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Parlando di copyright...

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Postdi Kurosawa » 09/10/02 10:24

abandonware vuol dire che è stato abbandonato no? quindi lì non è più coperto da copyright. Ma microsoft ha rilasciato sotware abandonware??

esattamente che vuol dire "abandonware"'
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Postdi Frengo78 » 09/10/02 10:56

Ah beh, è quello che stiamo cercando di capire. Perche ci sono giochi di 5 e + anni fa che sono liberamente scaricabili in rete? Non sono forse coperti da copiright? Non vale la stessa cosa pure per i software? Un windows 3.1 o 95 possono anch'essi rientrare in quella gamma di software liberamente scaricabili?

Kurosawa se pensi che mi sto allontanando dal tuo topic iniziale apro un altro topic per queste mie domande. Dimmi tu che devo fare ;)
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Postdi Frengo78 » 09/10/02 11:00

Cercando qua e la su google...

il wm di abandonet ha scritto:A. Definizione di Abandonware
Per Abandonware si intendono tutti quei giochi per PC, MAC, Amiga, C64, Apple che: siano più vecchi di 5 anni; non siano attualmente distribuiti dalle Software House produttrici o da altre compagnie (alle quali hanno ceduto i loro diritti). Quando certi Abandonware ritornano in commercio cessano immediatamente di essere tali; non siano più supportati dalle Software House produttrici o da altre compagnie (alle quali hanno ceduto i loro diritti); non siano stati espressamente definiti dalle Software House produttrici o da altre compagnie (alle quali hanno ceduto i loro diritti) come titoli Non Abandon nonostante rientrino nei 3 punti precedenti.


B. Perché l'Abandonware è tecnicamente pirateria
Secondo le leggi degli Stati Uniti ed alcuni trattati internazionali, un copyright (diritto d'autore) appartiene all'autore fino a 50 anni dopo la sua morte o, se il copyright appartiene ad una società, dopo 75 anni dalla creazione del prodotto stesso. Prima che sia passato questo tempo nessuno ha il diritto di copiare il software. Se una persona tenta di copiare del software che ancora ha un copyright commette un reato ed è soggetto a sanzioni civili e penali. La Software & Information Industry Association (SIIA) è un'organizzazione che mira a tutelare il copyright sul software.

C. Perché l'Abandonware non è realmente (o non dovrebbe essere) considerato pirateria
Lasciate che vi racconti la storia della vita del mio PC: Quando comprai il mio primo PC (un XT), insieme comprai pure del software. Appena un anno dopo, i nuovi giochi che venivano prodotti richiedevano almeno un 286. Ho risparmiato, dopodichè ho comprato un 286 con un paio di giochi nuovi. Nonostante tutto, solo un paio di anni dopo, i giochi che uscivano richiedevano già un 386 o 486. Ho aspettato un pò, ho messo via ancora un pò di denaro e finalmente ho comprato un 486. Purtroppo, attualmente, la maggior parte del software richiede un Pentium 200 MMX.
Io sono fourtunato perchè ho appena comperato un Pentium II a 300 Mhz e questo supera i normali requisiti che i giochi chiedono per funzionare, ma una maggioranza di persone, e probabilmente anche tu, non anno i soldi per comprare tutto ciò che serve per far funzionare i nuovi giochi.
I vecchi giochi che girano sul tuo 'vecchio' Pc non sono solitamente più in vendita in alcun negozio.
Abandonware è l'unione delle parole "Abandoned" (abbandobato) e "Software": la proprietà abbandonata è definita come "la proprietà che è stata scartata dal proprietario stesso e che non ha quindi più interesse nel mantenere titolo su di essa". Chiunque trovi proprietà abbandonate, "acquisisce titolo su di essa, e tale titolo può essere opposto a tutti, compreso l'originale proprietario" (da West Business Law, 4a edizione). Così deduco che le Software House abbiano abbandonato la proprietà del loro vecchio software, nel momento in cui esso non viene più prodotto né venduto o sostenuto. Perciò noi come possesori di PC di fascia bassa abbiamo il dovere morale di copiare questo software affinché possiamo ancora farne buon uso. Questo è ciò che l'Abandonware Ring sta facendo.Il suo progetto è supportare tutte le persone che desiderano giocare con vecchi giochi, e tutti quelli che non possono giocare ai titoli che sono ora sul mercato.


D. Cosa non è Abandonware
Tutto il software che:
ha meno di 4 anni;
è ancora venduto e/o supportato da società.


E. In che modo un gioco cessa di essere Abandonware
Quando un Distributore (Game Publisher) decide di vendere o supportare nuovamente un vecchio titolo, questo cessa immediatamente di essere Abandonware.



tratto da: http://it.geocities.com/abandon3t/faqi.html
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Postdi Mikizo » 09/10/02 12:13

Interrompo un attimo la discussione sull'abandonware (sul quale non so granchè) per rispondere a un paio di cose dette nel corso del 3d.

Primo: il diritto d'autore è una cosa (che dura 70 anni in tutta la CE, prima in Italia era 50 ma poi è stato adeguato), il copyright un'altra, come è stato già detto.
Se Frengo fa un sito, il sito è suo (diritto d'autore) ma se ne cede i diritti di utilizzo, il sito è sempre suo come autore, ma qualcun altro ne sfrutta il copyright (e per farlo deve registrare l'idea e pagare le spese, qui però si va nello specifico e non mi dilungo, perchè ogni campo specifico ha le sue leggi)

Secondo: ovviamente NON è vero che il software abbia una scadenza in termini di copyright, semplicemente certe aziende dichiarano di aver abbandonato certi progetti, e quindi è IMPROBABILE che si mobilitino per prodotti che non vendono più.

Terzo: Sui brevetti del software potete leggere questo articolomolto interessante. (scusate se cito sempre lo stesso sito, ma è un must del settore)
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Postdi dado » 09/10/02 15:12

Mikizo ha scritto:il diritto d'autore è una cosa (che dura 70 anni in tutta la CE, prima in Italia era 50 ma poi è stato adeguato), il copyright un'altra, come è stato già detto.


Azz... ho dato un esame di diritto privato credendo ancora che il termine massimo fosse di 50 anni!! Ste leggi... cambiano di continuo...! :D
Cmq, passati quei 70 anni, mp3 gratis x tutti, senza rischi!! :lol:

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Postdi Frengo78 » 09/10/02 15:19

Beh dunque tutti a scaricare le canzoni degli anni 20-30 dello scorso secolo!

Conosci mia cuginaaaa / che tipa seducenteeeee / moderna assai carinaaaa / sa bisbigliare I love youuuu :P
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Postdi Kurosawa » 10/10/02 12:40

Mikizo ha scritto:: ovviamente NON è vero che il software abbia una scadenza in termini di copyright, semplicemente certe aziende dichiarano di aver abbandonato certi progetti, e quindi è IMPROBABILE che si mobilitino per prodotti che non vendono
sottolineo che siamo nel campo delle ipotesi. il fatto che sia improbabile, vuol dire che volendo potrebbero comuque rivendicare un qualcosa? cioè l'abbandono del progetto implica anche la rinuncia al "guadagno"?
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Postdi Mikizo » 10/10/02 12:58

kurosawa ha scritto:potrebbero comuque rivendicare un qualcosa?

Io credo che potrebbero, a meno che non esista una procedura legale di "abbandono de copyright".
Nella concretezza però:
- il diritto d'autore non è alienabile, ovvero se io sono l'autore di un'opera, lo sono e basta, non posso cedere a nessuna questa "qualità"
- il copyright si può cedere o vendere o acquistare, ma ognuna di queste operazioni ha un costo, quindi credo che una società non abbia alcun interesse a disfarsi di un copyright in suo possesso se non per venderlo
- il fatto che l'azienda però DICHIARI di aver abbandonato un progetto e che ne cede i diritti di uso privato POTREBBE equivalere a dire che, a meno di tentare di vendere i software stessi, si è coperti dal punto di vista legale
- nonostante ciò, mi domando: se arriva la GdF (o peggio la SIAE) a casa mia, e mi trova una ventina di CD pieni di abandonware e brani musicali degli anni 20, non me la fanno lo stesso la multa? (questo lo dico perchè ho fiducia zero, soprattutto nella SIAE)
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Postdi Kurosawa » 10/10/02 13:49

nè finanza nè siae possono mettere piede a casa tua per vedere i tuoi cd (a meno che tu non sia Al Capone: ricordate The Untouchable... troppo bello!!!) come del resto non possono controllare se hai una televisione (e quindi sei tenuto a pagare il canone- che è una tassa sul possesso di apparcchi riceventi). Diverso è se sei un ente pubblico o se hai un negozio o un'attività... là tra un controllo e un altro possono verificare davvero tutto!! 8)
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Postdi rebol » 16/10/02 16:32

Non mi sembra di aver mai sentito un prodotto microsoft abandonware, e sinceramente non ho mai trovato nessuno di questi software, pur se ne avevo sentito parlare (forse non ho cercato bene :) ). Comunque quello che vole vodire è che credo che il copyright sui programmi per elaboratore non sia antecedente al periodo 1990-95, questo perchè solo in quei periodi le legislazioni dei vari stati (chi prima chi dopo) sono intervenute sulla materia specifica. In secondo luogo anche perchè tutto quello che vediamo oggi gira sotto win e win è di quegli anni. I giochini degli anni '80 possono essere liberi se chi li ha realizzati non li ha poi protetti da copyright. Se su un sito internet dei software sono liberamente scaricabili perchè dichiarati abandonware, a mio parere, dovrebbero essere considerati tali fino a prova contraria.

Poi bisognerebbe fare una distinzione tra brevetti, diritti d'autore, copyright e marchi depositati. Non tutti questi concetti stanno ad indicare la stessa cosa. Per quel che riguarda i brevetti fantasiosi, poi, che dire di quelli chi ha brevettato la ruota, un milione di melodie per numeri di telefono, le file agli sportelli e tanti altri che ora non ricordo.......
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Postdi Mikizo » 16/10/02 16:49

rebol, in effetti stiamo parlando solo di copyright e - nel senso in cui si collega - di diritto d'autore. Brevetti e marchi sono altre questioni e io direi di non introdurli qui.

I sw abandonware ci sono eccome, basta una ricerca su google con "abandonware", ma io non credo proprio che
se su un sito internet dei software sono liberamente scaricabili perchè dichiarati abandonware...dovrebbero essere considerati tali fino a prova contraria
perchè se io aprissi il mio sito mikizo.com e pubblicassi sw protetti da copyright dicendo che sono abandonware, e tu li scaricassi, la legge non ti darebbe ragione...

Il tuo punto di vista è diffuso ma scorretto, ed è per questo che ho aperto questo topic ;)

x kuro - parlavo di "casa mia" in modo generico - è chiaro che mi riferivo ad usi commerciali o di pubblica diffusione
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Postdi rebol » 17/10/02 09:11

Forse hai ragione, ne so poco, quindi sto sintonizzato e cerco di tenermi informato. Circa la dichiarazione di abandonware o altro, in base al principio della tutela dei terzi in buona fede, la legge non dovrebbe prendersela con me se tutto quanto faceva pensare che il sw fosse libero, e se ho applicato la normale diligenza. Nel caso di colpa o dolo questo non si verifica più. Però questo accade per le obbligazioni e i contratti. Non sono del tutto sicuro che un tale orientamento giurisprudenziale sia applicabile ad internet (e cmq è solo italiano). Attendo chiarimenti.

Ah, se divago, abbattetemi pure come un piccione al poligono di tiro :P
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Postdi Mikizo » 10/11/02 15:53

Ho trovato su questo sitodi downloads abandonware un disclaimer molto succinto che racchiude concetti già citati, ma in modo chiaro ed efficace:
"l'abandonware è illegale e si basa sulla tolleranza delle software house e delle autorità. Se i proprietari di uno dei giochi presenti in questo sito ne dovessero chiedere l'eliminazione, sarò pronto ad accontentarli; viceversa se scaricate uno di questi giochi senza avere a casa la copia originale
dovete essere consci del fatto che tecnicamente state compiendo un atto illegale (anche se, come ho già; detto, è un atto che non danneggia gli interessi di nessuno)"
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Postdi Frengo78 » 10/11/02 20:10

Grande mikizo!
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Re:

Postdi mediato » 09/06/08 14:48

[quote="Frengo78"]Beh dunque tutti a scaricare le canzoni degli anni 20-30 dello scorso secolo![/quote]

... ma sul territorio italiano, sicuramente se esegui pubblicamente musiche persino del 1600, del 1300, 1100 e via, devi per legge dare il pedaggio alla Siae (se ti prende in fallo ti multa pure)
... o su internet, tale pedaggio non è dovuto? non lo sò! informatemi, eventualmente (grazie)
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Re:

Postdi mediato » 09/06/08 15:47

[quote="Mikizo"]Volevo:
- cercare di chiarire che il copyright è una questione complessa
- buttare lì l'ipotesi che le leggi esistenti non bastino
- mettere in evidenza un'ottima fonte di notizie sull'argomento (dirittodautore.it)
- magari parlare di problemi analoghi, se qualcuno ne ha (ad esempio: posso usare una foto sul mio sito?)
Tutto questo perchè se ne è già parlato e qualche volta anche un po' a vanvera[/quote]

D'accordo sul tuo primo punto.

Riguardo al tuo secondo punto (ipotesi di insufficienza di leggi), sono in disaccordo. Le leggi susseguitesi negli anni sono abbondanti, ambigue, favorevoli al mantenimento di un feudo macchiavellico. Per fare un solo esempio, la sola dimostrazione stessa di essere autore dell'opera (lo stesso sito "dirittod'autore.it definisce tale dimostrazione "diabolica") è totalmente subordinata alla notificazione dell'opera stessa.
Ora, uno scrittore, non inscritto Siae, non potrebbe registrare la propria opera nell'apposito registro presso il ministero statale (qui la notifica è economicamente accessibile a tutti; da non confondere con il registro siae, costosissimo per in non associati) se non viene prima pubblicato da un editore di portata nazionale (il quale su questo fatto gioca i suoi ricatti e potere di mantenerti sconosciuto). Alternativa, è pagare profumatamente un notaio privato, al solo scopo di dimostrare che tu sei l'autore (trovi una spiegazione di questo particolare sul sito delle licenze "Commons"). Figurati se lo fai con ogni foto, dipinto, piccola poesia che vuoi fare in tempo a notificare (prima che una avida superstar ti freghi). Altra alternativa ma solo per difendere il "Diritto Nominale D'autore", appunto, (ma non il "Diritto Economico D'Autore" ossia quello che qui citate come copyright) e affidarsi alle licenze "Commons". E questo è solo una fra le tante ingiuste "applicazioni" che contraddicono gli stessi "principi" della sua stessa fonte leggale (Dir. D'aut.)

In ragione del tuo terzo punto, condivido il tuo quarto punto.
Mi spiego meglio. Io il sito "dirittod'autore.it" lo visitai già tempo addietro.
Visto che, chi eseguisse pubblicamente qualsiasi musica (anche di propria creazione o dell'antichissimo passato, comunque non coperto da copyright) deve pagare un pedaggio ProSiae (una delle tante applicazioni legali che i più vengono a conoscere solo quando ci cascano dentro), si può supporre che anche chi vuole mostrare pubblicamente i suoi dipinti debba pagare tale pedaggio? Non sono ancora riuscito a trovare risposta. Ma so di certo che l'opera figurativa rientra, ai fini di notificazione, sotto la categoria "Letteratura" (quindi soggetta a quanto detto prima riguardo gli scrittori).
Scusami l'abbondanza di parole (troppo poche, appunto, per la complessità, l'ambiguità, ed il camaleontismo del DirD'aut italiano)
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Re:

Postdi mediato » 09/06/08 16:08

[quote="Frengo78"]Sono d'accordo. Io vorrei capire se mikizo è di questo che voleva discutere. Credo che il suo interesse a parlare di copiright vada oltre l'episodio citato nell'articolo. In questo caso spero che ci lanci una ciambella al quale aggrapparci il piu presto possibile perche altrimenti si va a discutere di musica e plagi (discorso interessante per carita ma che non c'entra nulla con l'informatica) anziche di copiright
OT: Ho sentito su radio deejay che il celebre motivetto di guerre stellari è un plagio di un aria di Wagner ;)[/quote]

secondo me avresti ragione, nel caso si finisse di parlare delle cronologie casistiche di musica e plagi. Tuttavia, forse va considerato il copyright, istituito con il principio di difendere l'autore dal plagio, almeno in italia, a trovato leggi e decreti attuativi che, invero, rendono davvero difficile, se non impossibile, attuare tale difesa da parte dei non inscritti siae e soprattutto da parte dei meno agiati economicamente. Comunque, l'unica chiara e tempestiva informazione al proposito, l'ho trovata solo sulle riviste e siti di informatica (precedentemente, invece, gli impiegati, degli enti preposti alla conoscenza del diritto d'autore erano dei veri muri di gomma ...). Comunque va considerato anche che la siae sta imponendo degli attacchi pesanti proprio contro le libertà, oggi concesse dall'informatica.
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Re: Parlando di copyright...

Postdi Mikizo » 09/06/08 18:55

Occhio al fatto che si sta citando una discussione di 6 anni fa ;)
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Re: Parlando di copyright...

Postdi mediato » 11/06/08 13:46

[quote="Mikizo"]Occhio al fatto che si sta citando una discussione di 6 anni fa ;)[/quote]

:neutral: si lo so, e non era ancora stato varato, per esempio, il "DISequoScompenso" sui supporti "ancorVergineDaReato" (2003) ne il pedaggioAngeria sulle navigazioni internet (su cui sto cercando di documentarmi, in questo marasma). Ma, ho davvero poco tempo e difficoltà a ritornare su internet, e ho approffittato per tentare di evidenziare, senza, credo, uscire fuori tema, che di solito mettiamo in secondo piano, un obbiettivo che considero primario, e da cui dipendono tutti gli altri obbiettivi ossia:
- l'effettiva impossibilità, per l'autore che non appartiene alle gerarchie di casta del castello feudale Siae (fin dai tempi della nascita della Siae) e soprattutto se non è economicamente dotato, di diferdersi degnamente (in barba ai "principi dettati dalla L. Sul Dir.Daut.") e persino di manifestarsi liberamente o di farsi pubblicità, in Italia, se non pagando pesanti pedaggi al feudo (tale pedaggio, in altri ambiti della leslislazione, sarebbe dichiarato "concorrenza sleale legalizzata" e "sfavoreggiamento legalizzato da parte di pubblico ufficio"); altrimenti, infatti, in essenza, in soldoni, le leggi gli consentono solo di manifestarsi da solo e chiuso in casa propria. Tutti i decreti attuativi e applicativi poi, via via, susseguitisi fin'ora sono stati, semplicemente, un continuo rafforzamento peggiorativo di un già antica angeria legalizzata.
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