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A proposito della "Tassa SIAE"

Discussioni e opinioni costruttive sul mondo dell'informatica.
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Postdi Mikizo » 30/05/03 21:28

nel primo post marlon ha scritto:Sapete che per distribuire legalmente dei CD dimostrativi GRATUITI, contenenti IL VOSTRO software, dovete metterci il bollino SIAE?

sempre marlon ha scritto:L'altro giorno ho ricevuto da Microsoft una copia per usi interni del nuovo "Windows 2003 Server".
Anche se è in Italiano, e me l'ha spedita la filiale Italiana, NON HA il bollino SIAE.
Ed a ben pensarci non l'ho mai visto né sul loro software (o licenze cartacee) né su moltissimi altri programmi commercializzati sul territorio nazionale.

In effetti però il bollino sulle opere per elaboratore non è obbligatorio.
Riporto da Dirittodautore.it:
il contrassegno, secondo modalità e nelle ipotesi previste nel regolamento di cui al comma 4, che tiene conto di apposite convenzioni stipulate tra la S.I.A.E. e le categorie interessate, può non essere apposto sui supporti contenenti programmi per elaboratore disciplinati dal decreto legislativo 29 dicembre 1992, n. 518, utilizzati esclusivamente mediante elaboratore elettronico, sempre che tali programmi non contengano suoni, voci o sequenze di immagini in movimento tali da costituire opere fonografiche, cinematografiche o audiovisive intere, non realizzate espressamente per il programma per elaboratore, ovvero loro brani o parti eccedenti il cinquanta per cento dell'opera intera da cui sono tratti, che diano luogo a concorrenza all'utilizzazione economica delle opere medesime.


ancora marlon ha scritto:Non mi risulta che in nessuna parte del nostro ordinamento sia stato mai scritto che "DEVE essere istituita una società di nome SIAE che HA IL DIRITTO di imporre il rispetto del diritto d'autore sul territorio nazionale".


Niente di più inesatto, almeno in termini generici (nello specifico si può discutere sulle sfumature).
Riporto ancora da Dirittodautore.it:
La legge sul diritto d'autore definisce la S.I.A.E. come ente di diritto pubblico a base associativa: dottrina e giurisprudenza hanno qualificato tale definizione e sono attualmente concordi nel ritenere la Società un ente pubblico economico.[...cut...]Una delle sue funzioni principali, che è presente in entrambe le norme, è l'esercizio dell'attività di intermediazione. All'art. 180 si afferma che:

"L'attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l'esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, è riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.).
Tale attività è esercitata per effettuare:
1) la concessione, per conto e nell'interesse degli aventi diritto, di licenze e autorizzazioni per l'utilizzazione economica di opere tutelate;
2) la percezione dei proventi derivanti da dette licenze ed autorizzazioni;
3) la ripartizione dei proventi medesimi tra gli aventi diritto.
L'attività dell'ente si esercita altresì secondo le norme stabilite dal regolamento in quei paesi stranieri nei quali esso ha una rappresentanza organizzata".

Mi pare quindi che la SIAE sia per legge l'organo preposto all'esercizio del diritto d'autore, per intermediazione rispetto ai singoli soggetti.

marlon inoltre ha scritto:Non mi riesce di capire, allora, come faccia la $IAE a vivere nell'ombra senza comunicare a nessuno quanto realmente incassa, come lo spende e su quali basi lo suddivida.
La SIAE da vari anni è commissariata e quindi non è in condizione di nascondere alcunchè.


knowledge is a weapon... giusto?
non girate disarmati!

di seguito i link diretti alle pagine da cui ho citato:
http://www.dirittodautore.it/page.asp?idpagina=90
http://www.dirittodautore.it/page.asp?idpagina=20

comunque, non fa male leggere tutto il possibile all'interno del sito
in particolare vi segnalo questa pagina, nella quale sarà pubblicata a breve una FAQ sulla copia privata.
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Postdi RaigherCN » 30/05/03 22:55

allora, scusate per il mio modo barbaro di scrivere, in effetti tra disgrafia e fretta... poi alla maturatità presi 6,5 al tema di italiano per il contenuto, la mia forma fu giudicata prettamente infantile.

Voglio puntualizzare alcuni concetti:
A) SIAE - io non penso che codesta associazione sia oggi campione di chiarezza, utilità o quant'altro, fosse per me la rivedrei completamente. Certo l'abolizione non è fattibile con la normativa attuale.

B) Diritto di autore - beh anche io penso che certe cose sul diritto di autore vadano cambiate, ma credo che sia giusto esista, sulla durata si può discutere ma è giusto che chi crea una canzone, musica od opera letteraria venga remunerato. Poi se i diritti di sfruttamento vengono ceduti ad Editori o case discografiche a noi non deve interessare. Le case discografiche e gli Editori stampano, promuovono, distribuiscono un'opera e ne fanno di questa un successo oppure no, sono legittimati a farsi pagare per esso. Il prezzo di un bene viene stabilito dal produttore e dal mercato, dite che i cd costano cari ma si vede che ne vendono altrimenti i prezzi sarebbero già diminuiti. Non comprate cd e alla fine i prezzi scenderanno.

C) prezzi cd - mi dispiace ma sugli italiani ho imparato ad essere scettico, che dite del fumo? vado in pizzeria e mi fumano sotto il naso, e in treno piedi sui sedili dove ci sediamo tutti, prova a far presente la cosa anche gentilmente e rischi di prendertele ma il vaffanculo è il minimo che ti prendi. Tante cose possono essere care o troppo care e si può discutere ma da li in poi se una cosa cara non la compro ma non la rubo. Non ditemi che dato che tassano i cd mi devo sentirmi legittimato a copiare di più è una scusa niente altro che questo.

D) copiare la musica - è illegale se la musica è coperta da diritto d'autore non lo è se la musica non è coperta da diritti, nella stragrande maggioranza lo è, si può discutere o meno dell'utilità della SIAE ma gli unici che possono essere in grado di di valutare e modificarla sono quelli che dalla SIAE sono tutelati, la SIAE è un in fondo una sorta di sindacato come la CISL per esempio, si può anche criticare, ma in ogni caso molte leggi possiamo non condividerle ed è giusto cercare e lottare di cambiarle ma non di non rispettarle.

E) il prezzo dei CD - ripeto la fiducia verso i miei concittadini è scarsa perchè ogni giorni mi dimostrano di non meritarla, gente che attraversa la strada fuori dalle strisce quando ne ha ogni 25 mt, poi quando è in macchina si in........zza se gli altri fanno lo stesso,ne ho migliaia di esempi anche migliori di questo, questo dimostra come siamo tutti (io compreso) abili a darci giustificaiozni ogni volta qualcosa non va come vorremmo o non ci piace e invece di combattere prendiamo als trada più facile, la libertà la dobbiamo a chi ha combattuto perdondo anche la vita, eppure oggi al diamo per scontata e pensiamo che se noi siamo buoni tutti sono buoni. 10 euro per un cd sarebbe il 50% in meno di ora eppure basta leggere sui vari forum come questo sia considerato tanto ancora perchè in internet costa meno lo stesso vale per 5, 5 è sempre più di gratis e sono pochi a cui il cd originale e la musica interessa ad alta qualità.

Perchè scaricare musica gratis (coperta da diritto d'autore) dovrebbe essere legalizzato? se foste un autore lo pensereste? se io invento un prodotto, rivoluzionario oltre a guadagnare dalla vendita dello stesso, se lo brevetto e permetto lo sfruttamento guadagno sui diritti, ma per inventarlo ho sicuramente studiato. La musica è uguale ad un prodotto e data la sua peculiarità si presta ad essere distribuita in un modo particolare ed a essere duplicata illegalmente facilmente. Io chatto sulla rete irc e vi assicuro che a scaricare la musica sono la maggioranza, se si leggono varie news in internet si scopre che la banda larga si diffonde solo per quello, sarà anche difficile quantificare quanta musica si scarica e quanto dannoe ffettivo, dato che poi el case aumentano le vendite di cd di anno in anno, rest ail punto che oggi sembra che la musica sia un bene necessario al pari di pane e farmaci, a volte pure di più tutti a protestare per i prezzi dei cd e nessuno per i prezzi dei medicinali.

Io non dico che le case non sbaglino, ne che non abbia sbagliato lo stato, ho detto che la legge mi pare altamente anticostuzionale e pericolosa. Non dico che le case non sbagliano ma la musica non è un bene di prima necessità non ci vogliono leggi che regolino i prezzi, siamo in regime di libero mercato e ognuno fa le condizioni che vuole e noi siamo liberi o no di accettarle ma se non le accettiamo non possiamo rubare solo perchè legittimati dai prezzi alti. La tassa arriva ora e sonoa nni che si scarica musica gratis e non solo musica.

Quanto al fatto che chi non si comporta correttamente non ha diritto a protestare e si ne sono convinto, qualsiasi scusa mi do per copiare musica (e non dite che prima di internet non si copiavano i cd e prima ancora gli LP su nastro), abbiamo sempre una scusa per copaire illegalmente qualcosa, il prezzo è la principale ma ripeto se rubo musica perchè cara allora posso anche rubare una macchina perchè costa troppo cara o perchè il bollo auto è esagerato e le benzina costa troppo per le tasse. Se volgio cambiare le cose scendo in piazza faccio manifestazioni, io per esempio ho scritto alla presidente di dirittodautore.it perchè mi spiegasse a che pro la tassa la devo pagare per le mie lettere in word (legalemnte comprato), ho scritto a "mi manda rai3" per chiedere che intervengano e pure a striscia la notizia, è un inizio ma non scarico musica, se poi vado in trasmissione voglio poter dire che si io protesto e non copio, altrimenti allora sono come l'automobilista che si in.....zza quando vede i pedoni ad attraversare la strada fuori dalle strisce che sono poi a 10 mt e quando va a piedi lo fa lui.

Spero sia più chiaro mi sono impegnato di più scrivere decentemente e di rileggere, mi scuso se ancora non è lineare e pulito come i vostri post
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Postdi piercing » 30/05/03 23:25

mi piacerebbe comunque capire il perchè alcun CD di Microsoft sia effettivamente privo di ogni bollino, così comunque come quasi tutto il software commerciale... (dal Norton Antivirus ad Autocad)...

qualcuno mi spiega il motivo??
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Postdi Mikizo » 31/05/03 00:47

Ah piercing, se invece di star lì tra le nuvole leggessi con attenzione i miei post FONDAMENTALI.... :D
ehm... :roll:
beh, insomma, l'avevo già scritto, anzi ho citato la fonte dove lo spiega: per il software in pratica non è necessario applicare il bollino in certi casi (nei quali credo rientrino pienamente i prodotti Microsoft).
Ti incollo tutto il testo, la fonte è sempre la stessa.
Il contrassegno è apposto sui supporti ai soli fini della tutela dei diritti relativi alle opere dell'ingegno, previa attestazione da parte del richiedente dell'assolvimento degli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi. In presenza di seri indizi, la S.I.A.E. verifica, anche successivamente, circostanze ed elementi rilevanti ai fini dell'apposizione.
Fermo restando l'assolvimento degli obblighi relativi ai diritti di cui alla presente legge, il contrassegno, secondo modalità e nelle ipotesi previste nel regolamento di cui al comma 4, che tiene conto di apposite convenzioni stipulate tra la S.I.A.E. e le categorie interessate, può non essere apposto sui supporti contenenti programmi per elaboratore disciplinati dal decreto legislativo 29 dicembre 1992, n. 518, utilizzati esclusivamente mediante elaboratore elettronico, sempre che tali programmi non contengano suoni, voci o sequenze di immagini in movimento tali da costituire opere fonografiche, cinematografiche o audiovisive intere, non realizzate espressamente per il programma per elaboratore, ovvero loro brani o parti eccedenti il cinquanta per cento dell'opera intera da cui sono tratti, che diano luogo a concorrenza all'utilizzazione economica delle opere medesime. In tali ipotesi la legittimità dei prodotti, anche ai fini della tutela penale di cui all'articolo 171-bis, è comprovata da apposite dichiarazioni identificative che produttori e importatori preventivamente rendono alla S.I.A.E.

Non posso dire di conoscere tutte le leggi citate, ma il significato complessivo mi pare chiaro: se all'interno del software non c'è una rilevante parte video o audio che arrivi a costituire un vero e proprio prodotto audiovisivo a se' stante, si può essere esentati dall'applicazione del bollino, previo accordo e scambio di carte (ovviamente) con la SIAE stessa.
Questo, tra l'altro, credo valga per tutti, ma in genere uno preferisce tagliare la testa al toro, o magari viene mal consigliato, e finisce per mettere il bollino anche solo per distribuire il proprio programmino o la propria piccola presentazione (come qualcuno, marlon mi pare, ha detto di aver fatto).
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Postdi Mikizo » 31/05/03 00:57

Scusate, ma visto che molti si sbattono nel sostenere che la SIAE non ha diritto etc etc..., vi incollo questa cosa che mi sembra molto chiara.
Scusate se è un po' lunga.
La fonte è sempre Dirittodautore.it
Alla S.I.A.E. sono affidati dei compiti di vigilanza sullo svolgimento di determinate attività al fine di prevenire ed accertare eventuali violazioni del diritto d'autore. Tali compiti sono previsti dall'art. 182-bis, introdotto dalla legge n. 248/2000, il quale ha attibuito all'Autorità garante nelle comunicazioni e alla S.I.A.E. l'incarico di vigilare:
a) sull'attività di riproduzione e duplicazione con qualsiasi procedimento, su supporto audiovisivo, fonografico e qualsiasi altro supporto nonchè su impianti di utilizzazione in pubblico, via etere e via cavo, nonchè sull'attività di diffusione radiotelevisiva con qualsiasi mezzo effettuata;
b) sulla proiezione in sale cinematografiche di opere e registrazioni tutelate dalla normativa sul diritto dautore e sui diritti connessi al suo esercizio;
c) sulla distribuzione, la vendita, il noleggio, l'emissione e l'utilizzazione in qualsiasi forma dei supporti previsti alla lettera a);
d) sui centri di riproduzione pubblici o privati, i quali utilizzano nel proprio ambito o metto a disposizione di terzi, anche gratutitamente, apparecchi per fotocopia, xerocopia o analogo sistema di riproduzione.

Per lo svolgimento di questi compiti, l'Autorità garante nelle comunicazioni può conferire funzioni ispettive a propri funzionari ed agire in coordinamento con gli ispettori della S.I.A.E.. Gli ispettori possono accedere ai locali dove vengono svolte le attività di riproduzione, duplicazione, vendita, emissione via etere e via cavo o proiezione cinematografica nonchè le attività ad esse connesse. Inoltre essi possono richiedere l'esibizione della documentazione relativa all'attività svolta, agli strumenti e al materiale in lavorazione, in distribuzione, in fase di utilizzazione attraverso l'emissione o la ricezione via etere e via cavo o la proiezione cinematografica. Nel caso in cui questi locali però non siano aperti al pubblico, stabilimenti industriali o esercizi commerciali o emittenti radiotelevisive, l'accesso degli ispettori deve essere autorizzato dall'autorità giudiziaria.

Gli ispettori, nel momento in cui accertano una violazione delle norme a tutela del diritto d'autore, compilano un processo verbale che trasmettono immediatamente agli organi di polizia giudiziaria per il compimento degli atti previsti dagli articoli 347 e seguenti del codice di procedura penale.


Ora, questo è ciò che dice la legge.
Questo è ciò che è la SIAE.
A molti la SIAE non piace in tutte le sue funzioni (io sono il primo), ma penso che questo scopo di garanzia sia necessario. Se non lo facesse la SIAE, lo farebbe la Guardia di Finanza o qualcosa di simile.
I problemi che io individuo - al di là delle garanzie e del diritto di base -
sono:
1. L'IVA al 20% sui supporti audiovisivi, anzichè al 4% come sarebbe logico.
2. La "Tassa SIAE" sui supporti vergini (probabilmente incostituzionale, comunque spropositata e odiosa).
3. La concentrazione massiccia delle major e dei media sul fenomeno peer-to-peer anzichè sulla pirateria organizzata (leggi vendita di Cd falsi).
4. Una certa piagnoneria dell'indusatria discografica che non vuole ammettere di aver sbagliato i suoi calcoli e di aver atteso vacche grasse in una stagione di vacche magre (con tutto che le vendite sono in costante aumento - non ricordo la fonte ma appena la trovo ve la cito esattamente).
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Postdi luna11 » 31/05/03 23:34

E si continua a parlare solo ed esclusivamente di musica come se la tassa riguardasse esclusivamente questo settore.
Ripeto , esistono leggi che tutelano il diritto d'autore .
Saranno anche leggi disattese ma questo non giustifica una tassa su tutti i supporti registrabili.

E basta poi aprire un qualsiasi giornale per apprendere che uno dei settori più colpiti dai falsari e quello della moda.
Una bella tassa sui bottoni non ce la toglie nessuno.
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Re: Scusa se insisto...

Postdi GMG » 01/06/03 16:45

>Mikizo"]GMG, non vorrei entrare in polemica, ma in effetti dici una cosa >ben diversa da quella che dicevi prima e sulla quale ti chiedevo lumi.

>Mi sembra invece che invece di spiegarti te ne sia andato per altri lidi.

Ti do parzialmente ragione e mi scuso per i giri di parole
e la scarsa chiarezza del mio secondo post.....
l'ho scritto velocemente 'in pausa caffè' e non ho avuto
il tempo di rileggerlo.


>Spero di riassumere efficacemente il tuo ultimo post nel concetto che "la >tassa SIAE serve a coprire presunte perdite causate solo da alcuni, >rifacendosi ingiustamente su tutti".

questo, nel mio post, non l'ho detto io l'ha detto un
funzionario SIAE intervistato da Reporter....

>Questa però è una banalità ed è il punto su cui tutti concordiamo.
>Ben diverso è dire che
"Scaricare musica è illegale a >causa di norme poco democratiche"....

>1. Non vedo coincidenza tra i due concetti. Se il problema è mio (non >capisco + una cippa), ditemelo, che mi metto in cura. :D
>2. Scaricare musica è illegale - punto - mi sembra corretto in se', non >certo "a causa di norme poco democratiche" - e la presa di coscienza di >questo fatto mi sembrerebbe un ottimo punto di partenza per poi poter >discutere serenamente delle altre questioni.

Come altri ribadiscono meglio di me scaricare musica
non è illegale.......lo si vuole rendere illegale solo per
tutelare una parte forte contro una parte debole.....
Per farlo usano tutti i mezzucci legali che Marlon
efficacemente descrive...

quello che volevo sottolineare nel mio 'confuso'
post era la probabile ineguatezza del Decreto Legislativo
nel ripettare appieno il dettato costituzionale sulla
equità ed equipollenza delle leggi....

però come avrete capito sebbene con mio grande rammarico
ho un pò di confusione in testa quando cerco di parlare
di Costituzione.....
forse è a causa di questa diffusa confusione ed incomprensione
delle norme costituzionali che molti legislatori si permettono
di fare leggi 'sul filo del rasoio' se non oltre.

Nota:
io sono un vecchio rocker, suonavo, ho lavorato dietro ai
mixer per anni, ho lavorato con molti dei cantanti più
famosi in italia.....
in casa ho praticamente solo cd originali (salvo qualche
canzoncina per le mie bambine che ho trovato in mp3)....

ultimamente mi piace molto la musica classica
ed un mio caro amico mi stà educando al jazz...
il rock stà sempre più diventando un amore da soffitta...

non mi piace ascoltare gli mp3 per cui non ne ho e non ne faccio,
considero già troppo la decadenza di qualità musicale dovuta
al passaggio LP - CD....

sarà la vecchiaia ma penso che la musica, quella con la M
maiuscola non debba avere padroni....
come i monumenti ed i grandi quadri, come le chiese
le piazze ed i palazzi, come un bel panorama....
solo nella gratuita fruizione l'arte, umana o divina,
raggiunge il suo vero scopo....

ve l'immaginate la Gioconda chiusa (come tante meravigliose
opere d'arte) nel pied a ter de tal miliardario......
Leonardo non la dipinse per questo, anche se ne ricavò
un profitto sicuramente pensava (come tutti i veri artisti)
dovesse essere ammirata da tutti quelli che lo volessero....

ciao
GMG
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Postdi brunok » 02/06/03 15:47

Sentita qualche giorno fa in Tv (in un telegiornale): intervistando un finanziere, credo un ufficiale, questi ha affermato che è legale scaricare un mp3 dalla rete purchè venga cancellato entro 24 ore dall'HD del pc ed ovviamente non salvato su nessun tipo di supporto. Ora non ho sentito da che tipo di siti (siano abilitati intendo) ma credo non fossero inclusi i programmi p2p.
Mi è rimasto il dubbio se sia effettivamente possibile ed in che modo ed in che quantità (1 al giorno, 2, 5).
Poi se ad esempio si paga per scaricare da Napster ad esempio (quindi legalissimo visto che i diritti adesso li pagano) che ci si può fare con quell'mp3. E via dicendo. Purtroppo non ho sentito tutto, e mi sono incuriosito, viste anche le notizie piuttosto contrastanti di questi giorni, che in ogni caso servono a creare almeno confusione ed incertezza.
Fun World ;) :) :D
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Commenti vari post-WeekEnd

Postdi marlon » 03/06/03 12:24

___MIKIZO___

Grazie mille dei chiarimenti e delle citazioni riguardo alla legittimazione che la $IAE (scusate, ma il mio correttore ortografico ha preso il sopravvento... :-))) si è "guadagnata" per poter fare i suoi stramaledetti comodi coprendoli con un velo di legalità.

Sul sito in questione non avevo approfondito in quanto, dopo aver letto quanto riportato da Punto Informatico il 15 maggio scorso (Link = http://punto-informatico.it/p.asp?i=44100), successivamente ripreso in altri articoli dello stesso P.I. (link = http://punto-informatico.it/p.asp?i=44115) mi è sembrato che l'atteggiamento dei gestori del sito fosse non solo di parte ma anche contrario al buon senso ed al comune sentire.

Chiaramente gli articoli che citi sono Legge e vanno presi come tali.

Tuttavia quando la gente di dirittodautore.it commenta il decreto, salendo in cattedra affinché noi - piccoli ed ignoranti - si possa capire, mi cascano le palle.

Soprattutto nei primi tre punti:

1 - il fatto che la si chiami "tassa" è improprio.
In effetti la tassa va allo stato in cambio di servizi.
Questo abominio funziona come una tassa senza esserlo:
paghi obbligatoriamente (non allo stato) ma di servizi in cambio non ne hai!
Invece di denunciare una simile mostruosità, questi eminenti studiosi del Diritti, la difendono a spada tratta.

2 - Il denaro raccolto non si sa né a chi finisce né in base a quali criteri di riparto.
Il fatto che la SIAE sia commissariata non mi sembra abbia mai aiutato a comprendere i meccanismi più reconditi sulla spartizione della torta.
Vedi anche le pagine RAI su Report (Link = http://www.report.rai.it/servizio.asp?s=82)

3 - Il concetto di equità che il presidente di Dirittodautore.it sostiene è quantomeno discutibile, e denuncia la sua gravissima mancanza di conoscenza della materia.

Se io, povero ignorante, posso incappare in qualche scivolone (es.: sulla legittimazione legale della SIAE, tanto per citarne uno), ciò non è ammissibile da parte di chi dovrebbe, per deontologia professionale, sapere di cosa parla ed aver quindi analizzato fino all'ultimo sottocomma il testo della legge.


Il concetto di "equità" viene abbinato al concetto di "compromesso".

Non nego che possano esistere compromessi "equi".
Quello che trovo aberrante è che il termine possa essere applicato a questo decreto e addirittura possa essere difeso ad oltranza.

Sei io fossi stato l'estensore della legge (ipotesi), e per leggerezza l'avessi redatto così com'è rendendomi conto solo dopo l'approvazione dei risvolti perversi che comportava, me ne sarei stato zitto e buono.

Dalla reazione di questa gente, sembra che siano stati usati come consulenti legali per la stesura del testo e debbano quindi giustificare il loro operato di fronte ai committenti.


Oltretutto c'è un errore di fondo.
La copia privata, purché non a scopo di lucro, è sempre stata legalmente consensita sia in Italia che in Europa che negli USA.
Non è stata introdotto con questo decreto come il tipo sembra credere.

Da quel che vien detto, pare che si sia raggiunto un nuovo e determinante traguardo per il Diritto: "Pensa! da oggi puoi fare il backup legale delle tue cose!".

SBAGLIATO!

Il backup legale esisteva già, mentre il nuovo decreto, legittimando l'uso delle protezioni elettroniche, ha fatto sì che - essendone impedito per legge l'aggiramento - il tuo diritto diventasse non usufruibile.

E' stato messo un recinto invalicabile intorno ai tuoi diritti: sei libero di andare dove ti pare, anche in Perù, ma se valichi la linea che ho tracciato col gesso a 3 metri da casa tua sei un malfattore.

Come Henry Ford: "le mie auto sono disponibili in ogni colore purché sia nero" (cito a braccio).

Insomma: l'atteggiamento di dirittodautore.it è sfacciatamente di parte e quindi, di tutto quel che scrivono sul sito, vale la pena di andare a consultare solo le sezioni che riportano i testi delle leggi (come peraltro hai fatto tu).

Ripeto che non sono nessuno, io, per criticare questi esimi professori.
Non ho le lauree in legge né l'esperienza che vantano loro.
Ma lasciatemi dire che non occorre essere il capo dei Vigili Urbani per capire se un'auto sta viaggiando contromano.
Bastano due occhi collegati ad un cervello (acceso, ovviamente).


Riguardo al bollino $IAE non so cosa dirti.
Basta guardare e chiedere in giro.
Quel che vedi e senti è "bollini dappertutto".

Sarà che la gente non ha voglia di sbattezzarsi a spulciare le leggi; sarà che le leggi, in Italia, vengo interpretate in 16 modi diversi (tutti corretti!); sarà che quando viene interpellata, la $IAE ti risponde immancabilmente che ci vogliono.

Ho visto VHS e DVD che contengono semplici trailer di film dotati di bollino; anche se difficilmente possono essere ritenute "opere audiovisive intere" oppure contenere più del 50% del film originale.

La mia esperienza l'ho già descritta: software e ideazione mia, realizzata con opere di secoli fa. Eppure...

Siamo stati mal consigliati?

Non sarebbe stata l'unica volta (la stessa cosa mi è stata detta in merito a dei Cd contenenti delle presentazioni ed una demo di un nostro applicativo).

Forse il fatto che non ci sia chiarezza fa sì che i fabbricanti preferiscano, nel dubbio, farti pagare il bollino anche se in realtà non dovresti.

Mi sembrano quei commercialisti che, per non sbattersi, ti fanno pagare più del dovuto. "tanto nessuno si lamenterà!".

Certo è che non mi sono sentito nemmeno un briciolo più tutelato dalla presenza di quel dannato adesivo.


Tra l'altro hai notato come lo posizionano sempre "a pene di segugio"?
Praticamente ti costringono ad eliminarlo fisicamente per poter usufruire dell'oggetto.

C'è molta malizia nel metterlo proprio sull'apertura...



Comunque, per concludere.

Mi sono presentato senza munizioni alla battaglia.
Ma anche chi le munizioni le avrebbe, spesso e volentieri sbaglia bersaglio.

Il fatto che la SIAE sia legittimata a difendere certi diritti mi lascia comunque più che perplesso: avrei preferito (e non li amo particolarmente) che si fosse scelta la strada di creare una sezione apposita nella Guardia di Finanza.
Per lo meno, avrebbero trovato meno facilità nello schierarsi dalla parte degli editori.



___RAIGHERCN___


Innanzitutti un applauso!
Leggibilità del post = 7+ (come si usava un tempo...).


Punto A

Perché l'abolizione la vedi impossibile "per la normativa attuale"?

Gli obblighi imposti dalle leggi esistono a prescindere dal fatto che esista o meno qualcuno che le fa rispettare.

Come si è più volte scritto, chi infrange una legge si deve prendere le proprie responsabilità.

La presenza di un entità "repressiva" serve a "convincere" i più recalcitranti che le regole civili che ci siamo dati devono essere rispettate.

Stiamo parlando di utopia, è chiaro, ma in un mondo dove tutti rispettassimo i diritti altrui non servirebbero multe ma soltanto "richiami" che ti facessero notare che quel che stai facendo lede le libertà o i diritti di un altro.

Purtroppo la repressione è necessaria per via dei soliti furbetti, ma non dimentichiamo che è sempre "posteriore" al fatto.
Ed in quanto tale dovrebbe esser vista per educare a non ripetere gli errori, non a compensare qualcuno per i danni subiti.

Intendo dire che se mi fanno una multa per eccesso di velocità, il messaggio che mi dovrebbe arrivare è "devo rispettare i limiti".
I soldi che mi tolgono, realmente, non vanno a compensare nessuno per la mia infrazione.

Le multe preventive non funzionano né funzioneranno mai.

Mancano della funzione di insegnamento insita nell'istituto stesso.

Tantomeno quelle che rimborsano per dei presunti diritti perduti.


Punto B

Anche io ritengo che sia giusto prevedere la possibilità di sfruttare il Diritto d'Autore.
Purché non sia un obbligo.

Alcuni scienziati in passato hanno liberamente deciso di non sfruttare i diritti delle loro scoperte ed hanno salvato migliaia di vite umane.

Se il diritto fosse stato imposto per legge non avrebbero potuto farlo.

Te le vedi le aziende farmaceutiche che regalano roba?
Per quel che le riguarda possono crepare tutti!

Ad ogni modo non sono del tutto d'accordo che non ci deve interessare se il diritto di AUTORE passa all'EDITORE.

Ad esso dovrebbe essere possibile trasferire solo un limitato (nel tempo e nei modi) "diritto di sfruttamento" dell'opera.

Non possiamo considerare un'opera come una merce in un caso e come una cosa particolare nell'altro, a seconda di come ci fa comodo in quel momento.

Se è una merce, e quindi la vendo come tale, perché l'intermediario deve percepire qualcosa che vada al di là del semplice margine tra acquisto e vendita?

Perché promuove il mio disco?

Beh!
Anche il negoziante lo fa.
Diamo le royalty anche a lui?

Dato che sono per la libertà, comunque, mi piacebbe che ciascuno potesse fare ciò che vuole delle cose che ha creato. Anche vendere il pacchetto completo.

Però troverei aberrante un principio legale che rendesse brevettare la filastrocca del "giro giro tondo" solo perché, essendo "priva di autori", chi la promuovesse e la rendesse di nuovo popolare, potrebbe mandare la $IAE per gli asili a riscuotere l'obolo.


Punti C, D, E

Sulle leggi che regolano i prezzi di un bene dovrebbe esistere il libero mercato e la concorrenza.
E' tutto vero fino a che non c'è una categoria così pesante che si accorda coi propri simili per fare cartello.

Nessuno se ne è mai occupato in merito alla musica o ai DVD, ma dubito che troverebbe facile spiegare come mai un CD costa oggi 19 Euro.

Li compro da quando esistono e mi ricordo che all'epoca li pagavo tra le 15 e le 17.000 Lire.
C'erano solo 1 o 2 fabbriche in Europa ed erano tutti d'importazione.
Spesso contenevano dei brani extra rispetto all'LP.

Immagino che allora i costi di produzione ed importazione costituissero una parte consistente del prezzo di vendita (e non dimentichiamoci che le novità tecnologiche te le fanno pagare da sempre più care di quel che sarebbe logico).

Ora i Cd te li tirano dietro gratis alle fiere o te li allegano al giornale con 2 euro.

Il CD-R (tecnologicamente più avanzati) li pagavi anche meno di 30 centesimi.

Il costo industriale è bassissimo e le fabbriche le trovi anche in mezzo al deserto.

Certo c'è stata l'inflazione, ma mi sembra arduo giustificare con essa un tale aumento dei prezzi.

Sono invece d'accordissimo sul fatto che un po' di sana fame contrinuirebbe a far calare il costo di questi beni di consumo.


Peccato che il dato di vendita in calo sarebbe prontamente giustificato come "dovuto alla pirateria".


Non ci piove sul concetto che copiare illegalmente (non per uso personale ma per lucro) sia un'azione riprovevole, così come lo scaricare roba dalla rete.

Non piove nemmeno sul fatto che il prezzo alto possa essere una giustificazione morale.
Gli esempi che hai portato e che potresti portare sono innegabilmente calzanti.

Anche io sono convinto che l'Italiano medio, lasciato libero di fare quel che gli pare, regredirebbe all'età della pietra nel giro di poche settimane.

L'illogicità di certi comportamenti e la prevaricazione del più forte sul più debole sono sotto gli occhi di tutti.

Il problema è che quando sono attuati dal "popolo bue" è una cosa, quando invece a praticare questi sport è la classe dirigente il fatto si fa grave.

Mi riferisco al solito decreto.

La $IAE si ritiene tanto forte da prevaricare i diritti legittimi di tanta gente e quindi, avendo il coltello dalla parte del manico, non esita ad affondare il colpo.

Non succede solo in Italia, purtroppo.
Forse è un problema sociale di "noi umani".

Dai una carica o metti una divisa a chiunque: si sentirà automaticamente un gradino sopra gli altri e comincerà ad applicare il "potere" di cui dispone in maniera inflessibile.


Ciò premesso, continuo a pensarla come prima.
Se il prezzo fosse percepito come equo molte persone in più comprerebbero il CD regolare.

Non c'è poi tutta questa voglia di illegalità dichiarata, nel mondo.


Molti continuerebbero a rubare (musica, automobili, merendine), ma molti che ora lo fanno, troverebbero che il gioco non vale la candela.

Non è solo il fattore economico a favorire il diffondersi di queste attività.


La facilità tecnica con cui si scarica un brano dalla rete è disarmante.
Molti, non appena hanno un po' di banda a disposizione, lo fanno.

Poi si accorgono che i 30 Giga scaricati nemmeno li ascoltano.
Lo fanno per il gusto di farlo e, prima o poi, si stancano e la smettono.
E' la novità che li attrae.
Il fatto di poter fare qualcosa di illecito li elettrizza.
Si sentono ribelli.

Di quelli che conosco, in effetti, questo atteggiamento è prevalente tra i giovanissimi.
Vogliono sentirsi originali e trasgressivi a tutti i costi.

Qualche volta si accorgono da sé che quel che fanno non serve nemmeno a loro e soprattutto di originale (non mi riferisco ai CD, maligni!) hanno ben poco.


Comunque.

"Chi infrange una regola non ha diritto a lamentarsi".

Mah!
Se mi beccano sull'autobus senza biglietto, ho poco da dire: devo pagare e tacere.

Diverso è il caso di cui stiamo parlando.

Il biglietto è aumentato PER TUTTI perché l'azienda degli autobus dice che c'è parecchia gente che viaggia a scrocco.

Se permetti, io che il biglietto lo pago, mi arrabbio sì!

Che rimettano i bigliettai in vettura, capperi!
Quando c'erano non potevi fare tanto il furbo...


Lo stesso la $IAE.

Le leggi c'erano anche prima, ed anche prima non potevi vendere copie pirata.

Che facciano i loro controlli e puniscano chi non è in regola!

Senza multe miliardarie, però, altrimenti chi le deve applicare non lo fa.

Se mettessero una multa di 800.000 Euro per chi guida col cellulare all'orecchio, finirebbero sul giornale i primi 20 sfigati (e stupidi) che vengono beccati dal vigile.

Poi, dato che sarebbe palese l'impossibilità di applicare a cuor leggero una simile cifra, sarebbero le stesse forze dell'ordine a chiudere un occhio e a derubricare la "guida col cellulare! sono 800.000 Euro" in un "ha la cintura slacciata, fanno 50 Euro, ma stia attento che se la ribecco...".

La pena DEVE essere istruttiva e, se possibile, difficile da evitare.


Quelli che attraversano la strada a 20 metri dalle strisce, se sapessero che li beccano nel 99% dei casi, non lo farebbero.

Siamo fatti così!
Ci fa più rabbia pagare 20 Euro di multa che non rischiare la pelle.

La multa mette in luce le nostre debolezze e ci fa sentire stupidi.
Non è l'importo ma il fatto che siamo stati visti fare una cosa sbagliata.


Spendiamo milioni per comprare un'auto robusta, con 8 airbag e l'ABS, e poi lasciamo il pupo in piena libertà sul sedile anteriore, mentre distrattamente viaggiamo col cellulare all'orecchio e le cinture slacciate.

Per questi atteggiamenti occorrerebbe una continua repressione.

Altro che incidenti del sabato sera: in tutta la settimana c'è gente che si ammazza.


E' una scusa che l'organico non basta.
Manca un banalissimo studio su quanto si incasserebbe nel multare le infrazioni più pericolose.
Forse si scoprirebbe che, oltre a molti morti in meno, lo stipendio del vigile/poliziotto si pagherebbe alla grande.

Chiudo qui il discorso perché sto divagando.
A nessuno, me compreso, farebbe piacere vivere in uno stato di polizia.
Però sono d'accordo con te che a molta gente che infrange disinvoltamente le regole del buon vivere civile (rispetto dei diritti altrui, musica compresa), una bastonata sulle orecchie ogni tanto bisognerebbe darla.


Altro.

Anche io ho scritto a diversi siti e trasmissioni.
Il più delle volte senza ricevere nemmeno un cenno di risposta preformattato.

Credo che il problema stia nel fatto che siamo stati in pochi a farlo.

Se tutti quelli che hanno letto questo forum (o altri), o che hanno semplicemente saputo della cosa, si fossero fatti parte attiva nello scrivere due righe, questa gente avrebbero capito che di persone scontente ce ne sono tante.

Purtroppo anche noi che stiamo approfondendo la cosa, siamo un club ristretto e finiremo immancabilmente per averne a noia di rimpallarci le nostre opinioni.
Seguirà il diradamento dei post ed il successivo silenzio tombale sull'argomento.

Tutti ci sentiremo defraudati dei nostri diritti e ci sarà qualcuno che, invece del democratico dialogo o della lettera di protesta, troverà comoda la scorciatoia auto-giustificante del "pago quindi copio".




____ANCORA MIKIZO____


Leggendo i vari passaggi che riporti nel post delle ore 1:00 si evince una cosa chiarissima:

il potere della $IAE ricade sempre ed esclusivamente nel dominio "ispettivo".

Non ha poteri di polizia, tanto che le occorre una autorizzazione specifica per accedere ai luoghi non aperti al pubblico, e può solo rilevare le eventuali infrazioni dettagliandole in un verbale.

Se anche rileva una irregolarità non può lei, in prima persona, comminare un'ammenda.

Perché allora, con il famoso decreto, le si è dato il diritto di tassarci?


Per il resto concordo, anche se l'IVA al 4% da sola non basterebbe a far molto.


Personalmente mi andrebbe bene di mantenere l'IVA al 20% purché:

- le major la smettessero di romperci le palle con i loro noiosi piagnistei;
- la piantassero di parlare di P2P e dessero contro alla vera pirateria;
- la finissero di attribuire alla $IAE tutto il potere che ha;
- eliminassero l'equivalenza "masterizzatore o CD-R = copia pirata";
- togliessero questa assurda tassa sul bit.



___LUNA11____

Ben detto!

Che la piantino di parlare di musica quando invece dovrebbero discutere dei diritti personali che hanno infranto e delle tasse imposte alle memorie per le fotocamere digitali.

E la moda?

Boh!

Io vedo da sempre i Marocchini che vendono le borse di Vuitton...

Hanno persino fatto una sorta di "liberalizzazione" legiferando che "non può trattarsi di vera frode in quanto, chiunque comprasse una borsa di Prada su di un marciapiede, non potrebbe certo pretendere di aver comprato del materiale originale".

Sarebbe come dire: in gabbia non vogliamo metterli, punirli nemmeno, lasciamoli là ma sappiate che vendono roba falsa.

Siamo alla frutta, ragazzi!

Se non ci fosse la $IAE a difendere i nostri interessi, legalizzerebbero anche l'extracomunitario che vende CD...
...gli imporrebbero il bollino "attenti! materiale irregolare!".

Grazie SIAE!

Bleah!
:-(((




____GMG____


Carissimo.

La Costituzione non è poi così criptica.

Né tu devi sentirti stupido.

Sono le leggi ed i decreti attuativi che sono scritti in maniera da non essere capiti.
Ovvero da richiedere per forza una interpretazione.

Un apparecchio ben costruito lo usi subito e bene, senza bisogno di leggere il manuale.
Quando te lo vendono con un libro di 200 pagine e magari una videocassetta, evita di coprarlo perché forse è fatto male.

Tornando alle leggi.
Dove non c'è chiarezza ci si può muovere con molto più agio e si possono mantenere intatti gli interessi di gente che, in apparenza, dovrebbe essere danneggiata dalla legge stessa.


Non ho mai capito che problema c'è a porre le cose nella maniera più semplice e lineare.


Se il 740 lo potesse fare un ragazzo delle medie, ci sarebbe meno evasione fiscale e comunque sarebbe difficile dimostrare la propria buona fede in caso di errori "fortunosamente" a favore del contribuente.


Oltretutto, mentre nel resto del mondo un Giudice basa le proprie sentenze anche in base a quelle emesse dai suoi colleghi in situazioni simili (Giurisprudenza), qui da noi ogni tribunale è Repubblica.

Se giri in topless a Viareggio ti multano, se lo fai a Pescara ti arrestano e se cammini con le poppe al vento a Capri ti applaudono.

Le leggi sono uguali per tutti.
L'applicazione delle stesse no.


Qui le leggi ci sarebbero già e sarebbero anche abbastanza chiare.

Il CD che compri puoi ascoltarlo illimitatamente e pure duplicarlo per scopi personali.
Non puoi copiarlo per lucro, nemmeno per regalarlo ad un amico (sia col P2P che in altre maniera); non puoi trasmetterlo alla radio o impiegarlo in uno spot o in un film.

Questi sono i diritti che acquisisci comprandolo.

Se ti beccano a fare dell'altro sei passibile di punizione.


Sulla questione che la Musica non dovrebbe avere padroni posso essere a grandi linee d'accordo, anche se la "M" maiuscola sarebbe da capire chi la attribuisce.

Ci sono Quadri e Cattedrali che, con tutto il rispetto, a me non piacciono.
Se fossi io a giudicare, non metterei la maiuscola.

L'Arte, quella moderna, è un po' un darsela ad intendere.


Certa musica che è arte per me non lo sarebbe per te.

E comunque ribadisco il mio concetto: se diritti devono esserci, occorre che siano legati all'autore e non siano automaticamente estesi a tutta la categoria.

Altrimenti assisteresti a scene in cui il tipografo pretende soldi per ogni copia di un libro che non ha scritto lui.

Semplifichiamo la cosa.
Deve essere l'autore che definisce i confini di volta in volta.


E se decide di regalare una canzone al mondo, non vedo perché l'editore dovrebbe beccarci dei soldi oltre al rimborso per le spese che ha sostenuto.



___BRUNOK____


Se la gente, prima di parlare, si informasse un pochino o semplicemente ragionasse, certe castronerie non le sentiresti.

Questa gente che va in TV a sparare sentenze non ha nemmeno idea dei danni che fa.

Facciamo un ragionamento logico:
lo scarico in "locale" di una canzone equivale ad una duplicazione.

Se l'hai fatta perché ne hai diritto (possiedi il CD originale e non la userai per scopi diversi dall'ascolto personale oppure hai pagato al sito i diritti di download ed uso) te la puoi tenere.

Negli altri casi non è che 1 minuto o 1 giorno cambino lo stato di illegalità.

Non è che se riporti la merendina che hai rubato al supermercato entro 24 ore non sei più un ladro...

Se l'hai pagata alla cassa (o sei il figlio del titolare :-), allora mangiatela e basta.


Però tutti quelli che hanno sentito questa imbecillità alla TV (Mikizo, non è che ora troverai un'altra legge che mi smentisce, vero? ;-) potrebbero essere tratti in inganno e quindi fare cose non regolari pensando di essere nel giusto.

Quelli che vanno in TV dovrebbero parlare con competenza e cognizione di causa, mentre spesso si arrogano il diritto di spiegarti cose che non conoscono.


Fine anche di questo ennesimo MegaPost.

Sono aperte le sottoscrizioni per il referendum abrogativo del Marlon.

M;-)
marlon
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Postdi brunok » 03/06/03 12:44



Se la gente, prima di parlare, si informasse un pochino o semplicemente ragionasse, certe castronerie non le sentiresti.

Questa gente che va in TV a sparare sentenze non ha nemmeno idea dei danni che fa.

Facciamo un ragionamento logico:
lo scarico in "locale" di una canzone equivale ad una duplicazione.

Se l'hai fatta perché ne hai diritto (possiedi il CD originale e non la userai per scopi diversi dall'ascolto personale oppure hai pagato al sito i diritti di download ed uso) te la puoi tenere.

Negli altri casi non è che 1 minuto o 1 giorno cambino lo stato di illegalità.

Non è che se riporti la merendina che hai rubato al supermercato entro 24 ore non sei più un ladro...

Se l'hai pagata alla cassa (o sei il figlio del titolare :-), allora mangiatela e basta.


Però tutti quelli che hanno sentito questa imbecillità alla TV (Mikizo, non è che ora troverai un'altra legge che mi smentisce, vero? ;-) potrebbero essere tratti in inganno e quindi fare cose non regolari pensando di essere nel giusto.

Quelli che vanno in TV dovrebbero parlare con competenza e cognizione di causa, mentre spesso si arrogano il diritto di spiegarti cose che non conoscono


Per l'appunto, intanto rcosì regna solo una gran bella confusione :eeh:

Intanto ho visto la risposta su Clarence alle ultime presunte persecuzioni:

[quote] da Clarence:
"Clarence fuorilegge: scaricato un mp3! Fatevi arrestare anche voi...
L'annuncio scuote il Web italiano: la Guardia di Finanza sta indagando 3.000 navigatori privati perché avrebbero downloadato musica, software e film dalla Rete, violando la legge sul copyright. Se avete ascoltato a sbafo un mp3 di Madonna, tremate: potreste finire in galera sul serio. Contro tutto ciò, Clarence si autodenuncia: abbiamo scaricato e ascoltato un mp3! Fatelo anche voi! E' bellissimo provare il brivido del fuorilegge! In più, contro questo nuovo reato, suggeriamo modifiche al codice penale: tra le condanne più crudeli, un giro sui blog italiani...

Arrestatemi: ho downloadato un mp3!


Lo scoop è di Repubblica: 3.000 navigatori privati del Web italiano sono indagati per avere scaricato mp3, film e software da Internet, e presto riceveranno l'avviso di garanzia nell'àmbito di un'inchiesta a vasto raggio della Guardia di Finanza di Milano. L'accusa è paradossale almeno quanto è pesante: violazione del diritto d'autore e ricettazione. I finanzieri sono penetrati nei newsgroup (capirai l'impresa...) e hanno preso contatto con smanettoni del peer to peer, ma anche con scaricatori non professionisti, gente comune che navigava e downloadava contenuti protetti da copyright in maniera del tutto occasionale. "Questi soggetti non sono hacker, né pirati - spiega il comandante della Squadra pronto impiego delle Fiamme Gialle, Mario Leone Piccinni - sono gente comune. Professionisti, studenti, impiegati. I casalinghi, li chiamiamo noi". Al momento molti dei tremila sono ancora ignoti. Uno però non è affatto ignoto: sono io.

Sì, sono io, arrestatemi, fustigatemi, posso suggerirvi supplizi fantastici che farebbero la gioia di sadici aguzzini psicotici. Anzi, facciamo così: in fondo a questo appello, in diversi e articolati punti, vi suggerisco alcune pene di impressionante violenza che potete infliggermi per avere scaricato gratis un mp3.
L'mp3 in questione è protetto da copyright. E' un file audio preziosissimo e molto ricercato. Una grande casa di produzione dovrebbe vantare i diritti di questa goduria sonora e, pertanto, può tentare di farmi causa. Ammetto a priori la mia colpa personale: dichiaro, nel pieno possesso delle mie facoltà, che ho ascoltato e provato immenso piacere nello scaricare questo file, e persino nel fare partire il media player che me ne ha permesso l'ascolto. Sono fuorilegge a tutti gli effetti.
Godete anche voi, diventate fuorilegge insieme a me! Raramente si è visto, su un organo di informazione su scala nazionale, apparire una proposta così indecente e scabrosa: siate peccaminosi, fatevi tentare, downloadate il file audio linkato qui sotto nel box!"
[quote]

Indubbiamente una maniera originale e provocatoria di protestare.
Certo che se lo facessero tutti... :D :lol:
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Postdi Mikizo » 03/06/03 15:22

Rispondo molto sinteticamente a marlon: ottimo, sono d'accordo più o meno su tutto.
Ovviamente neanch'io concordo con il parere che trapela dai commenti di Dirittodautore.it, ma come avrai capito utilizzo quel sito per capire qualcosa delle leggi sull'argomento, perchè se non altro è molto completo e rapidamente aggiornato in questo senso.

In dettaglio sui 3 punti:
1 - D'accordissimo
2 - Grazie della segnalazione, cerco di informarmi in modo più preciso.
3 - Non mi esprimo sulle conoscenze del presidente di Dirittodautore.it, anche a me però pare che non ci sia nulla di equo.

Sul backup:
Il backup legale esisteva già, mentre il nuovo decreto, legittimando l'uso delle protezioni elettroniche, ha fatto sì che - essendone impedito per legge l'aggiramento - il tuo diritto diventasse non usufruibile.

In effetti la fregatura è nascosta lì.
Io sto nel mio piccolo studiando un mezzo per aggirare a mia volta l'ostacolo.
Propongo l'idea:
1. Collego l'uscita del lettore Cd all'ingresso della scheda audio, e mi registro integralmente un cd protetto col sistema "copy protected".
NB, in questo modo lo registro sull'HD, a mio modo di vedere NON lo copio.
2. Masterizzo il risultato su un CD-R, magari separando le tracce in modo che il cd "somigli" all'originale.
3. Vado in giro con la mia copia di backup (alla quale ho diritto, per legge), realizzata "senza violare il sistema anticopia" (io non ho craccato proprio niente) e aspetto di essere beccato
4. Faccio ricorso all'eventuale multa o denuncia e vediamo che succede.

Che ve ne pare?
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Mah!

Postdi marlon » 03/06/03 17:12

Allora.

Dato che la copia per via analogica non è quasi mai impedibile (non esiste un MacroVision per l'audio e un'uscita analogica è pur sempre presente), è di fatto l'unica consentita
Mi pare che anche il decreto dica qualcosa in merito.

Non so pronunciarmi su di una copia perfetta di un CD fatta tramite un software che permetta il Bit-To-Bit.
Ho come l'impressione che la considererebbero come una infrazione al sistema anticopia (se c'è il sistema anticopia non avresti potuto copiare senza infrangerlo...).

Il guaio è: chi certifica che il sistema anticopia sia DAVVERO anticopia?

C'è un sistema di protezione che si basa sul fatto che la prima traccia ad essere letta dai lettori CD nei PC è quella esterna.

Qui viene registrata una traccia "PC-Compatibile" che contiene il launcher per il player software e ti impedisce di accedere all'area più interna che è stata masterizzata in maniera normale.

Se questa traccia è illeggibile (es.: per colpa di un graffio o di un frego di pennarello) tutto torna magicamente a funzionare come sui lettori "normali" per CD.

Questi, non leggendo l'area dati, quando rilevano l'errore provano a muovere il PickUp più all'interno e... tadà! arrivano alla traccia audio.


In altre parole: potresti avere un Cd protetto che, per un colpo durante il trasporto, si è sprotetto da se.


A me sembrano tutte baggianate: chi vuole, divieto o non divieto, la copia se la fa o se la procura.

L'interesse ad infrangere una protezione è massimo per chi ci fa del guadagno rivendendo le copie private.

NOI, utenti ONESTI, desideriamo semplicemente farci una copia per tenerla in macchina (un paio di volte me l'hanno aperta e mi hanno fregato i CD) oppure realizzare una compilation PER SOLO USO PERSONALE.

Così si finisce con il bastonare l'onesto che vuole fare usi leciti mentre non si fa un baffo al piratone che - in c..o alla qualità - alla peggio si fa una copia analogica.

Non hanno ancora capito, 'sta gente, che la corda è troppo tesa e la brava gente si sta stufando.

Mah!

Sono sempre più schifato.

Anche io ho letto gli articoli di repubblica.it e di Punto Informatico.

Non so che peso dare alla faccenda.

Spesso fanno tanto rumore per mettere paura alla gente.

Per chi fa cose illegali mi sta bene, ma per gli altri mi pare proprio esagerato l'accanimento.
Ma che se la prendano con quei F.D.P. dei pedofili.
Almeno spenderebbero bene i nostri soldi di contribuenti.

Rincorrere con accanimento il ragazzino o l'impiegato che si è scaricato un MP3 è una fesseria che denota da un lato la mancata capacità di dare una priorità alle cose e dall'altra la sudditanza alle multinazionali del disco.

E' come mettere in galera chi calpesta le aiuole e chiudere un occhio su chi sgozza la suocera.

Certo che i primi sono più semplici da additare al pubblico ludibrio come "incivili".

Ciaooo

M.
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Postdi brunok » 03/06/03 22:23

Così si finisce con il bastonare l'onesto che vuole fare usi leciti mentre non si fa un baffo al piratone che - in c..o alla qualità - alla peggio si fa una copia analogica.

Non hanno ancora capito, 'sta gente, che la corda è troppo tesa e la brava gente si sta stufando.

Mah!

Sono sempre più schifato.

Anche io ho letto gli articoli di repubblica.it e di Punto Informatico.

Non so che peso dare alla faccenda.

Spesso fanno tanto rumore per mettere paura alla gente.

Per chi fa cose illegali mi sta bene, ma per gli altri mi pare proprio esagerato l'accanimento.
Ma che se la prendano con quei F.D.P. dei pedofili.
Almeno spenderebbero bene i nostri soldi di contribuenti.

Rincorrere con accanimento il ragazzino o l'impiegato che si è scaricato un MP3 è una fesseria che denota da un lato la mancata capacità di dare una priorità alle cose e dall'altra la sudditanza alle multinazionali del disco.

E' come mettere in galera chi calpesta le aiuole e chiudere un occhio su chi sgozza la suocera.

Certo che i primi sono più semplici da additare al pubblico ludibrio come "incivili".

Ciaooo


SANTE PAROLE

Concordo perfettamente. Il concetto base è proprio quello.
;)
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GdF non verso il P2P

Postdi marlon » 04/06/03 14:14

La notizia sulla retata della GdF dei giorni scorsi, che tanto ha fatto discutere, non sembra essere stata indirizzata verso gli utilizzatori di sistemi P2P.

La notizia è di poche ore fa e la potete leggere su http://punto-informatico.it/p.asp?i=44323
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