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Qualità nel software

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Qualità nel software

Postdi rebol » 16/06/03 22:17

Desidero rubare cinque minuti di attenzione a tutti voi per rilevare le vostre impressioni su un argomento che mi ha fatto molto riflettere recentemente: la qualità nel software.
Nel mio corso di studi nella facoltà di Economia ho sostenuto un esame riguardante la qualità nelle merci, quindi conosco le problematiche teoriche, e pratiche, relative al discorso qualità. Mi stavo interrogando recentemente sul livello qualitativo dei software presenti sul mercato e mi è venuta l'idea che forse questo non è esattamente alto. A chi non si è mai inchiodato il computer? Chi non ha mai visto lo schermo blu alzi la mano... Ma a prescindere da questo, qual'è la nostra reazione a tutto ciò: semplicemente riavviamo e ricominciamo da dove eravamo fermi. Ora questo mi sembra un comportamento piuttosto strano, soprautto se paragonato al fatto che, se si ferma la nostra macchina per un guasto al motore o ai freni, derivante da un difetto di fabbricazione, oppure non funziona il climatizzatore o l'autoradio, difficilmente tireremo a campare (se scampiamo all'incidente) ma ne canteremo quattro al concessionario e al produttore. Non ne sono sicuro ma credo comunque che questo sia un comportamento diffuso. D'altro canto, quando la smart non superò l'evitamento dell'alce tutte le riviste di settore uscirono con copertine indicanti la piccola macchina di plastica, mentre invece sulle copertine delle riviste informatiche si preferisce dare più attenzione a performance positive piuttosto che negative (che comunque esistono).

Per un prodotto per il quale si dice sia destinato a prendere sempre più spazio nel futuro, è conveniente mantenere un profilo qualitativo così basso? E conveniente per chi poi? Secondo me non si tratta solamente del solito sfruttamento dei consumatori che non protestano, ma di qualcosa che ha una portata più generale. Se uno schermo blu o un kernel panic possono farmi perdere il lavoro di una sessione, altri errori hanno fatto andare in fiamme sonde spaziali, sistemi di protezione e automatismi vari.
Esistono secondo voi meccanismi sicuri in grado di far innalzare il livello qualitativo? Il modello di sviluppo libero può raggiungere in tali ambiti risultati superiori rispetto a quello proprietario? Oppure esistono altre strade per raggiungere lo stesso obiettivo?

Sarei curioso di leggere alcune opinioni su tale argomento.
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Postdi piercing » 16/06/03 23:58

sinceramente non riscontro un livello qualitativo così basso...

è solo che sono tecnologie nuove, veloci, mutevoli, e a forte interazione di componenti eterogenei...

la smart è un prodotto di serie... ed è per questo che la cosa fece scalpore... se domani si incendiassero tutti i portatili ASUS (tanto per dirne una) farebbe scalpore lo stesso...

I computer di ognuno di noi sono praticamente pezzi unici... pensa se ognuno di noi si costruisse l'auto in garage... che gliene fregherebbe a qualcuno se si cappotta la macchina del sig. rossi?

Il livello qualitativo di un pc si è drasticamente alzato negli ultimi tempi...

Se invece parliamo di software... beh.. il discorso è molto più complesso... ma a parte i prodotti di zio bill e quelli prodotti ad alto utilizzo di CPU non mi pare che ci siano tutte queste BSoD... e generalmente vengono rilasciate versioni aggiornate con estrema facilità.

Pensavo comunque che non mi si blocca il PC in maniera drastica da veramente un bel pò di tempo... credo almeno un anno... e campo sul pc praticamente 20 ore al giorno...

Diverso è il discorso della presa di coscienza degli utenti.... su quello il discorso è ben diverso... e forse molto più complesso...

ho dato il mio contributo.... ciao rebol ;)
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Postdi Frengo78 » 17/06/03 00:03

Errata corrige OT: era la classe A non la smart che poi fu dotata di ESP
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Postdi piercing » 17/06/03 00:33

Sei proprio della Vergine Frè.... :lol: :P
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Postdi rebol » 17/06/03 07:55

Sia la smart che la classe A, se non ricordo male, furono dotate di ESP per evitare il problema del cappottamento. Ho fatto l'esempio dell'auto perchè tradizionalmente è il segmento nel quale sono state maggiormente impiegate le tecniche di sviluppo e assicurazione della qualità.

Sono d'accordo con il fatto che le auto sono produzioni di serie, ma, in linea di massima, anche un software lo è. Windows 98 SE si può dire sia prodotto in serie, e questo in genere vale anche per qualsiasi altro tipo di software. Solamente, rispetto ad una classe A, ogni copia è identica. Io poi mi riferivo al software, in quanto, sotto questo punto di vista, risulta un prodotto anomalo.

Sono d'accordo anche io che per il fronte degli utenti la cosa è lunga e complessa, ma non so se dare la colpa agli utenti che non si lamentano o ai produttori che non li ascoltano.

C'è una cosa però sulla quale nessuno mi ha risposto: ovvero nella qualità del software potrebbe essere rilevante il modello di sviluppo? Esistono metodologie di sviluppo in grado di assicurare livelli qualitativi maggiori?

Grazie x l'attenzione :-)
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Postdi dado » 17/06/03 12:22

Voglio far l'avvocato del diavolo... spesso i programmi impallano il pc anche xè si scaricano da internet o li si crackano... quindi non sono proprio come 'mamma li ha fatti'... :D

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Postdi pjfry » 17/06/03 13:12

rebol ha scritto:C'è una cosa però sulla quale nessuno mi ha risposto: ovvero nella qualità del software potrebbe essere rilevante il modello di sviluppo? Esistono metodologie di sviluppo in grado di assicurare livelli qualitativi maggiori?

fondamentalmente si, c'è tutta una serie di standard che mirano a rendere la creazione di software il meno artigianale possibile... poi però si tratta di teorie che come al solito non è detto che vengano applicate :D
cmq riguardo alle automobili,secondo me c'è da considerare il fatto che una classe A (per esempio) è fatta interamente da mercedes, avrà pure qualche pezzo fatto da altri ma sempre sotto il controllo della casa produttrice... microsoft ha provato a proporre palladium ma giustamente è stata sommersa dalle critiche... secondo me se un sistema palladium si piantasse di continuo allora si potrebbe parlare di vera incompetenza,così come sono ora i PC non credo ci sia tantissimo da lamentarsi
pensa per esempio che per guidare una macchina devi avere la patente,mentre il pc lo usa chiunque... e se ad ogni distributore trovassi gente pronta a metterti benzina infetta (virus,trojan,spyware...)? :mmmh:
inoltre un sistema operativo deve funzionare su una serie di hardware spesso completamente differenti senza che l'utente se ne accorga, ti pare poco? ;)
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Postdi Frengo78 » 17/06/03 23:52

Beh secondo me i programmi e i programmatori sono gli artigiani e l'artigianato del terzo millennio.
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Postdi pjfry » 17/06/03 23:59

Frengo78 ha scritto:Beh secondo me i programmi e i programmatori sono gli artigiani e l'artigianato del terzo millennio.
appunto, ma non dovrebbero esserlo... era ok fino agli anni '80, ma poi l'informatica è diventata troppo importante per basarsi sull'artigianato...
insomma,un sw su misura per risolvere un problema può ancora basarsi sull'inventiva di un singolo, ma per far funzionare tutto ci vogliono degli standard e dei cicli di progettazione\produzione + seri ( purtroppo,aggiungerei... vuoi mettere il divertimento di cominciare a pasticciare con il codice prima ancora di aver stabilito con certezza cosa vuoi realizzare? :D )
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Postdi Mikizo » 18/06/03 00:19

pjfry, in pratica ti piace la filosofia Mac... oppure ho capito male?
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Postdi pjfry » 18/06/03 00:50

Mikizo ha scritto:pjfry, in pratica ti piace la filosofia Mac... oppure ho capito male?
ehm, l'unico Mac che conosco è quello di maniax,parli della sua filosofia ? :D :lol:
stavo cercando di ricordarmi qualcosa di ingegneria del software perchè c'erano proprio le cose che voleva sapere rebol, ma non sò se il concetto s'è capito :roll:
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Postdi Nicola » 18/06/03 12:05

Frengo78 ha scritto:Beh secondo me i programmi e i programmatori sono gli artigiani e l'artigianato del terzo millennio.


concordo ma lo vedo qualcosa di differente con una filosofia piu` ristretta e con codice non accessibile. tipo il macintosh come dice pjfry :D Poi beh speriamo che l'Open Source continui ;)
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Postdi luna11 » 18/06/03 21:40

Frengo78 ha scritto:Beh secondo me i programmi e i programmatori sono gli artigiani e l'artigianato del terzo millennio.

Volevi dire programmatori ed i programmi vero ? :)
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Postdi piercing » 19/06/03 00:50

Io mi vanto sempre del fatto di aver costruito software "bugfree".
Questo vuol dire che se avevo fissato l'ambiente di sviluppo (e quindi le condizioni a contorno) e se lavoravo da solo e non in team, il livello qualitativo che assicuravo era più che eccellente (scusate la sboronata, ma è la verità). Ci sono software che ho sviluppato che operano migliaia di transazioni giornaliere da anni, senza che si sia mai rilevato il più piccolo problema.

Il problema credo che nasca nella interazione di più persone su un progetto, su un ambiente che raccolga le configurazioni più disparate (sia hardware che software). Questo caso è proprio quello in cui opera MS.

Il discorso della retrocompatibilità è stato poi in questo senso un limite davvero enorme....
Cercare di costruire un palazzo di cemento armato su fondamenta di palafitte paleolitiche è un progetto di per sè sbagliato, che solo un ottimo marketing può riuscire a far non vedere.

La qualità scritta troppo spesso non ha nulla a che vedere con quella pratica... benchè riconosco che non ci siano altri metodi di poterla garantire.

;)
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Postdi rebol » 19/06/03 16:39

Vedo che sono stati portati alla luce degli spunti interessanti...

Innanzitutto mi preme dire che la qualità non riguarda solo l'assenza dei difetti, quanto la soddisfazione del cliente. Da quello che ho compreso dalle vostre parole per l'assicurazione di qualità servono tanto standard di lavorazione quanto standard di coordinazione. Questo è un discorso molto giusto e generale e, sebbene anche io sia dubbioso sul reale funzionamento della burocrazia a supporto della qualità, in pratica questi risulta essere l'unico modo per realizzare un sistema in grado di assicurarla.

Interessante anche lo spunto di Nicola, che si augura che l'Open Source continui. Sebbene non sarà mai dimostrato in maniera incontrovertibile, l'open source ha la fama di produrre software migliore. Ma da cosa dipende questa fama? E' un dato di fatto o solamente un flame? Se la miglioria riguarda solamente l'assenza di bug, si può ritenere che questo conduca a software qualitativamente migliore anche considerando altri parametri (ad esempio la facilità di utilizzo)?

byez

PS: pjfry, visto che hai chiamato in causa l'ingegneria del software, e dal momento che sembra che ci hai avuto a che fare, non è che per caso sai indicarmi dei riferimenti testuali (o anche siti web) dove approfondire la cosa?
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Postdi pjfry » 19/06/03 17:12

rebol ha scritto:PS: pjfry, visto che hai chiamato in causa l'ingegneria del software, e dal momento che sembra che ci hai avuto a che fare, non è che per caso sai indicarmi dei riferimenti testuali (o anche siti web) dove approfondire la cosa?

d'oh! ehm... praticamente di quell'esame mi resta solo una dispensa del prof che parla di un pò di tutto,in generale, e alla fine c'è un pò di bibliografia con una serie d libri credo in inglese che non ho mai visto...
cmq, se vuoi approfondire, all'atto pratico per la progettazione del software sarebbe indicato lo standard UML che indica vari mezzi per progettare il sw in modo modulare (per cercare di ovviare un pò al problema di lavoro di squadra cui parlava piercing, problema insolubile direi :D )... non è burocrazia, sono proprio mezzi per poter progettare e presentare un sw, cosa che non è immediata come un'automobile
per la qualità "burocratica", qui si parla di una norma ISO9000-3 che è rivolta alle aziende informatiche, non sò se può esserti utile
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Postdi rebol » 19/06/03 17:23

Ottimo, grazie. Conosco le norme della serie ISO, sia le 9000 (qualità) che le 14000 (ambiente) in quanto sono state oggetto di un corso della mia facoltà. Se hai ancora la bibliografia in inglese mi potrebbe essere utile darci uno sguardo.
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Postdi pjfry » 19/06/03 17:37

i.sommerville ; software engineering ; Addison-wesley 1995
rumbaugh,blaha,premerlani,eddy,lorensen ; object-oriented modeling and design ; prentice hall 1991
rumbaugh,jacobson,booch ; the unified modeling language reference manual ; addison-wesley 1999

come vedi è roba vecchiotta, ho copiato (a mano,è questo il problema, sennò te li passavo tutti :lol: ) solo i + nuovi... cmq se ti sembra veramente roba utile posso postarti anche gli altri,sono una decina in tutto ;)
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Postdi rebol » 20/06/03 16:04

Ti ringrazio, a me interessano sopratutto gli aspetti qualitativi, non tanto quelli ingegneristici, cmq come coordinate di ricerca vanno bene.

Mi piacerebbe approfondire il discorso sull'open source e la qualità del software...
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Postdi piercing » 21/06/03 16:12

rebol ha scritto:Mi piacerebbe approfondire il discorso sull'open source e la qualità del software...


intendi dire come fenomeni congiunti? o separatamente?
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