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Generale: Dylan666 20 Dicembre 04 @ 00:01 am

11. Conclusione

Copyright© 1998 Federica Guerrini

La transizione verso la società dell'informazione dipendente dalla tecnologia informatica porta con sé nuove metafore e nuovi comportamenti. Con una fantasiosa metafora Baudrillard (1987) afferma che la sfera privata cessa d'essere il palcoscenico dove noi esistiamo come attori poiché siamo divenuti i terminali di reti multiple. Lo spazio pubblico dell'arena sociale è così ridotto allo spazio privato della nostra scrivania col computer che crea un nuovo regno semi-pubblico ma ristretto. In questa "telematica privata" gli individui sono trasportati dalla loro consolle ai controlli di una macchina ipotetica, isolati in una posizione di perfetta sovranità e ormai infinitamente distanti dall'universo originario: l'identità è ora creata tramite strategie simboliche e credenze collettive.

Abbiamo ipotizzato che l'identità simbolica dell'hacker crei una controcultura ricca e diversa, comprendente abilità altamente specializzate, reti di scambio di informazione, norme, gerarchie di status, linguaggi e significati simbolici condivisi. Gli elementi stilistici di tale identità costituiscono le caratteristiche principali del comportamento postmoderno, il quale cerca nuovi modi per abbattere le barriere esistenti. I rischi corsi da chi, come gli hacker, vive ai margini della legalità e tenta di sostituire le definizioni dominanti di comportamento accettabile con altre alternative, la giocosa parodia della cultura di massa e la sfida all'autorità costituiscono un'esplorazione dei limiti della tecno-cultura mentre, nel contempo, resistono ai significati legali che controllerebbero tali azioni. Le celebrazione degli (anti-) eroi riflette la promiscuità stilistica, l'eclettismo e la mescolanza di codici tipici dell'esperienza post-moderna.

Considerare gli hacker solo come l'ennesima forma di devianza oscura l'elemento ironico, sovversivo e mitico, la "volontà di potenza" Nieztschiana riflessa nel loro tentativo di conoscere a fondo la tecnologia sfidando contemporaneamente le forze che la controllano. Invece di abbracciare la cultura dominante, l'hacker ha creato un'irriducibile cultura alternativa che non può essere compresa se isolata dal contesto di cambiamento sociale, politico ed economico che stiamo sperimentando. Specialmente nelle controculture, infatti, gli oggetti sono creati per significare spesso sfociando nel "costruire uno stile, con un gesto di sfida o di disprezzo, con un sorriso o con un sogghigno. È il segnale di un Rifiuto. Mi piacerebbe pensare che tale rifiuto avesse un valore, che tali gesti avessero un significato..." (Hebdige 1979: 7).





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