsourcing dei programmi informatici e dei servizi dovrebbero passare da quasi 10 miliardi di dollari nel 2003 a 31 miliardi di dollari nel 2008, aumentando quindi di una tasso annuo composto del 26%. Nello stesso periodo, attraverso l'impiego di risorse offshore, aumenterà il risparmio totale, passando da 6,7 miliardi di dollari a 20,9 miliardi di dollari, il che dovrebbe comportare una diminuzione dell'inflazione e dei tassi di interesse ed una conseguente ripresa delle attività produttive. Il passo verso la creazione di nuovi posti di lavoro, sempre secondo lo studio in oggetto, sembra essere breve: nel 2003 sono stati oltre 90.000 i nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti e si prevede che nel 2008 saranno circa 317.000 soprattutto nei settori dell'edilizia, dei trasporti e dei servizi pubblici, dell'istruzione e della sanità, del commercio e dei servizi finanziari.

Da diverso tempo sosteniamo l'idea che l'approvvigionamento a livello mondiale permette di creare occupazione e di aumentare i salari effettivi dei lavoratori americani - ha dichiarato Harris Miller, presidente di ITAA. - Ora abbiamo i dati e possiamo provarlo. Questo studio permette di allontanare tutti i timori per lasciare spazio ad un'analisi profonda dell'economia, oltre a rappresentare un criterio attendibile e valido per tutti i mercati globali.


I risultati dello studio



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