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Carta di credito rubata: cosa riesco a fare?

Come rimuovere virus e spyware? Le carte di credito sono davvero sicure in rete? È possibile navigare anonimi? Con quali programmi tutelare la propria privacy? Come proteggere i file importanti? Se volete una risposta a queste e altre domande questo è il luogo giusto!

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Carta di credito rubata: cosa riesco a fare?

Postdi rita » 20/12/03 17:12

Cosa succede a chi acquista sul web con una carta di credito rubata? Supponendo di essere riusciti a carpire il numero di una carta di credito valida e il relativo codice PIN (che peraltro non tutti i siti richiedono), è possibile usarla senza che sia possibile risalire a chi l'ha utilizzata indebitamente? In caso di risposta negativa, è di qualche utilità nelle indagini conoscere l'indirizzo del destinatario del bene?
Il malfattore avrebbe maggiori possibilità di successo acquistando su un sito estero?
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Postdi dado » 20/12/03 19:03

Se è stata rubata e il padrone legittimo della CC ha già fatto denuncia (blocco della CC), non è possibile far nulla con quel numero di CC... altrimenti, certo, si possono fare acquisti. Ma è poi pur sempre possibile risalire all'IP del pc da cui è stato effettuato il pagamento 'incriminato' (certo, affidandosi agli strumenti della legge...). In pratica si restringe già il campo di ricerca... hai x caso come hobby il cercar di indovinare i numeri di CC? :D

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Postdi rita » 20/12/03 19:41

Ma l'IP non è affatto un problema con le tecniche attuali. E poi si potrebbe fare l'acquisto da un computer aziendale, universitario... in poche parole da un PC che non appartiene strettamente al malfattore, che può quindi celare la propria identità in 1000 modi! Per quanto riguarda l'indirizzo del destinatario, potrebbe trattarsi di un regalo del malfattore e quindi il destinatario in quanto tale non è direttamente imputabile.
Ma è davvero così semplice farla franca??? :undecided:
Faccio ricerca matematica, mi occupo di algoritmi e teoria della probabilità.

Grazie comunque! :)
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Postdi dado » 21/12/03 12:33

X qt riguarda pc aziendali ed universitari, ci sono i file di log che dicono chi usava il pc un certo giorno ad una certa ora e dicono cosa ha fatto l'utente e cosa ha visitato (almeno x l'università ne sono certo... x l'azienda, dipende magari da azienda a azienda). Basta andare a vedere a chi corrisponde il login fatto in quel pc nel momento in cui è stato effettuato l'acquisto con la CC rubata... secondo me, se uno non è un vero professionista del furto e di qs operazione, non è così difficile essere intercettati.

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Postdi rita » 21/12/03 14:20

Ma non basta usare un firewall per celare il proprio IP e impedire quindi di risalire al computer originario?
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Postdi kadosh » 21/12/03 14:44

Nei siti in cui si fanno acquisti online tramite CdC, l'IP della amcchina da cui si fa l'acquisto è sempre registrato, e non c'è Firewall che tenga perchè non lo si ottiene via rete ma da una semplice chiamata di codice del browser. Se poi la rete viene instradata da un Proxy o da un NAT poco importa, perchè poi andando a interrogare il Log delle connessioni si risale al PC che ha fatto QUELLA connessione.
Come dici tu però, io posso acquistare da un PC non mio, di un internet cafè o altro, e se non vieni registrato nessuno potrà mai sapere chi è stato.
Infine, gli acquisti fatti e consegnati ad un indirizzo fisico, vengono cmq sequestrati dall'autorità giudiziaria. ;)
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Postdi rita » 21/12/03 17:18

kadosh ha scritto:Infine, gli acquisti fatti e consegnati ad un indirizzo fisico, vengono cmq sequestrati dall'autorità giudiziaria. ;)

E sulla base di cosa??? Indizi, segnalazioni? Servono delle prove concrete prima di agire! Il sito sul quale è stato fatto l'acquisto può divulgare con questa semplicità i dati dei propri utenti? Non gli converrebbe visto che alla fine il bene viene confiscato e il pagamento annullato! Qualcosa mi dice che non può essere così semplice...
E se il bene nel frattempo è stato rivenduto?

Grazie anche a te!
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Postdi Plettro » 21/12/03 18:05

Io non me ne intendo, ma se c'è una denuncia, vai tranquilla che ci devono essere delle indagini e l'autorità giudiziaria può disporre di quel che vuole per capire le origini di una transazione economica, come dice Kadosh.
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Postdi kadosh » 21/12/03 19:38

Una persona che si accorge dell'uso della sua CdC indebito, chiama la sua banca, blocca la CdC e blocca il bonifico fatto, e di conseguenza tutti gli acquisti. Questo ovviamente se si controlla il proprio conto spesso, con una certa frequenza. Ad esempio, aiutai 2 anni fa un amico che si trovò 50 EUR in meno sul conto usati per ricaricare un tessera telefonica. I soldi tolti gli furono restituiti e la persona di dui risultò essere l'IP usato per la truffa, pagò i soldi alla banca di tasca sua, sotto l'egida della guardia di finanza.

Altro caso, una mia amica si accorse che le avevano clonato la CdC, migliaia di EUR spesi. Con l'aiuto delle forze dell'ordine e della banca furono rintracciati i colpevoli, 8 mesi fa, ed ora la banca, con le prove fornite dalle autorità, dovrò restituire i soldi sottratti alla mia amica.

D'altronde se fosse così facile usare le CdC...non si userebbero più no? ;)
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Postdi dado » 21/12/03 19:49

Come detto da Plettro, se l'autorità giudiziaria ordina al gestore del sito di consegnarli tutti i log, qs non può far altro che consegnarglieli, anche se contro voglia... ;)

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Postdi piercing » 21/12/03 21:26

Aggiungo inoltre che gli istituti titolari delle CdC sono assicurati contro le frodi...

e in linea di principio non si corre alcun rischio: al massimo qualche perdita di tempo.


Non riesco a capire il perchè invece ad oggi non sia possibile immettere invece della classica firma, un pin tipo bancomat, che comunque eleverebbe non di poco la sicurezza del mezzo di pagamento.

Rita, a cosa vuole tendere la tua domanda? Ti è successo qualche problema per cui puoi essere più specifica o è solo una curiosità generica?
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Postdi rita » 23/12/03 19:13

Mi rendo conto che la questione ha assunto un carattere più legale, che tecnico-informatico, per cui non mi aspetto ulteriori risposte, dato il carattere quasi off-topic della questione e vi ringrazio per quelle che ho già avuto.
Premettendo che non c'è nulla di personale nella domanda, la questione che mi sono posta è la seguente: supponendo di fare un acquisto on-line digitando i numeri della carta di credito completamente a caso (magari aiutati da un generatore), quante possibilità ci sono di acquistare realmente il bene facendola "franca"?
Ovviamente bisognerebbe vagliare gli innumerevoli casi in cui il numero, pur corretto, non appartiene ad una carta già rilasciata, ma questa è un'altra storia.
Riassumendo: è possibile in qualunque caso rilevare l'IP della macchina che ha effettuato l'ordine (non ci sono firewall o NAT che tengano), anche se questo non preclude in assoluto la possibilità di fare l'ordine (tramite PC non appartenente al malintenzionato). Contestualmente le forze dell'ordine procederebbero al sequestro del bene. Qui ho molte incertezze ma di natura, ovviamente, legale.

Grazie a tutti,

Rita
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Postdi kadosh » 24/12/03 00:30

Se non si potesse sempre risalire all'IP del committente le CdC sarebbero già morte e sepolte su Internet. 8)
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Postdi Blackheart » 12/01/04 14:15

kadosh ha scritto:Infine, gli acquisti fatti e consegnati ad un indirizzo fisico, vengono cmq sequestrati dall'autorità giudiziaria. ;)


Sono nuovo :)

Anche se leggermente in ritardo do' il mio contributo sulla questione....

Son molti che "abusano" di CdC rubate o clonate usando internet point che non richiedono registrazione e poi poggiandosi su indirizzi di appartamenti non abitati per farsi recapitare gli oggetti acquistati senza rischio di essere scovati o di sequestri .

Fortunatamente han creato le cdc precaricate con cui si limitano gli eventuali danni..
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Postdi kadosh » 12/01/04 15:12

Ciao Blackheart, ben arrivato. E' ovvio che ad ogni modo, fatta la legge trovato l'inganno ;)
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Postdi piercing » 12/01/04 17:18

Si ma anche in questo caso l'utente a cui è stata rubata la carta non corre rischi...

ripeto che per questi fenomeni gli istituti sono assicurati...
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Postdi Plettro » 16/01/04 12:29

Già in Italia son tutti iperdiffidenti per il commercio su internet...con queste discussioni poi!! ;-)
Internet è giovane tutto sommato per le sue potenzialità, penso.
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