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Trambusto P2P

Discussioni e opinioni costruttive sul mondo dell'informatica.
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Trambusto P2P

Postdi Nemok » 02/06/03 23:00

Ragazzi è un po' che non ne parliamo (o mi sono perso io la discussione...).In questi giorni si sta facendo parecchio rumore su arresti vari riguardo il file-sharing. Un' articolo tra i tanti:
http://punto-informatico.it/p.asp?i=44293&p=2

Mi chiedo: secondo voi è il solito polverone oppure si sta muovendo qualcosa di concreto? Sinceramente mi sembra un po' eccessivo il rumore che si sta facendo, anche perchè personalmente non so quanto sia immediato "tracciare" (per citare l'articolo) un utente che utilizza un programma di file-sharing. Ammesso che individuino il percorso ip-provider-indirizzo reale, in che termini verrebbe gestito un'arresto? Se gli abitanti di quell'abitazione sono 4 chi mettono dentro? Come dimostrano che è stato uno di loro e non un'amico che passava di lì (ok parliamo per assurdo ma quando c'è la legge di mezzo bisogna tenere conto di tutto). E poi va dimostrato che quel file in effetti risiede sul pc dell' indiziato.

Mi sembra un po' come il discorso dell'autovelox: se scatta a causa di una autovettura che va a 250 Km/h e non fermano il conducente le autorità potranno fare in seguito una multa,al limite sequestrare l'auto,ma non tolgiere la patente o agire su una persona fisica:potrebbe essere stato chiunque alla guida in quel momento.

:-?
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Postdi kadosh » 02/06/03 23:15

Guarda Nemok, il discorso che han fatto è stato un altro. E' vero che stanno perseguendo la propagazione nel P2P di software ed mp3 illegali, coperti da diritti cioè, ma il metodo seguito fondamentalmente è uno: c'è un infiltrato che si occupa di entrare in contatto diretto con le persone che, dati alla mano, effettuano il maggior numero di scambi, download e richieste, sia su newsgroup, che su chat che ancora nei P2P.
In questo modo riescono a stabilire un regime di controllo decisamente molto più nitido, anche se copre un range minore di persone.
Però i risultati sono buoni, dato che la maggior parte di persone controllate avevano HD da 120 GB colmi di mp3 o sw, chi aveva più di 20000 canzoni su un HD, lasciando fuori poi i film porno ed il resto ancor più scabroso.
Se poi chi viene fuori da queste indagini è uno studente, un pensionato, un primario o un taxista non c'è da restarne stupiti direi.

E cmq, per rispondere a Nemok, il titolare del contratto e del telefono è sempre colui che risponde di ogni tipo di responsabilità, fino a prova contraria.

Che sia giusto è indiscutibile, l'affermazione del diritto d'autore è sacro santa, ma in questo modo penso colpirà solo chi ne abuserà in maniera pesante, non chi si diletta con poca roba e senza mantenerla sul PC troppo a lungo. 8)
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Postdi Triumph Of Steel » 03/06/03 00:12

c'è sempre il problema dell'IP dinamico (chi lo ha) e il permesso di chiedere i dati al provider per quel determinato IP collegato a tal giorno a tal ora...

giusto o non giusto... ci sono problemi maggiori e più gravi a livello di società/salute che farci rubare ancora i soldi dalla SIAE

è questo che "quelli con i poteri" non capiscono....
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Postdi pjfry » 03/06/03 00:36

dall'articolo di repubblica:
"Ci siamo accorti - spiegano gli inquirenti - che quasi tutti gli archivi si nutrivano da siti molto diffusi, come Kazaa, Gnutella, Winmx, Morpheus", luoghi della rete che gli investigatori definiscono "sostanzialmente incontrollabili". "Due giorni fa - dice uno dei cibermarescialli - intorno alle nove di sera erano collegati alla rete di Kazaa più tre milioni di utenti": un oceano di contatti in cui la caccia ai pirati si annuncia un'impresa titanica.

mi pare di capire che i p2p ancora sono tranquilli,no? :D
alla fine credo che come al solito abbiano cercato quelli che sullo sharing ci guadagnano,rivendendo la roba scaricata (se addirittura la vendono on-line...)
riguardo all'IP dinamico,se c'è la legge non credo sia un problema risalire all'utente
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Postdi Nicola » 03/06/03 12:50

controllare una rete peer 2 peer non e' facile da realizzare, bisogna analizzare i singoli clients connessi... e' per questo che AudioGalaxy ha chiuso mentre Kazaa ancora c'è ;)

Ciao
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Postdi brunok » 03/06/03 13:03

Vi rimando alla mia risposta sulla discussione ai diritti SIAE dove di riporta la provocatoria reazione di Clarence. Poi ognuno tragga la conclusioni che più ritiene opportune.

http://www.pc-facile.com/forum/viewtopi ... c&start=20
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Postdi pjfry » 03/06/03 13:29

scusa brunok ma secondo me non si potrà andare avanti sempre così,dicendo : "lo fanno tutti,non potranno mica arrestarci tutti..."
è lo stesso discorso dell'autovelox, è facile dire che vanno tutti oltre il limite, ma se poi ti beccano a 180 la multa te la prendi e ti tolgono la patente,no? se un giorno ti bussa la finanza perchè tra gli ip da controllare gli è capitato il tuo cosa gli rispondi,"lo fanno tutti"?
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Postdi brunok » 03/06/03 14:41

pjfry ha scritto:scusa brunok ma secondo me non si potrà andare avanti sempre così,dicendo : "lo fanno tutti,non potranno mica arrestarci tutti..."
è lo stesso discorso dell'autovelox, è facile dire che vanno tutti oltre il limite, ma se poi ti beccano a 180 la multa te la prendi e ti tolgono la patente,no? se un giorno ti bussa la finanza perchè tra gli ip da controllare gli è capitato il tuo cosa gli rispondi,"lo fanno tutti"?


Ciao Pifry.
No, forse non mi sono spiegato bene. La mia è solo una constatazione. La riprova che le cose come stanno non vanno. E che ciò porta una reazione, visto il malumore che riesce a generare dovuta non all'educazione, ma alla repressione. E secondo me ci sono cose molto più gravi dove le forze dell'ordine stipendiate con i soldi delle tasse dei cittadini dovrebbero dare alta priorità. Ora a me non va e non viene perchè i p2p non li ho nemmeno reinstallati dopo la formattazione di qualche tempo fa. E l'autovelox al massimo lo sforo di pochi km visto che da quando c'è il nuovo codice cerco di andare esattamente a quanto è consentito. Quando guido non bevo nemmeno un bicchierino. Proprio per prevenire eventuali spiacevoli sorprese.

Però non riconoscendo per giusta l'attuale situazione della tirannica Siae sono solidale con chi protesta. E più c'è gente che lo fa ed almeno è più difficile applicare certe ingiustizie. Allo stile di Robin Hood. Ed in fondo anche chi applica la legge lo pensa. Qualche amico che è nelle forze dell'ordine qualche tempo fa mi ha fatto dei commenti non proprio esaltanti. Non credere che nemmeno loro a neanche 1000 € al mese siano contenti di perseguire chi guadagna ancor meno di loro per proteggere i vips che vivono nella bambagia. Preferiscono tutto sommato che anche i vucumprà facciano la loro parte così piuttosto che perseguirli con l'unico risultato che poi passino a delinquere con atti pericolosi nei confronti del prossimo.

Ora ciò su cui non sono d'accordo è che un mp3 sembra diventato il reato più grave o quasi. Tutto qui. Le proporzioni devono essere mantenute.
E' come se quelli che vanno a 60 dove il limite è 50 si becchino 1000 € di multa e chi va a 150 la faccia franca, magari perchè la foto viene mossa.
Ecco ste cose fanno incaxxare anche i più tranquilli della terra.

Ciao. ;)
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Postdi Nicola » 03/06/03 16:21

Cmq IMHO è piu giusto punire similmente come si fa con l'autovelox che colpisce gli interessati che gravare su tutto il mercato comprendente anche clienti che non copiano CD e seguono le regole dei diritti d'autore. Certo così non si può trovare tutti ma come dice pjfry, le multe limitano i reati ;).
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Postdi Triumph Of Steel » 03/06/03 17:21

Dovrebbero multare quelli che i cd pirata li vendono!!

xchè se li hanno masterizzati, qualcuno li ha pur condivisi...

dov'è finito il vero significato di "sharing" ??
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Postdi brunok » 03/06/03 22:32

Forse la verità viene a galla:

News & Info: P2p retata bufala

Dopo i continui rumors riguardo controlli delle reti di file sharing ecco tutta la verità sull'accaduto....
Come è possibile leggere sul sito della Polizia di Stato i controlli riguardavano operazioni contro la pedofilia.
Attraverso file camuffati da mp3 era possibile divulgare e cedere materiale porno leggibile solo attraverso particolari software modificati.
Per ulteriori informazioni vi rimando al seguente link:

http://www.wintipsitalia.net/modules.ph ... le&sid=104

Pedofilia via Internet ora anche attraverso file musicali MP3

COMUNICATO STAMPA

La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha appena portato a termine in tutta Italia una vasta operazione volta al contrasto del fenomeno della diffusione, della divulgazione e della cessione di materiale pedo-pornografico sulla rete internet.

Sono oltre cento le perquisizioni eseguite dai Compartimenti della Polizia Postale della Campania e della Lombardia.

L’operazione ha permesso di individuare oltre cento soggetti che hanno divulgato in più occasioni immagini e filmati contenenti materiale pornografico minorile attraverso un nuovo metodo.

Infatti mediante lo scambio e la condivisione di files musicali MP3 con opportune modifiche nella configurazione del software era possibile ricercare e scambiare, tra tutti i computer collegati alla rete, immagini e filmati ritraesti minori in atti sessuali.

I destinatari dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria sono persone di tutti gli strati sociali e di tutte le età, in prevalenza studenti, poi professionisti, impiegati ed anche pensionati che operavano da personal computer installati sia in abitazioni private, sia in aziende ed uffici.

http://www.poliziadistato.it/pds/online ... 3/100.html

Avevo il dubbio/presentimento che la cosa fosse quantomeno esagerata. :P :P
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Postdi brunok » 03/06/03 22:42

Ancora:

GdF: il P2P non c'entra
A Punto Informatico le Fiamme Gialle spiegano: l'operazione anti-pirateria di questi giorni non ha nulla a che vedere con il peer-to-peer. Una smentita che pone fine alla quantità di polemiche e preoccupazioni scatenate dalle prime notizie


04/06/03 - News - Roma - Smentita ufficialmente una notizia che ha allarmato tutti: quella secondo cui un'indagine condotta online dalla Guardia di Finanza avrebbe avuto nel mirino i sistemi peer-to-peer e gli utenti italiani che ne fanno uso. Una notizia ripresa con allarme da numerose testate, compreso PI...........

Se da un lato è dunque difficile comprendere la genesi di una notizia che parlava di una operazione contro il P2P senza precedenti in Italia, dall'altro siamo invece di fronte ad una sonora smentita di quelle clamorose rivelazioni, annunci che hanno messo in allarme molti utenti internet e persino parlamentari, per le implicazioni che un'operazione del genere avrebbe avuto se fosse effettivamente avvenuta.

http://punto-informatico.it/p.asp?i=44323
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Postdi Nemok » 03/06/03 22:59

Ecco un'articolo di Paolo Attivissimo
http://www.theregister.co.uk/content/6/31011.html
e domani dovrebbe uscirne un altro su Apogeonline
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Postdi Nicola » 04/06/03 12:32

brunok ha scritto:Ancora:

GdF: il P2P non c'entra
A Punto Informatico le Fiamme Gialle spiegano: l'operazione anti-pirateria di questi giorni non ha nulla a che vedere con il peer-to-peer. Una smentita che pone fine alla quantità di polemiche e preoccupazioni scatenate dalle prime notizie


Vero. Cercano principalmente i proprietari di materiale pedopornografico su tutto il web, e anche sul p2p. Per esempio qualche giorno fa sulla rete IRC AzzurraNET c'è stato il controllo da parte della GdF ;)
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Grande Nemok

Postdi P4 » 18/06/03 15:19

Nemok.. c'è una cosa che hai detto nel primo messaggio che mi ha colpito molto.. come fanno a dimostrare che non sono stato io esempio ma un amico mio ? come fanno a capire chi usava il pc quell'ora ? Se un ladro .. o qualkun altro .. scusa Nemok ma proprio da stasera non scaricherò piu file .mp3 vorrei un tuo conforto.. cosa mi consigli?
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Postdi BianConiglio » 18/06/03 17:09

Tutto questo ha una morale :

Nella società moderna, nell'era dell'informazione, nulla crea piu scompiglio di informazioni contrastanti, amplificate o sabotate.
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Postdi Nemok » 18/06/03 19:25

P4 non sarò di certo io ad istigarti a scaricare mp3 o altro, ma ti assicuro che come ho già detto è stato un "trambusto" gratuito, tutto è stato smentito,basta leggere gli articoli a riguardo online.A destare l'attenzione è stato il fatto che se ne è parlato molto,i media hanno fatto un gran casino (anche in televisione) ma la maggior parte delle cose si sono rivelate inesatte se non fantasiose.....
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Postdi dado » 01/07/03 11:37

Da La Stampa di oggi:

INTERVISTA A ENZO MAZZA (FIMI)


Estate di fuoco
per i pirati di cd


I discografici Usa minacciano di denunciare
direttamente gli utenti online. E in Italia? Ecco
cosa rischia chi scarica musica gratis illegale

Luca Castelli
Si annuncia un’estate di fuoco per chi è abituato a scaricare musica da Internet. La Riaa (l’associazione che riunisce le major discografiche americane) ha dichiarato di essere pronta a individuare e denunciare direttamente gli utenti più assidui di programmi come Kazaa e Morpheus. Intanto in Italia il recepimento della direttiva europea sul copyright ha impresso un’accelerata alle inchieste contro la pirateria online. Inchieste che, come spiega Enzo Mazza, direttore generale della Fimi (Federazione industriale della musica italiana), hanno tuttavia un carattere molto diverso da quelle americane.
Anche in Italia l’abitudine al download sta causando grossi danni all’industria discografica?
In realtà qui il problema della pirateria online è ancora di piccole dimensioni. La vera piaga è la pirateria tradizionale, dove si stanno formando nuove aree grigie: micromercati in cui qualcuno duplica dischi con il masterizzatore casalingo e poi li vende a parenti, amici, compagni di scuola.
Il recepimento della direttiva europea sul copyright ha facilitato la lotta contro la pirateria?
Ha definito il concetto di «copia personale», che è soltanto quella realizzata per sé, per ascoltare un cd in macchina o per non rovinare l’originale. Tutto il resto non rientra in questo discorso, neanche il cd duplicato ai propri parenti. Ma più che un limite la «copia personale» è un diritto del consumatore.
Diventeranno quindi illegali i cd protetti da meccanismi anticopia distribuiti negli ultimi anni dalle case discografiche?
No, ma si farà in modo che permettano tutti i tipi di copia previsti dalla legge. Cosa che già avviene oggi. Però ci sono state delle lamentele sul fatto che alcuni cd non si riescono a sentire sul computer o sull’autoradio. Si è trattato di non più di duecento proteste su circa un milione e seicentomila dischi protetti distribuiti tra il 2002 e il 2003.
La Riaa sta per spedire le prime lettere di denuncia a chi mette a disposizione musica su Kazaa: c’è la possibilità che qualcuna di queste sorvoli l’oceano e raggiunga utenti italiani?
No, la Riaa sta lavorando soltanto con i provider americani. Per conto nostro stiamo proseguendo con le iniziative che portiamo avanti già da molto tempo. Abbiamo chiuso molti siti e bloccato i server di alcuni cloni di Napster. Inoltre, con una recente operazione siamo andati a colpire singole persone che scaricavano migliaia di canzoni da Internet e le rimettevano in vendita.
Cosa rischia oggi l’utente italiano che scarica musica da Internet?
A livello teorico chi scarica materiale coperto dal diritto d’autore rischia una sanzione amministrativa di 153 euro per ogni opera. Per l’«heavy uploader», colui che mette a disposizione migliaia di canzoni, entra invece in gioco anche il discorso penale.
Ma non c’è il rischio che simili sanzioni, magari dirette a un ragazzino che usa in maniera un po’ troppo disinvolta il computer, possano comportare una caduta d’immagine per le case discografiche?
Siamo arrivati a un punto in cui bisogna tutelare il mercato legale. So che circolano dei sondaggi in cui si dice che chi scarica musica da Internet ne acquista anche molta nei negozi, ma al tirar delle somme la verità è che i ragazzini scaricano un sacco di Mp3 e non comprano più niente. Inoltre oggi iniziano a essere disponibili servizi di distribuzione legale su Internet, un mercato nuovo che deve essere protetto.
Quanto dovremo aspettare perché arrivino in Italia?
Poco. E proprio il Music Store della Apple si rivelerà lo spartiacque. Per ora ha già venduto milioni di canzoni in poche settimane, dimostrando che il pubblico c’è ed è anche d’accordo nel comprare musica online. Basta offrirgli un servizio semplice, diretto, senza troppi meccanismi limitanti.
Gli stessi meccanismi che per anni sono stati imposti proprio dalle major.
E’ vero. Ma da autunno ne vedremo delle belle.

House: "Vede, tutti pensano che sia un paziente a causa del bastone"
Wilson: "Allora perchè non indossa un camice bianco come tutti noi?"
House: "Perchè altrimenti pensano che sia un medico".
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dado
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Postdi Nicola » 01/07/03 11:44

dado ha scritto:Cosa rischia oggi l’utente italiano che scarica musica da Internet?
A livello teorico chi scarica materiale coperto dal diritto d’autore rischia una sanzione amministrativa di 153 euro per ogni opera. Per l’«heavy uploader», colui che mette a disposizione migliaia di canzoni, entra invece in gioco anche il discorso penale.

Adesso non conviene neanche piu` condividire... prima era `buon senso` ora si rischia... :lol:

Cmq non scherzando IMHO si dovrebbero fermare a casi di persone che scaricano/condividono migliaia di canzoni e non il semplice utente con 20 files nella Shared Folder.
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